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Pokémon: Detective Pikachu, i Pokémon sbarcano nella realtà – Recensione

Uno dei sogni più ricorrenti della maggior parte degli amanti dell’universo dei Pokémon, che siano bambini, ragazzi e perché no anche adulti, è sempre stato quello di vivere in un mondo popolato dalle moltissime creature che dal 1996, anno d’uscita degli indimenticabili primi capitoli del franchise Pokémon Rosso e Pokémon Blu, hanno indissolubilmente segnato la vita e le abitudini dei videogiocatori. Ed è proprio per questo che Legendary Pictures e Warner Bros, con la regia di Rob Letterman, hanno deciso di dar vita ad un live action incentrato su uno degli spin off più amato del franchise creato da Satoshi Tajiri, ossia Detective Pikachu, dandoci la possibilità di vivere le avventure di Tim Goodman in quel di Ryme City, una città dove Pokémon e persone vivono in sintonia. Come sarà andato questo esperimento?

A caccia di indizi

La pellicola vede come protagonista il giovane Tim Goodman (Justice Smith), un agente assicurativo che nella sua infanzia voleva diventare un allenatore di Pokémon alla Ash Ketchum ma che, col passare del tempo, si è dedicato più a condurre una vita normale tenendosi ben lontano dalle suddette creature tanto da non riuscire neanche a catturare un piccolo e chiassoso Cubone trovato nell’erba alta nelle fasi iniziali del film. Dopo questa introduzione Tim riceve una bruttissima notizia: il padre, un noto e affermato detective, ha subito un incidente e risulta scomparso nelle vicinanze di un laboratorio top secret.
È così che il protagonista parte alla volta di Ryme City, una cittadina dove Pokémon e umani convivono in armonia senza la presenza di allenatori e di lotte Pokémon (almeno alla luce del sole), governata dal miliardario Howard Clifford (Bill Nighy) il quale con la sua utopistica visione ha plasmato questa città. Una volta disquisito con il capo della polizia del posto (Ken Watanabe) e dopo aver ricevuto le chiavi della casa del padre, Tim farà un incontro unico, ossia un Pikachu parlante che ben presto si scoprirà essere il compagno Pokémon proprio del famoso detective.
Da questo punto il ragazzo e la piccola creatura inizieranno una serie di indagini che li porteranno a conoscere nuove persone tra cui Lucy Stevens (Kathryn Newton) ma anche a mettersi nei guai andando a rovistare in luoghi proibiti avendo anche a che fare con diversi Pokémon come Charizard, Mewtwo e altri arrivando a salvare la città da intrighi malvagi.

Il vero protagonista

Sin dalla prima scena in cui compare si capisce che il tanto caro amato Pikachu è il vero protagonista principale del film con Legendary Pictures che ha svolto un lavoro certosino per dar vita ad un personaggio unico nel suo genere pieno di espressività e quanto più fedele al Pokémon che tutti conosciamo; la personalità di questa creatura è decisamente sopra le righe e riesce a mantenere il palcoscenico senza alcun inghippo e riuscendo sempre a divertire il pubblico praticamente in ogni scena nella quale compare. Ovviamente in un mondo pieno di Pokémon Pikachu non sarà la sola creatura a comparire con moltissimi Pocket Monster che compariranno a schermo, chi per qualche secondo come i vari Charmander, Bulbasaur e Squirtle, chi per combattimenti vari come Charizard, Greninja e altri; senza contare poi il ruolo da spalla dell’amica di Tim di Psyduck oppure la divertentissima scena con Mr Mime che strappa più di qualche risata.
Ognuno di questi è realizzato minuziosamente, per questo il lavoro fatto sotto questo punto di vista merita di sicuro un plauso con le creature che sono state modificate ad hoc per diventare più simili alla realtà ma senza venir snaturate; l’unico Pokémon che, personalmente, non mi ha convinto a fondo è Mewtwo che in alcune scene non sembrava perfetto.
Sicuramente gli amanti Pokémon si divertiranno non poco a riconoscere tutte le specie presenti nella pellicola rimanendo anche sorpresi da qualche inserimento a sorpresa qua e là.

A mettersi di traverso rispetto alle iconiche creature troviamo dei personaggi umani meno caratterizzati con Tim Goodman e Lucy Stevens che svolgono dei ruoli secondari rispetto a Pikachu, con il primo soprattutto che sembra una vera e propria spalla del Pokémon. Anche l’antagonista della pellicola che potremmo affiancare in qualche modo a Giovanni non risulta molto approfondito con la sua ideologia di avere un mondo perfetto che sa di già vista.

Pokémon: Detective Pikachu è senza dubbio un buon film che riesce a non snaturare le creature ideate da Satoshi Tajiri inserendole in un contesto realistico senza sbavature e andando a costruire un lavoro che potremo paragonare a produzioni come Zootropolis, con le dovute proporzioni per quanto riguarda la trama, la quale risulta forse uno dei punti meno riusciti della pellicola non riuscendo a dare grandi emozioni. Il lavoro rimane in ogni caso buonissimo soprattutto per quel che concerne la realizzazione dei Pokémon che risultano praticamente perfetti grazie ad una CGI curata al millimetro.

Pokémon: Detective Pikachu

7.4

Regia

7.5/10

Fotografia

8.5/10

Montaggio

7.0/10

Interpretazioni

7.0/10

Sceneggiatura

7.0/10

Pro

  • Pikachu ha una personalità unica
  • Pokémon realizzati in maniera perfetta

Contro

  • Trama sottotono
  • Personaggi umani poco caratterizzati

Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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