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SteamWorld Quest: Hand of Gilgamech, carte steampunk – Recensione

Dopo aver dato vita alla saga di SteamWorld, serie Steampunk nata con SteamWorld Tower Defense e SteamWorld Dig, seguita poi da SteamWorld Heist, SteamWorld Dig 2 , Image & Form Games ritorna alla carica con un nuovo titolo non più metroidvania ma gioco di ruolo basato su combattimenti a turni con le carte, chiamato SteamWorld Quest: Hand of Gilgamech. Saranno riusciti gli sviluppatori a mantenere un livello alto anche cambiando genere d’appartenenza del gioco? Scopriamolo insieme in questa recensione.

Lotta contro il male

Dopo una rapida introduzione il gioco ci calerà nei panni di Armilly e Copernica, la prima un’aspirante membro della gilda degli eroi, mentre la seconda, un’alchimista che ha abbandonato i suoi studi alchemici, entrambe alla ricerca di uno speciale fungo che però le porterà a scontrarsi con una oscura minaccia che vorrà conquistare il mondo.
Nel corso dell’avventura però le due eroine non saranno sole dato che andando avanti troveranno diversi compagni d’armi tra cui il buffo Galileo e altri personaggi che andranno a rimpinguare il roster dando diverse soluzioni alle diverse combinazioni possibili da utilizzare in combattimento.
C’è da dire che la trama nel suo complesso non brilla di originalità e andando avanti nella storia non ci saranno particolari colpi di scena che lasceranno a bocca aperta i giocatori, con il team svedese che si è concentrato più sul gameplay rispetto ad una vicenda avvolgente in grado di appassionare gli utenti.

Tieni d’occhio gli ingranaggi

Passiamo ora proprio al gameplay con il titolo che come detto si allontana dal filone metroidvania dei suoi predecessori sbarcando nel genere gioco di ruolo a turni incentrato sull’utilizzo delle carte. Sotto questo punto di vista il team di Image & Form non innova più di tanto il genere d’appartenenza con i giocatori che potranno utilizzare un party costituito da tre personaggi ognuno con le proprie abilità e carte personalizzate che potranno essere d’attacco, di difesa o per migliorare determinate caratteristiche. Una volta che avremo sbloccato i primi personaggi sarà possibile dar vita al nostro mazzo personalizzato per ognuno dei componenti del nostro party mettendo insieme le carte a disposizione le quali avranno anche dei valori diversi in merito al costo: ogni carta infatti costerà un determinato numero di ingranaggi andando dalle mosse gratuite più semplici alle più complesse che potranno costare più ingranaggi insieme fino ad un massimo cinque.
Ogni turno sarà possibile giocare tre carte al massimo con l’opportunità di dar vita anche a delle catene in caso tutte e tre siano dello stesso personaggio andando così a sbloccare un attacco aggiuntivo; oltre a questo tipo di combo sarà possibile anche ottenere degli effetti aggiuntivi in caso vengano giocate determinate carte in sequenza, così da poter essere ancor più performanti in battaglia.
In tutto ciò, come spesso accade in questi tipi di giochi, alcune carte rimarranno meno utilizzate di altre dato che spesso sarà consigliabile tenere nel proprio mazzo quelle più forti e con i maggiori effetti a favore dei personaggi.

Steampunk più vario

Oltre a cambiare il gameplay rispetto ai suoi predecessori questo SteamWorld cerca di dare nuova linfa vitale anche all’ambientazione che, pur rimanendo con diverse derive steampunk ormai riconoscibili grazie all’ottimo lavoro di Image & Form, inserisce delle ambientazioni più variegate rispetto a prima rendendole anche più piacevoli alla vista e con una palette di colori più ampia, anche se in alcune situazioni si può notare qualche riutilizzo di asset e di idee che potrebbe far storcere il naso. Insieme alle ambientazioni inoltre a farla da padrone per quanto riguarda il lato artistico troviamo anche la personalità dei personaggi, con molti di questi che risultano decisamente curati e con una buona personalità.
Passando invece al sonoro si nota subito l’assenza del doppiaggio dei personaggi che va a contrastare con la presenza della voce narrante che troviamo all’inizio di ogni capitolo; in questo caso ci sarebbe piaciuta una sorta di “evoluzione” con almeno i personaggi principali doppiati magari solo con le linee di dialogo principali così da dar ancor più enfasi alle loro personalità. Da notare infine la localizzazione in italiano che permette di carpire al meglio ogni aspetto del gioco malgrado qualche inciampo sporadico che comunque non compromette la fruizione del titolo.

SteamWorld Quest: Hand of Gilgamech è sicurmaente un ottimo prodotto che porta una ventata d’aria fresca nella serie andando ad appoggiarsi su un genere inedito per i precedenti capitoli come il gioco di ruolo a turni con le carte ma non per questo abbassando la qualità. Per gli amanti di questa tipologia di titoli è senza dubbio consigliato, con l’opportunità di passare una ventina d’ore in compagnia degli ottimi personaggi che vi accompagneranno nell’avventura creata da Image & Form.

*Versione Testata: Switch, grazie al codice fornitoci dal publisher

SteamWorld Quest: Hand of Gilgamech

7.8

Trama

7.0/10

Gameplay

8.0/10

Grafica

8.5/10

Sonoro

7.5/10

Longevità

8.0/10

Pro

  • Personaggi ben caratterizzati
  • Molte carte...
  • Buon gameplay

Contro

  • Trama poco approfondita
  • ...ma non tutte sullo stesso livello

Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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