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Dragon Ball Super: Broly – Il Saiyan primordiale – Recensione

A distanza di due mesi dalla sua uscita nei cinema giapponesi il film Dragon Ball Super: Broly sbarca finalmente in Italia (dal 28 febbraio grazie alla distribuzione di Koch Media) portando con sé uno dei Saiyan più forti che abbia popolato il pianeta Vegeta. Quando si pensa a Broly non può non venire in mente il film Il Super Saiyan della leggenda, pellicola uscita due decadi fa in Italia che ha fatto conoscere al grande pubblico il figlio di Paragas, seguita poi dai seguiti Sfida alla leggenda e
L’irriducibile bio-combattente. Questo film, sotto le vesti di reboot, va a riprendere la storia del primo rivisitandola e dandogli più piglio anche grazie al progresso tecnologico che si riversa in un animazione eccellente. Sarà riuscita TOEI Animation a conferire a questo “nuovo” Broly tutta la sua selvaggia potenza che aveva sviscerato già vent’anni fa?
Scopriamolo insieme in questa recensione.

Dalle origini allo scontro finale

La pellicola si divide temporalmente in due parti, la prima che svolge il lavoro di incipit per introdurci i personaggi e la seconda che vede i momenti clou della produzione.
Il tutto inizia una quarantina di anni prima rispetto alla conclusione del Torneo della Potenza nel quale Goku, Vegeta e il settimo universo ha lottato per non essere cancellato definitivamente, in particolare sul pianeta Vegeta, mondo ancora presente all’interno di quest’epoca con l’omonimo Re a capo della stirpe dei Saiyan ma soggiogato da Re Cold, padre di Freezer.
Dopo esser stato nominato suo successore dal padre Freezer, decide di donare alla razza Saiyan l’iconico Scouter ed è da qui che si snoda tutta la vicenda: tramite lo scanner infatti Re Vegeta scopre che il potenziale combattivo del figlio di uno dei suoi sottoposti, Paragas, ossia Broly, risulta più alto di quello del suo omonimo figlio, così decide di esiliarlo sul pianeta Vampa fino a quando dimostrerà la sua vera forza. Qualche anno più tardi anche Kakaroth sarà spedito lontano dal pianeta natale da suo padre Bardack, dato che quest’ultimo sospetta un tradimento di Freezer nei confronti della razza Saiyan.
Finito il prologo, che tratta soprattutto tematiche familiari con i rapporti tra Re Vegeta e suo figlio e tra Paragas e Broly, si passa al presente dove Goku e compagnia sono impegnati a recuperare le sfere rubate dagli scagnozzi di Freezer, il quale vuole impossessarsene per esaudire un desiderio non proprio da gran cattivo della serie.
Senza rivelare niente la fase della pellicola che si svolge nell’Artico, è qui che si dirige la combriccola per recuperare le iconiche sfere del drago, è di sicuro più dinamica e volta all’azione con combattimenti in successione e uno scontro finale a dir poco epico tralasciando però il lato più introspettivo della prima parte del film.

Il Saiyan dall’istinto primordiale

La pellicola cerca di far risaltare in ogni istante la figura di Broly sin dalla sua infanzia con il bambino che ha un potenziale addirittura superiore a quello di Vegeta; il personaggio cardine del film viene sempre affiancato alla tematica della forza bruta salvo alcune occasioni, già dopo l’arrivo sul pianeta Vampa il personaggio fa valere la sua potenza nutrendosi con le creature presenti in loco. Anni più tardi troviamo il saiyan decisamente cresciuto ma il suo istinto primordiale è ancora più accentuato tanto che il padre è dovuto correre ai ripari utilizzando un particolare collare elettrico per placare l’incredibile forza di Broly che egli stesso paragona nella sua forma a quella di un Oozaru.

Se avete notato poche righe più sopra ho scritto “salvo alcune occasioni”, Broly infatti oltre ad essere incredibilmente forte in questo reboot viene anche mostrato sotto una luce diversa, in particolare in alcuni momenti possiamo vedere anche la sua parte più umana come per esempio nel momento in cui spiega perchè porta sempre con sé la sua veste verdognola.
Oltre ai personaggi principali però gli altri sono perlopiù comparse infatti troviamo personaggi che avrebbero potuto avere un ruolo più importante nel film come Gohan e Piccolo ma che sono stati mostrati in due, tre scene al massimo. Stessa cosa per personaggi come Whis o Beerus che stanno decisamente in disparte.

Animazione combattiva

Parlando dell’animazione c’è da dire che il lavoro svolto da TOEI Animation è ottimo soprattutto nella seconda parte della pellicola con gli scontri che sono messi in risalto in maniera sopraffina, grazie ad un utilizzo dei colori azzeccatissimo che consente agli spettatori di rifarsi gli occhi ed essere fomentati allo stesso tempo grazie alle sequenze combattive con Broly che da il meglio di sé. Bisogna inoltre dire che la regia della pellicola risulta pregevole anche qui soprattutto nei combattimenti finali dove troviamo anche una novità assoluta, ossia l’inquadratura in prima persona, che ha dato ancora più enfasi al momento.
Particolare infine la scelta della colonna sonora che da una parte accompagna ottimamente tutto il film mentre dall’altra, nel combattimento finale, enfatizza le mosse chiave dei personaggi e le azioni, un fattore che potrebbe essere accolto in maniera discordante dal pubblico.

Dragon Ball Super: Broly è senza dubbio uno dei migliori film di Dragon Ball degli ultimi anni con il personaggio principale che risulta ben caratterizzato non solo dal lato della sua forza bruta che lo caratterizza sin dai suoi esordi nel 1993 (2000 in Italia), però in questo caso TOEI Animation ha puntato anche sul modellare l’aspetto umano del personaggio che prova anche dei sentimenti nel corso del film. L’animazione e la colonna sonora di ottima fattura vanno poi a confezionare un prodotto decisamente ottimo che insieme ai combattimenti esaltanti della seconda parte del film portano inevitabilmente a consigliare quest’ultimo a tutti gli appassionati del brand ma anche ai neofiti.

Dragon Ball Super: Broly

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8.3

Regia

9.0/10

Fotografia

8.5/10

Montaggio

7.5/10

Sceneggiatura

7.5/10

Animazione

9.0/10

Pro

  • Broly è uno dei miglior nemici di sempre
  • Combattimenti esaltanti
  • Per la prima volta Broly è più umano

Contro

  • Alcuni momenti il ritmo viene spezzato

Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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