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Se Mi Ami, Non Morire – Le mille avventure che non dovevano essere – Recensione

Bury Me My Love. Già solo il titolo parte forte.

Un forte impatto e una traduzione letterale che già mette ogni cosa su un piano tragico e di forte potenza emotiva. La frase però non ha una traduzione immediata: si tratta infatti di una formula legata ad un modo di dire che dovrebbe suonare come “Se Mi Ami, Non Morire”, che già regala una doppia visione ad un titolo che, ehi, non abbiamo nemmeno ancora detto di cosa parla.

Se mi ami non morire.

Seppelliscimi amore mio.

Siamo solo al titolo.

Sviluppato da Pixel Hunt e Arte France e edito da Playdius Entertainment, il titolo che abbiamo per le mani oggi nasce inizialmente come mobile game, e già in quella veste si era guadagnato gli onori della critica in sedi importanti come The Games Awards e BAFTA, ma solo da poco tempo il prodotto è stato reso disponibile anche su PC e Nintendo Switch. In questa sua nuova forma, finalmente su una piattaforma di Gaming classica, abbiamo avuto la possibilità di provare il titolo.

Il titolo, di una caratura spirituale incredibile e di una contestualitá storica impressionante soprattutto negli ultimi anni, racconta la storia di una coppia di giovani siriani costretti a vivere la situazione di guerra che dilania il loro paese. La narrazione comincia nel momento in cui Nour, studentessa di medicina decide di lasciare la Siria e migrare verso l’Europa, lasciando dietro di sé tutta la sua vita tranne il suo ragazzo, Majd, con il quale resterà sempre in stretto contatto telefonico.

L’esodo di Nour, ricostruito dagli sviluppatori tramite le testimonianze reali di alcuni profughi, verrà vissuto dal giocatore attraverso gli occhi proprio di Majd, che anche rimanendo in Siria accompagnerà Nour con la sua presenza costante e i suoi consigli attraverso una App di messaggistica telefonica.

Proprio su questi messaggi infatti verterà il gameplay dell’intero titolo: il giocatore sarà chiamato a relazionarsi con Nour solo in questo modo, e a schermo non avrà alcuna immagine se non la schermata del telefono col quale scrive, e qualche foto mandata da Nour.

Si tratta in ultima istanza di qualcosa che si avvicina solo al concetto di gioco, una specie di avventura testuale ibridata con un simulatore di messaggistica, attraverso il quale viene fatto arrivare all’utente tutto il ventaglio di contenuti che vuole lanciare

Certo, spesso Nour, raccontandoci delle sue peregrinazioni, ci chiederà di condividere con lei i nostri pensieri e i consigli che più di fatto la guideranno nel suo viaggio, ma questo basta a definire il prodotto un gioco, o più sempliceme ci troviamo ad essere poco più di qualcuno che indirizza in una direzione piuttosto che un’altra una storia che ci viene narrata?

Ballare sul confine tra narrativa e videogioco è una cosa sempre in grado di colpire, e Bury Me My Love conosce tutti i passi di questa danza, messa in atto grazie ad un racconto sempre in forma dialogico capace di farci provare sincero affetto per il nostro interlocutore, la giovane Nour, forse troppo a discapito del personaggio di Majd

Sul lato tecnico c’è ben poco da dire, visto che di fatto graficamente il titolo è semplicissimo: la schermata della chat che era sufficiente su dispositivi mobile viene affiancata sugli schermi di PC e Switch da sfondi che si identificano con le foto che è la stessa Nour a inviarci tramite la chat, illustrazioni realizzate a mano, stilisticamente non complesse e di buon impatto, grazie alle espressioni capaci di trasmettere emozioni e ai colori sbiaditi che ricordano la polvere sui vestiti dopo una camminata al lato di una strada mediorientale.

Il potere di Bury Me My Love è dunque altro rispetto a quello tecnico del videogioco, e usa solo questi medium per venire trasportato dagli schermi ai giocatori. È un potere tutto concettuale, che si immerge profondamente e in maniera intima nelle delicate tematiche del fenomeno dei migranti e degli esodi di quelli che sono davvero dei protagonisti di avventure mai volute.

Raccontare in questo modo una storia, facendo ricordare che non si tratta di fantasia ma attualità è un toccasana per l’umanità di ognuno di noi e una fonte di grande interesse per chiunque voglia approfondire la sua percezione del fenomeno che vede protagonista questi anni lasciando perdere dati e statistiche su flussi e ingressi alle frontiere, ma mettendosi semplicemente nei pannidell’altro.

Per capire, e in piccolissima parte, con un po’ di empatia, vivere.

Bury Me My Love è un successo non come videogioco, ma come esperienza. Nato da un concetto di base semplicissimo e supportata da sviluppatori che hanno saputo esaltare ogni messaggio che andava lanciato, il titolo non solo riesce ad essere un viaggio emotivo potentissimo per ogni giocatore, ma anche ad avvicinare ancora di più videogame e narrativa, attualità, umanità e vita.

*Codice digitale del gioco fornito dagli sviluppatori

Se Mi Ami Non Morire

0.00
7.8

Trama/Ambientazione

9.0/10

Gameplay

6.5/10

Grafica

6.5/10

Sonoro

7.5/10

Longevità

8.0/10

Potenza emotiva

9.5/10

Pro

  • Carica emotiva
  • Tematica attuale

Contro

  • non fruibile a chi non accetterà la sua natura di "non videogioco"

Pietro Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

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