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Darksiders 3: A caccia dei Sette Peccati Capitali – Recensione

Dopo molte vicissitudini che hanno reso abbastanza travagliato lo sviluppo di Darksiders 3, tra le quali cambio di team e l’abbandono da parte di un caposaldo dell’art design della videoludica come Joe Madureira, il terzo capitolo della serie è finalmente pronto ad infiammare il pubblico. Il ritorno del brand è opera dei “nuovi” Gunfire Games, una sorta di reunion, se così possiamo chiamarla, di alcuni dei più importanti sviluppatori degli autori dei primi due capitoli della saga Darksiders, ossia i Vigil Games, i quali hanno subito, malgrado l’ottimo lavoro con i due prodotti antecedenti a questo terzo titolo, le stesse sorti di THQ e successivamente anche di Crytek. Ed è così che si arriva a questo Darksiders 3, con un budget decisamente più basso rispetto a prima ma la stessa volontà e qualità di veterani che vogliono far sentire ancora la loro importanza all’interno del genere action discostandosi leggermente da quanto si conosceva del brand. Saranno riusciti i Gunfire Games a dar vita ad un prodotto valido che possa dire la sua in un momento dove alcuni grandi titoli la fanno da padrone?

Rimettere il mondo in equilibrio

Innanzitutto questo terzo capitolo della serie cerca di ritagliarsi un proprio spazio nella trilogia distaccandosi sia per quanto riguarda gameplay sia per quanto riguarda trama e protagonista. Mentre nel primo caso il prodotto cerca di avvicinarsi sempre di più ai cosìdetti soulslike (che brutta parola) utilizzando sempre gli stilemi del genere action ma riproponendoli più in salsa adventure introducendo anche alcune meccaniche che analizzeremo nel paragrafo successivo; nel secondo troviamo un terzo protagonista, stavolta femminile dopo le avventure di Morte e Guerra, Furia che nel corso della storia saprà cambiare diventando più umana. Il nostro obiettivo all’interno della vicenda sarà quello di fronteggiare i sette peccati capitali che, dopo esser stati liberati, hanno preso le redini del mondo gettando ancor di più quest’ultimo nel caos. Tutto questo si svolgerà in sei macroaree disseminate da nemici pericolosi e oggetti da recuperare per divenire sempre più forti, accompagnati da un personaggio curioso chiamato Sentinella.
Nel corso della quindicina di ore che vi serviranno per completare la campagna del gioco, una ventina per recuperare ogni singolo oggetto disseminato nelle varie aree, assisteremo ad una crescita del personaggio anche se la trama in sé non brilla né per originalità né per qualità narrativa, mantenendo un livello discreto per tutta l’avventura.

Furia

Come già anticipato in precedenza questo terzo capitolo di Darksiders prende una via leggermente diversa rispetto ai suoi predecessori: mantenendo sempre una solida base action questa volta il team di Gunfire Games ha deciso di diminuire drasticamente il numero di puzzle andando a preferire una modalità di esplorazione più da adventure con la protagonista che avrà la possibilità di muoversi in un mondo interconnesso, non più con l’uso del cavallo, addirittura rimosso in questo capitolo, bensì sarà possibile muoversi velocemente grazie la mercante chiamato Vulgrim, il quale, non solo ci venderà alcuni oggetti in grado di potenziarci e migliorare le nostre armi, ma sarà in grado di darci dei Punti Attributo per salire di livello e, continuando il discorso precedente, di farci viaggiare velocemente grazie ai Varchi Serpentini.
Proprio questo sistema, analogo a quello dei falò di Dark Souls, è solo una delle varie feature riprese dalla serie targata From Software: per esempio troviamo la meccanica di morte e rinascita del personaggio che ci permetterà di tornare in vita ogni volta che saremo sconfitti all’ultimo checkpoint visitato, perdendo però tutte le anime accumulate che andranno riprese prontamente nel punto del decesso.
Uccidendo i vari nemici che dovremo fronteggiare all’interno del mondo di gioco infatti rieceveremo delle anime utili per salire di livello scegliendo tra tre caratteristiche principali: salute, forza ed arcano, con quest’ultima che servirà per potenziare i colpi speciali come i contrattacchi. Oltre alla possibilità di livellare da Vulgrim sarà presente anche un  altro NPC, Ulthane, che permetterà di migliorare le caratteristiche delle armi potenziandole utilizzando alcuni oggetti speciali che troveremo all’interno della nostra avventura.

Le armi che avremo a disposizione, oltre che alle catene base, varieranno a seconda di quale forma utilizzeremo: la nostra Furia infatti potrà utilizzare quattro forme distinte ognuna caratterizzata da un elemento, troviamo per esempio la Forma del Fuoco, la quale consentirà di utilizzare l’arma infuocata chiamata Catene del Disprezzo oltre che a poter utilizzare un salto in più infuocando tutto intorno a sé e camminare in mezzo alla lava; la Forma della Tempesta, invece, consentirà ai  giocatori di sfruttare delle correnti ascensionali accedendo ad aree inarrivabili prima; troveremo poi la Forma della Forza che permetterà a Furia di camminare sott’acqua ed infine quella della Stasi che consentirà di bloccare alcuni oggetti e  congelare le superfici d’acqua. Queste quattro abilità del personaggio saranno fondamentali nel proseguimento dell’avventura di Furia dato che i vari enigmi che troveremo potranno essere superati grazie a quest’ultime anche se la risoluzione dei vari puzzle rimane sempre abbastanza chiara non risultando mai troppo complicata. In questo caso si poteva, e forse si doveva, osare di più inserendo più enigmi variegati e più complicati di quelli presenti così da dare ai giocatori un po’ più di varietà nel gameplay.
Per quanto riguarda invece la parte action del gioco, Darksiders 3 risulta frenetico e spettacolare con diverse combo attivabili a seconda dell’utilizzo del tasto principale per attaccare, sarà infatti possibile variare gli attacchi a seconda della pressione del tasto d’attacco con ripetizioni veloci, pressioni ritardate o tenendo premuto quest’ultimo per degli attacchi ad area; sarà anche possibile schivare con l’apposito tasto dorsale e, se la schivata avverrà al momento giusto (mentre il nemico starà attaccando) avremo la possibilità di usare un contrattacco che farà più danni a seconda del nostro livello di Arcano.
Infine le ultime frecce nella faretra della protagonista saranno una sorta di modalità furia, che potrà essere attivata una volta riempita a suon di colpi contro nemici la barra sottostante alla vita, e il potere del caos, con quest’ultimo che permetterà al cavaliere dell’apocalisse di trasformarsi in un colosso per un periodo di tempo limitato facendo più danni e rigenerando vita costantemente.
Uno dei problemi che mi sento di appuntare, oltre alla presenza dei pochi enigmi, è la facilità delle boss fight almeno per quanto riguarda il moveset, infatti questi scontri sono caratterizzati da una serie di colpi dei nemici abbastanza prevedibili e ripetitivi. Anche in questo caso bisognava calcare più la mano in questa direzione e magari dar vita a scontri più epici e complicati, magari con qualche meccanica non ordinaria.

Niente di eccezionale

Parlando del comparto artistico di Darksiders 3 c’è da dire che si sente l’assenza di un caposaldo dell’industria come Joe Madureira anche se questo capitolo della serie fa il suo lavoro discretamente sia per quanto riguarda i personaggi e i nemici, alcuni ben caratterizzati come per esempio la maggior parte delle boss fight a discapito di altri avversari base non proprio curati nei minimi dettagli, sia per le ambientazioni che risultano comunque ben realizzate.
La mappa di gioco in sé invece risulta ben studiata con ogni area interconnessa e sviluppata attraverso passaggi segreti e aree accessibili tramite le varie forme di Furia, inoltre sarà possibile svolgere un po’ di backtracking ogni volta che si acquisirà un nuovo potere così da rastrellare per bene ogni area e recuperare tutti gli oggetti.
Il lato tecnico invece rimane sulla sufficienza con alcuni cali di frame per esempio nel passaggio da una zona all’altra oltre che ad alcuni piccoli ritardi nei controlli (in particolare nell’uso degli oggetti), niente che possa rovinare l’esperienza di gioco, ma che comunque fa intuire che il titolo poteva essere ottimizzato meglio.

Darksiders 3 è un opera discreta che non riesce ad elevarsi nel suo genere d’appartenenza ma che comunque, a discapito di qualche magagna qua e là, svolge il suo lavoro e intrattiene per la quindicina di ore proposte. Il prodotto creato dai Gunfire Games non eccelle ma gode di un buon sistema di combattimento ed un ottimo level design, purtroppo però il cambio di direzione artistica ha fatto perdere a questo terzo capitolo qualche colpo in questo frangente senza contare poi la natura degli enigmi che non risultano mai veramente impegnativi.

*Versione Testata: PlayStation 4, grazie al codice fornitoci dal publisher

Darksiders 3

Darksiders 3
7.1

Trama/Ambientazione

6.5 /10

Gameplay

7.5 /10

Grafica

7.0 /10

Sonoro

7.0 /10

Longevità

7.5 /10

Pro

  • Buon livello di sfida
  • Ottima costruzione della mappa

Contro

  • Boss fight non ispiratissime
  • Pochi enigmi e abbastanza basilari

Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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