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Diablo 3: Eternal Collection, Diablo dove vuoi – Recensione Switch

Sono passati ben 6 anni dall’uscita di Diablo III su PC e console, con il titolo targato Blizzard che col passare del tempo è diventato un vero e proprio must have per tutti gli amanti del genere Action RPG Hack’n’Slash e ha visto numerosi aggiornamenti, ritocchi e contenuti aggiuntivi fino ad arrivare all’espansione più recente Reaper of Souls. Dopo una serie di leak, rumor e voci interminabili Blizzard e Nintendo hanno finalmente deciso di portare uno dei baluardi della scorsa generazione di console anche su Switch con la versione completa, la Diablo 3: Eternal Collection, che vede al suo interno il gioco completo oltre che ai contenuti aggiuntivi fino all’ultima espansione e il supporto per gli amiibo. Vediamo se il team di sviluppo sarà riuscito a portare tutta la qualità del terzo capitolo della serie anche sulla console ibrida di Nintendo.

Scontro tra il bene e il male

Anche se penso che Diablo 3 non abbia bisogno di presentazioni un infarinatura generale sul gioco è doverosa per coloro i quali non abbiano mai avuto il piacere di aver a che fare con la serie o questo terzo capitolo su PC e console di vecchia o corrente generazione. La vicenda è ambientata nel mondo di Sanctuarium con quest’ultimo afflitto da una serie di demoni tra i quali troviamo anche Diablo. Il compito del protagonista sarà proprio quello di combattere con le forze del male dopo il loro risveglio avvenuto a Nuova Tristam.
La storia si articola in cinque diversi atti nei quali il nostro eroe troverà molti compagni d’avventure e NPC in difficoltà che avranno bisogno di aiuto, anche se, in generale, c’è da dire che la narrativa di Diablo 3 non è a livelli altissimi, ma il gioco si basa principalmente sul suo gameplay accattivante e la sua longevità smisurata.

L’offerta ludica della versione Switch rimane invariata rispetto alle controparti console e PC con i giocatori che avranno la possibilità di prender parte a diverse modalità interessanti oltre la campagna principale tra cui la modalità Avventura che permetterà di completare delle missioni extra ogni atto per ricevere ricompense aggiuntive partecipando anche ai Varchi e ai Varchi maggiori, una serie di dungeon generati randomicamente con la possibilità un alta quantità di nemici insieme ad un boss finale, caricando poi i risultati in classifiche online così da confrontarsi con gli altri utenti.
Oltre a queste sarà poi possibile avviare la modalità Hardcore, una modalità quasi proibitiva che costringerà i giocatori a non morire mai nel corso della partita dato che in caso di morte il proprio personaggio verrà cancellato.
Infine sarà presente anche la modalità Stagionale, nella quale gli utenti potranno giocare una normale partita a Diablo 3 con la possibilità di ottenere nuove ricompense completando una serie di sfide a tempo.

Gameplay ok ma con qualche compromesso grafico e tecnico

Ma parliamo della cosa più importante di questa versione Switch, ossia il porting.
Innanzitutto il feeling con i comandi e con il gioco sulla console ibrida nipponica è pressoché invariato rispetto a quello delle altre versioni con il team di sviluppo che ha riportato pari pari ogni meccanica e sfumatura del gameplay, andando però a modificare alcuni aspetti a livello grafico.
Era quasi scontato infatti che il porting di un gioco come Diablo 3, pieno di oggetti, nemici ed effetti a schermo, dovesse avere qualche marcia in meno se così vogliamo dire rispetto ad una versione PS4 per esempio, ed è così che gli sviluppatori hanno provato ad alleggerire il più possibile la mole di modelli presenti: si possono riscontrare infatti personaggi meno dettagliati e definiti rispetto alle altre versioni (ovviamente parliamo di leggere differenze), inoltre è possibile vedere una qualità degli effetti particellari meno alta ed effetti di luce meno utilizzati, questo, come detto in precedenza, per alleggerire il tutto e consentire prestazioni elevate sia in modalità portatile dove la risoluzione risulta in 720p sia in modalità TV, la quale presenta i 960p e dove è possibile vedere qualche imperfezione in più del gioco a livello grafico.
Ovviamente la possibilità di giocare dove si vuole il titolo è di sicuro un fattore che va preso in considerazione dato che Diablo 3 ci è sembrato decisamente perfetto per essere giocato in modalità portatile. Il prodotto Blizzard infatti ben si adatta a brevi sessioni per poi essere messo in stand by con la possibilità inoltre di giocare anche con altri utenti grazie al multiplayer in locale oppure collegando più Switch tramite wireless o ancora usando l’online (in questo caso è richiesto l’abbonamento a Nintendo Switch Online non richiesto solo per le Stagioni).

Porting ottimo, prezzo un po’ meno

La versione di Diablo 3 per Nintendo Switch si presenta ai nastri di partenza in ottima forma, il titolo è di egregia fattura e il porting è stato fatto con ottima cura di ogni dettaglio a livello di controlli e con qualche ovvio compromesso per quanto riguarda l’aspetto grafico e tecnico che però non va ad intaccare l’esperienza di gioco.
Per chi non avesse ancora avuto modo di giocare al prodotto confezionato da Blizzard questo terzo capitolo è un must have, mentre per gli utenti che hanno già avuto modo di spremere le versioni PC e console il prezzo è di sicuro proibitivo, 60 euro infatti risultano esagerati per un porting di un titolo uscito ben 6 anni fa, forse a 40 (il prezzo degli altri porting sul mercato) sarebbe stata una mossa commerciale più saggia.

*Versione Testata: Nintendo Switch grazie al codice digitale fornitoci dal publisher

Diablo 3: Eternal Collection

Diablo 3: Eternal Collection
8.5

Trama

7.5 /10

Gameplay

9.0 /10

Grafica

8.0 /10

Sonoro

8.5 /10

Longevità

9.5 /10

Qualità del porting

8.5 /10

Pro

  • La versione completa di Diablo 3 su Switch
  • Longevità a livelli altissimi
  • Le caratteristiche del gioco si sposano perfettamente con il fattore portatilità

Contro

  • Prezzo eccessivo per un porting
  • Qualche compromesso tecnico e grafico

Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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