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Marvel’s Spider-Man: L’amichevole esclusiva di quartiere – Recensione

Insomniac Games, software house ben nota grazie a serie del calibro di Spyro, Ratchet & Clank e Resistance, torna in pompa magna con Marvel’s Spider-Man, gioco interamente dedicato all’iconico “tessitele” della Marvel uscito in esclusiva per PlayStation 4 il 7 settembre 2018 ed edito grazie alla collaborazione di Sony Interactive Entertainment.

Era diverso tempo che non abbiamo più avuto la possibilità di metterci nei panni(…o meglio, nelle calzamaglie) dei nostri supereroi preferiti; se infatti non consideriamo i picchiaduro in stile Marvel vs Capcom: Infinite Injustice 2, soprattutto tenendo conto del fatto che essi offrano un’esperienza di gioco totalmente differente da quella presentata dal suddetto titolo, è dal 2015 che non abbiamo tra le mani un videogioco beat’em up a tema di supereroi. Ed è proprio dall’uscita di un titolo dedicato ad un personaggio appartenente alla storica concorrente DC Comics, ovvero Batman: Arkham Knight, che non fermiamo il crimine dilagante prendendo tutto e tutti a cazzotti.

La trilogia dedicata all’uomo pipistrello risulta tutt’ora difficile da eguagliare, ma il nostro Spider-Man riesce a competervi in totale scioltezza, fornendo un gameplay più ricco al quale si affianca una trama interessante, seppur lineare e frettolosa.

Un titolo che è riuscito a conquistarmi fin dal primo momento sotto molteplici punti di vista, non solo come fan dei fumetti della Casa delle Idee, ma anche come videogiocatore accanito! Ma attenzione: Marvel’s Spider-Man infatti non è esente da qualche difetto, che però sbiadisce di fronte a cotanta maestosità!

In bilico tra le proprie identità

Partiamo con un preambolo necessario: ciò che viene narrato in Spider-Man è l’ennesimo stravolgimento e reinterpretazione della storia di Spidey, ovvero non fa parte o trae origine né dal Marvel Cinematic Universe né dalle classiche avventure a fumetti finora viste; si tratta a tutti gli effetti di un nuovo universo narrativo e di una nuova vicenda che miscelano la versione classica del supereroe alla sua controparte alternativa, meglio nota come Ultimate. Ciononostante l’opera parte con un ritmo serrato ed avvincente, non risultando per nulla tediante e ridondante nell’introduzione di questa nuova storia dedicata all’Amichevole Uomo Ragno di Quartiere.

Ci troviamo in una New York odierna, più precisamente nell’isola di Manhattan, realizzata e rivista (in quanto trattasi della sua versione marveliana) in modo particolarmente credibile, dove il nostro beniamino affronta il crimine in calzamaglia rosso-blu da otto anni circa. Si tratta di un Peter Parker più grande, di circa ventiquattro anni, che affronta problemi più grandi e di cui non ci vengono narrate direttamente le origini (che tutti conoscono e di cui si fa volentieri a meno).

Dopo essersi laureato Pete è riuscito finalmente a lasciare casa di sua zia, May Parker, pagandosi di tanto in tanto l’affitto del suo piccolo covo grazie al lavoro precario offertogli dal suo mentore nonché relatore di tesi, il dottor Otto Octavius. Colui che per anni ha fatto delle ragnatele il suo mestiere dovrà districarsi in questa intricata ragnatela di impegni, sobbarcandosi tutti i problemi che la doppia identità porta con sé, tra cui in particolare la rottura del rapporto con la sua storica fidanzata Mary Jane Watson.

La vera storia però ha inizio durante una mattinata newyorkese che ha tutta l’intenzione di diventare epocale: Pete viene infatti svegliato di soprassalto da una chiamata da parte della sua informatrice segreta di fiducia all’interno dell’NYCPD (New York City Police Department), Yuriko Watanabe; sembrerebbe che la polizia, grazie alle prove raccolte in questi anni dal vigilante mascherato, si stia finalmente mobilitando per la cattura di Wilson Fisk, impreditore di copertura, criminale denominato Kingpin di fatto.

Questo movimentato prologo funge da tutorial, all’interno del quale veniamo a conoscenza delle prime nozioni di gameplay(di cui però parlerò più avanti) tirando calci e pugni a destra e a manca. Dopo aver malmenato con estremo compiacimento e catturato Fisk avremo modo di pavoneggiarci per ben poco tempo della nostra gloriosa impresa: si preannunciano infatti periodi bui, in quanto molte nuove bande criminali emergono desiderose di riempire il nuovo vuoto di potere venutosi a creare ed accaparrarsi la propria fetta di torta; tra esse spiccano in particolare i cosiddetti Demoni, supercriminali in grado di emanare potenti onde energetiche dalle proprie mani. Riuscirà Spider-Man a tenere a bada il crimine dilagante che, a detta di J.J. Jameson, ha riversato sulla città per via della sua stessa imprudenza ed al tempo stesso condurre una vita apparentemente normale?

Spider-Man

POW!

Marvel’s Spider-Man rispecchia tutti i canoni già presentati nei bet’em up che lo hanno preceduto, ovvero è un open wolrd nel quale ci si può muovere in totale libertà affrontando sia la trama principale che le missioni secondarie malmenando a tutto spiano innumerevoli orde di malviventi grazie ad un combat system fluido ed appagante. “La solita minestra scaldata!” starete già pensando (o sbraitando, visti i tempi)! Ma se così fosse, vi sbagliate di grosso: il titolo infatti dà la sua notevole impronta a questo genere, per due principali motivi che vi andrò a presentare nel dettaglio.

Primo elemento degno di nota di Marvel’s Spider-Man è la libertà e fluidità di movimento fornita dal gioco stesso: oscillare con le ragnatele tra le strade di New York, balzando di grattacielo in grattacielo è la cosa che più si avvicina a quando da bambini, dopo aver visto lo storico film di Sam Raimi, desideravamo essere l’Uomo Ragno. L’impatto con questa fluidità è talmente forte che la prima ora di gioco l’ho passata solamente ad esplorare, ignorando i continui messaggi di Yuri che mi richiamava all’attenzione dicendo di accorrere al più presto alla Fisk Tower. Muoversi da un punto A ad un punto B all’interno di quest’opera è dannatamente DIVERTENTE, contrariamente a molti dei suoi predecessori nei quali farlo è sinonimo di monotonia e noia; a dimostrazione di ciò porto la mia esperienza personale, in quanto non ho mai fatto uso del teletrasporto fra le aree per potermi godere ogni singolo istante da vigilante. Questo titolo immerge il giocatore appieno nel ruolo di Spider-Man, perché quindi privarsi dei fantastici ed adrenalinici momenti passati tra una ragnatela e l’altra?

Secondariamente troviamo il combat system presentato da Spider-Man che, sebbene nelle prime ore di gioco possa sembrare ripetitivo e per nulla innovativo, stupisce man mano che si va avanti sbloccando le varie abilità, ottenendo in questo modo combattimenti estremamente coreografici e duttili a seconda di come il giocatore vorrà gestirlo. Ogni tasto sul dualshock ha diverse funzionalità a seconda di quanto viene premuto e di come viene combinato con gli altri, creando una diversificazione notevole sia delle mosse difensive che di quelle offensive; inoltre se a tutto questo aggiungiamo i numerosi gadget costruiti dal geniale Pete otterremo divertimento allo stato puro.

Purtroppo Spider-Man non è molto longevo in quanto si tratta di un titolo sviluppato solo come singleplayer, ma nelle sue poche ore di gioco riesce a catturare appieno il giocatore al suo interno anche grazie a diverse missioni secondarie, i collezionabili e sfide sparse in giro per tutta Manhattan, assolutamente necessari per coloro che devono appagare il proprio completismo compulsivo(come il sottoscritto d’altronde). C’è da dire però che tali obiettivi secondari siano un po’ troppo simili e ripetitivi, arrivando addirittura a stuccare nelle fasi post-finale del titolo rovinando un po’ la magia creata precedentemente.

Insomma, Spider-Man è un ottimo prodotto che offre ore di puro divertimento e adrenalina, riuscendo a migliorare nel suo piccolo alcune dinamiche presenti nel genere beat’em up di cui fa parte; i difetti emergono solo se analizzati con attenzione, soprattutto per quanto riguarda i suddetti obiettivi secondari, ma ciò non inficia se non in minima parte sul risultato finale che Insomniac i ha presentato.

Spider-Man

Perdersi nella bellezza tecnica

Marvel’s Spider-Man dal punto di vista tecnico toglie semplicemente il fiato. Fin dai primi momenti, passati rigorosamente in apnea per la meraviglia, sono rimasto colpito dalla sua una grafica eccelsa, dotata di un taglio particolarmente cinematografico grazie agli innumerevoli giochi di luci e ombre ed un fotorealismo tra i migliori presenti attualmente sul mercato videoludico. La città stessa è stata realizzata così minuziosamente che dona l’illusione di essere viva e pulsante, sebbene i veicoli ed i passanti fungano quasi esclusivamente da sfondo vista la loro poca interagibilità (se non per qualche batticinque o selfie).

Il sonoro non delude affatto, riuscendo anzi ad essere un ottimo rivale dell’ottima colonna sonora presente nella trilogia appartenente al sopracitato Raimi. Vi è inoltre presente un ottimo doppiaggio italiano, che però non è esteso a tutte le voci presenti nel gioco: capiterà spesso infatti che, dopo aver sventato l’ennesimo crimine, alcuni passanti e/o poliziotti ci ringrazino in inglese, il che è un peccato visto le ottime capacità nostrane in ambito. A parte questo piccolo difetto, il sonoro, tra una colonna sonora stratosferica e le ottime capacità dei nostri doppiatori, è ineccepibile da ogni punto di vista.

Spider-Man

Conclusioni

Marvel’s Spider-Man si è rivelato essere all’altezza delle mie elevate aspettative da fan storico dell’arrampicamuri. Un titolo ricco di meraviglie in ogni suo aspetto, ma che, nell’essere frettoloso e lineare (soprattutto se siete fan di lunga data di Spidey) nella sua narrazione, incorre in alcuni buchi della stessa. Non fraintendetemi però, in quanto la storia narrata mi ha rapito e coinvolto al punto giusto, in quanto reputo sia una tra le avventure videoludiche ad ambito supereroistico più belle in assoluto. Proprio per questo che avrei preferito venissero approfonditi alcuni momenti clou di essa, cosa che avrebbe aumentato notevolmente il pathos rendendo il titolo notevolmente più interessante di quel che è già. Spider-Man è una perla non del tutto raffinata, che però con i suoi punti di forza riesce a coinvolgere sia i fan di lungo corso che i giocatori neofiti che per la prima volta si avvicinano all’arrampicamuri (…se esistono). Una sorta di prologo di quello che spero ed ho l’impressione possa essere un progetto più ampio ed ambizioso.

Marvel's Spider-Man

Marvel's Spider-Man
8.7

Trama

8.0 /10

Gameplay

8.8 /10

Grafica

10.0 /10

Sonoro

9.5 /10

Longevità

7.0 /10

Pro

  • Trama interessante e coinvolgente
  • Gameplay divertente e ben strutturato
  • Grafica e sonoro eccezionali
  • Sentirsi Spider-Man a (quasi) tutti gli effetti
  • Camei e citazioni in ogni dove

Contro

  • Frettoloso nella narrazione
  • Obiettivi secondari da migliorare

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