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House Flipper: guarda come ti trasformo un rudere in un castello – Recensione

Prima di iniziare la disamina di House Flipper, un gioco per me un po’ anomalo ma sorprendentemente divertente, è bene cominciare con un assunto: Steam ha rivoluzionato il mondo dei videogames.

Con buona pace dei consolari die hard (anch’io lo sono, seppur non estremista), i quali per il momento sono ancora tagliati fuori dal concetto di “libertà computazionale” che tanto piace (e dispiace) ai milioni di fan del PC gaming. E’ grazie a Steam se oggi è possibile avvicinarsi ad un simulatore di bus o è possibile indossare realisticamente i consunti panni di un taglialegna.

Ce n’era poi davvero bisogno? E’ difficile a dirsi, ma la varietà è sicuramente un plus oggettivo!

House Factotum

House Flipper è un divertente (pseudo) simulatore di restauri di case e affini sviluppato da Empyrean, in cui indosseremo le vesti di un esperto manovale, architetto e arredatore d’interni. Il gioco, impostato con una visuale in prima, ci permetterà con pochi click di abbattere muri, dipingere pareti, riparare/installare tantissimi oggetti diversi, fra mobili e oggettistica relativa agli impianti elettrici, di riscaldamento ecc.

Oltre ad un comparto dedicato al bruto rifacimento di interni/esterni, il gioco nasconde al suo interno anche una (anche se solo abbozzata) componente ruolistica: man mano che porteremo a compimento determinati lavori, guadagneremo punti esperienza che potremo spendere per accrescere le abilità da restauratore, dal dipingere più in fretta all’accesso a strumenti via via migliori e più professionali.

Chi non ha mai voluto utilizzare un mocio super mega iper?

Dai la cera, togl… No. Martella il muro.

Per il primo paio di ore, il nostro instancabile alter-ego sarà chiamato a completare compiti piuttosto umili, che comprenderanno pulizia, rimozione dell’immondizia e piccole riparazioni di carattere elettrico. Dopo alcune sessioni di gioco, non appena avremo accumulato un discreto gruzzolo, potremo passare all’anima vera e propria del gioco, ovvero acquistare ruderi per riportarli a nuova vita e ricavarne lauti guadagni.

Nonostante l’aggettivo simulativo può in qualche modo ricollegare ad una “fredda” realtà anti-gioco, in cui il ludo in questione diventa per definizione arduo da deglutire proprio perchè estremamente rigoroso nel traslare la realtà in pixel, House Flipper sicuramente non rientra appieno in questa definizione, offrendo un gameplay si tendente alla simulazione, ma che però non costringe in alcun modo il player a sottostare a grandi prove di abilità.

E’ da sottolineare in aggiunta, a questo proposito, la pacatezza ed il dinamismo lento del gioco, nel quale il tempo scorrerà ma non avrà un reale impatto sull’andazzo delle “creazioni”, alle quali potremo dedicare liberamente tutto le energie e le tempistiche che desideriamo.

Un’invasione di scarafaggi!

Quindi, non c’è nessun lato negativo? Purtroppo, il gioco soffre di due grandi problemi. Il primo, è una meccanica di gioco ridotta all’osso in cui, praticamente, saremo chiamati unicamente ad un click & drag continuo per tutte le attività presenti. C’è da dipingere una parete? Click! C’è da rompere un muro? Click click! L’altro grande problema è…la noia. Infatti, nel primo paio di ore avremo già praticamente visto quasi tutto quello che il gioco ha da offrire e, data la linearità della progressione ludica unita ad un grado di sfida davvero basso, saranno ben poche le motivazioni che ci spingeranno ad esplorare più approfonditamente il titolo. Ovviamente, il tutto potrebbe essere risolto con dei content update o, al peggio, con un’opera pia della modding community, la quale potrebbe realmente ampliare a dismisura il titolo.

A questo punto ci troveremo ad un bivio. Continuare? Chiedere un rimborso? In realtà, il discorso è ovviamente collegato ai nostri gusti. Se siete accaniti fan di trasmissioni come “Property Brothers”, il gioco fa sicuramente per voi, al contrario non vi consiglierei di spendere la cifra (modesta) richiesta.

Da un grande mocio derivano grandi pulizie

Tecnicamente parlando, il gioco è nulla più che un prodotto realizzato con alcuni asset standard di Unity. Il comparto è di discreta fattura ma ha degli ovvi limiti a livello di design, qualità ed ottimizzazione, anche se su Steam si è visto di peggio. Il titolo è stato testato* alle solite tre risoluzioni (1080/2k/4K), offrendo un modesto upgrade qualitativo al costo di un netto calo del frame. Con un rig di tutto rispetto, sono riuscito a mantenere abbastanza stabilmente i 60FPS/1080p, mentre per 2k/4k la fluidità variava dai 40 ai 20. Variazione non molto giustificata, vista la qualità molto basica delle texture offerte. A livello di pulizia tecnica, non ho riscontrato gravi anomalie o bug di rilievo, seppur più di qualche volta il titolo mi ha “concesso” l’abilità di attraversare pareti e mobili per eseguire dei lavori in posizioni complicate.

In definitiva, un gioco divertente e piuttosto simulativo, anche se limitato tecnicamente e contenutisticamente. Un must buy per chi apprezza il settore, per i giocatori comuni un divertissement solo nel caso in cui il gioco sia in offerta a prezzo ridotto.

*Versione testata: PC grazie al codice fornito dai publisher

*Il test è stato eseguito con un PC dalle seguenti caratteristiche: CPU Intel i7 6700K (frequenza stock), 16 gb di ram, Scheda Video GTX 1070 OC (frequenza stock), SSD Samsung 860 EVO 250 GB.

5.3

Trama

4.0 /10

Gameplay

5.0 /10

Grafica

6.5 /10

Sonoro

6.0 /10

Longevità

5.0 /10

Pro

  • - Divertente se si apprezza il contesto
  • - Una buona varietà di strumenti e oggetti utilizzabili

Contro

  • - Molto ripetitivo
  • - Meccaniche troppo elementari
  • - Tecnicamente migliorabile