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Riddled Corpses Ex: Anche oggi Zombie – Recensione

14 Ago 2018 | Videogiochi, PC, PlayStation 4, PlayStation Vita, Recensioni, Recensioni Videogiochi

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Il videogioco come lo conosciamo oggi evolve dalle sale giochi, si sa.

In un epoca di grandissima evoluzione, il neonato panorama videoludico era però ancora statico, incosciente delle sue potenzialità e assolutamente autoreferenziato, motivo per il quale gli appassionati si trovarono presto in una nicchia, bollati non sempre positivamente come “Nerd”.
Oggi siamo nel 2018, il medium del videogioco è maturato enormemente e ha acquisito consapevolezza dei suoi mezzi, accompagnato almeno stavolta da una società che non ghettizza più il “diverso” ma addirittura (e non sempre in positivo) di diversità cerca nuovi archetipi.
In questo ultimo periodo della storia del videogame si è potuto osservare una vera e propria invasione di Remake, Remastered e altri progetti spinti fortemente dalla nostalgia (altro termine non sempre positivo) per i tempi andati.

Riddled Corpses EX non è solo una rievocazione di un passato per alcuni glorioso. È la sua celebrazione.

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Sviluppato da Diabolical Mind e prodotto da COWCAT, questo titolo è in realtà disponibile su Steam da ormai circa tre anni, ma lo scorso 5 giugno ecco che il progetto approda anche su Playstation 4 e Playstation Vita, allargando l’utenza di giocatori e portando i suoi argomenti a lambire una capillarità mai ottenuta prima dal prodotto.

Partiamo per gradi: che cos’è infatti Riddled Corpse Ex?
Questo parto della follia di Diabolical Mind è un viscerale Twin Stick Shooter unito a tal punto con le meccaniche arcade degli anni 80/90 da risultare praticamente vintage. Accompagnati da una modalità campagna che li lancerà a capofitto in un’apocalisse a scorrimento orizzontale dove orde di zombie e dei peggiori mostri hanno sfondato le porte dell’inferno per venire a visitare la nostra bella terra, i giocatori saranno chiamati a farsi venire praticamente gli addominali alle dita per avere ragione delle ondate di nemici che gli si avventeranno contro, e per farlo dovranno avvalersi del sacrosanto utilizzo di miriadi di proiettili, bombe esplosive, dispositivi per fermare il tempo e non solo.
Questa modalità campagna non si caratterizza però nel fulcro essenziale del progetto, in quanto la labile storia fungerà solamente come arricchimento per quello che è il succo del prodotto: lo stesso giocare.
Si, perchè per un titolo che celebra i tempi andati di cabinati e sale giochi, il senso può essere solo quello di allora: nessuna velleità narrativa, zero ricercatezza artistica o obiettivi grafici. Solo e semplicemente giocare. Per battere il proprio punteggio? Per il puro divertimento? Questo me lo direte voi, ma solo quando avrete finito la vostra partita.

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Nel gameplay sarà presente inoltre tutto un interessante comparto di progressione, non solo nella modalità storia ma anche per quanto riguarda l’evoluzione del personaggio: durante le nostre scorribande tra le ondate di nemici, questi ultimi ci dropperanno oggetti appartenenti a set di collezionabili e oro. Grazie all’investimento di quest’ultimo potremo potenziare il nostro personaggio per portarlo fino a livello 20, dotandolo così di armi sempre più versatili e letali, indispensabili per il tipo di passeggiate che siamo chiamati a fare durante il gioco. Potremo inoltre, sempre con quest’oro, comprare nuovi personaggi, dotati di abilità sconosciute al protagonista base in modo da diversificare e semplificare la nostra ecatombe .
Il comparto di progressione sarà importante anche in entrambe le modalità supplementari di Riddled Corpse Ex: l’Arcade Mode e la Survival Mode. Nella prima infatti saremo gettati nella mischia con il nostro personaggio di livello zero, che vedrà salire il suo potere e la sua efficacia in combattimento man mano che ucciderà i nemici e raccoglierà i drop lasciati da questi, nella seconda invece ci troveremo nel mezzo della battaglia con il nostro personaggio al livello cui l’abbiamo portato, e qui dovremo sopravvivere per il maggior tempo possibile agli assalti di zombie e creature infernali: la costruzione di un avatar adeguato sarà dunque indispensabile per rendere i propri punteggi degni della classifica online disponibile per queste modalità.

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Il comparto tecnico è un altro inno alla sala giochi, ma coi piedi saldamente nel 2018. Dotato di uno stile artistico che si fa fregio di un’ottima pixel art, Riddled Corpse Ex mette sul piatto una fluidità magistrale e un frame rate che se la canta e se la balla dall’alto dei suoi 60 FPS. Le animazioni che caratterizzano movimenti e azioni di protagonisti e nemici sono certamente semplificate, ma anche perfettamente coerenti con il resto del comparto artistico e tecnico, oltre che ovviamente con quello che è il messaggio che il gioco suggerisce di cogliere.
Anche la colonna sonora strizza l’occhio ai cabinati tanto quanto alle console di nuova generazione: presente sia nella versione originale da 8/16 bit che con un arrangiamento meno retrò, l’OST permette ai giocatori di scegliere in quale secolo giocare a questo interessante titolo, soddisfacendo sia coloro che preferiranno la scelta più vintage, sia i curiosi che opteranno per la soundtrack più moderna.

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Insomma, Riddled Corpse Ex è un titolo che non si racconta bugie, né lo fa coi giocatori: si tratta di un progetto coerente e che sa perfettamente dove deve andare a parare, cosa offrire all’utenza e a che target rivolgersi. Non ci sono compromessi in Riddled Corpse Ex: Nato per celebrare, celebra. Nato per far giocare, diverte.

D’altronde se i morti non seppelliscono i morti, dovrà pensarci qualcun’altro.

*Versione testata: PS4, tramite codice fornito dai publisher

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Riddled Corpses Ex

7.3

Trama/Ambientazione

6.0/10

Gameplay

8.0/10

Grafica

7.5/10

Sonoro

7.4/10

Longevità

7.5/10

Pro

  • Evocativo dei vecchi tempi
  • Divertente

Contro

  • Esaurisce presto le sue cartucce

Pietro "Pido" Ferri

Deputy Editor di Serial Gamer, viaggia per i Videogames, si guarda in giro, fa foto, respira l'aria. È un po' come un turista, ma nel senso buono. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

Pietro "Pido" Ferri

Deputy Editor di Serial Gamer, viaggia per i Videogames, si guarda in giro, fa foto, respira l'aria. È un po' come un turista, ma nel senso buono. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

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