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Unavowed: Il male che giace dentro – Recensione

Unavowed

Unavowed, sviluppato e prodotto da Wadjet Eye Games e disponibile su Mac e PC(via Steam) dall’8 agosto 2018) , è un’avventura grafica con forti elementi RPG che, seppur prendendo ispirazione dalle pietre miliari di circa due(ormai quasi tre) decadi fa, sublima il concetto stesso del suo genere di appartenenza.

In effetti dando una prima e fugace occhiata ad Unavowed sembrerà di trovarsi davanti all’ennesima avventura grafica in pixel art che presenta le stesse dinamiche ormai trite e ritrite. Ma i pregiudizi che io stesso avevo nei suoi confronti sono stati smantellati con una facilità immensa da quella che io considero l’avventura grafica del decennio, una sorta di The Secret of Monkey Island delle nuove generazioni. Sebbene a molti fan della saga dedicata al più strampalato dei pirati videoludici quello che ho appena affermato potrebbe suonare come una bestemmia, il titolo in questione si merita questa eredità tanto importante quanto scomoda(cadere nella pura tifoseria è molto facile).

Unavowed ha carattere, stile, difficoltà, narrazione a scelta multipla, interpretazione ruolistica del proprio personaggio e chi più ne ha più ne metta! Un gioco completo in ogni suo comparto, che vi andrò a descrivere in dettaglio qui sotto.

It’s where my demons hide”

Unavowed ha inizio in una piovosissima New York, in cima ad un anonimo grattacielo sul quale le forze del bene stanno lottando con quelle male in un terrificante esorcismo. Ad essere esorcizzati sarà proprio il nostro personaggio, a cui daremo forma proprio durante questi primi minuti di gioco; le variabili saranno ben poche, in quanto potremmo scegliere solamente il sesso, il nome e la professione(attore, bar-man e poliziotto) del nostro malcapitato protagonista, ma saranno questi dettagli, miserabili all’apparenza, a sancire l’inizio di numerosissimi percorsi che il gioco ci metterà a disposizione.

Per evitare che vi roviniate il punto di forza stesso di Unavowed, ovvero la narrazione, vi darò solamente le informazioni strettamente necessarie per farvi un’idea di quello che è il prodotto finale; sebbene ogni storia avrà il proprio arco narrativo a sé stante, il tutto orbita intorno ai due misteriosi personaggi che stanno cercando di liberarci dalla creatura demoniaca che nell’ultimo anno ha preso possesso del nostro corpo. Si tratta di Eli Beckett e Mandana, rispettivamente un Mago del Fuoco ed una mezzajinn(nata dall’unione di un’umana ed un genio della mitologia araba) appartenente alla divisione newyorkese dell’ordine mondiale della protezione dal paranormale meglio nota come Unavowed(appunto).

Per via delle terribili azioni compiute dal demone saremmo costretti ad unirci loro, ma per lo stesso motivo dovremmo modificare artificialmente il nostro aspetto con una magia chiamata “velo”, che permette a chiunque non abbia avuto contatti con il Vuoto(dimensione parallela dal quale proviene ogni tipo di aberrazione), ovvero i così chiamati “mondani”, di non riconoscere perfettamente il nostro volto…un artificio che non funzionerà con tutti purtroppo!

Kalash, jinn responsabile di questa divisione nonché padre di Mandana, inizierà a coinvolgerci nei sempre più numerosi casi sovrannaturali che si manifesteranno in città, com’è prassi per lui da circa quattrocento anni. Ad ogni caso risolto otterremo sempre più informazioni riguardo al nostro demone interiore, che a quanto pare ha fatto cose ben più terribili del previsto.

Starà a noi cercare di capire il dramma dietro ad ognuno dei terribili casi che Unavowed ci presenterà al suo interno, arrivando a compiere scelte che metteranno in dubbio la morale di qualsiasi giocatore e segneranno per sempre(o almeno fino al prossimo slot di salvataggio) il suo percorso nell’opera fino ad arrivare ai numerosissimi finali sui quali ogni azione inciderà in maniera drastica.

Una narrazione ben scritta e ricca di scelte morali in grado di scavare profondamente nell’animo umano come pochi altri giochi sono riusciti prima di esso. E voi fino a che punto vi spingerete? Riuscirete ad affondare le mani nel putridume che il vostro demone vi ha lasciato alle spalle senza sporcarvi? Una cosa è certa però: in Unavwed bene e male si confondono spesso, e ve ne potreste accorgere troppo tardi. Ponderate bene ogni azione…o il gioco non avrà pietà per voi.

Unavowed

Innumerevoli strade avvolte nel dolore

Pur essendo un’avventura grafica, Unavowed non punta solamente sul suo eccellente comparto narrativo, ma anche sulla sua estrema longevità dato che ogni scelta diversa porterà ad altrettanto diverse run, e non solo poiché nel finale tutto collimerà in ancora più numerose combinazioni al fine di creare un’esperienza unica per chiunque vi si approcci. Un titolo caparbio, che è riuscito totalmente nell’ardua impresa che si era prefissato seppur mantenendo le dinamiche di gameplay tipiche del genere di appartenenza…con qualche piccola e geniale aggiunta qui e lì!

Unavowed ha dinamiche di gioco semplici ed essenziali, fornendo al giocatore la sola possibilità di interagire in modo generico con ciò che si troverà di fronte, siano essi personaggi e/o oggetti, cliccandoci sopra con il nostro puntatore. Tutti gli oggetti raccolti sul percorso potranno essere facilmente accessibile grazie all’inventario a scomparsa posto nella parte superiore dello schermo(dove troveremo anche il menù stesso del gioco), il che evita aperture di varie sottofinestre rendendo il tutto più fluido.

E fin qui sembrerebbe essere tutto regolare, se non dovessimo scegliere il party all’inizio di ogni missione! Ebbene sì, tutti i personaggi che recluteremo potranno essere portati con noi, ciascuno con le proprie peculiarità e caratteristiche, fino ad un massimo di due per volta; questo renderà il gioco ancor più vario di quello che già è, in quanto ogni caso potrà essere risolto in modi diversi a seconda delle abilità dei propri compagni.

Se già di per sé Unavowed risulta essere notevolmente longevo per il proprio genere di appartenenza, la diversificazione dei percorsi genera esperienze uniche ed emozionati ciascuna in modo differente. Rimarrete amareggiati, impotenti o soddisfatti dalle vostre azioni? Impossibile dirlo con certezza in questo dedalo intriso di dubbia moralità ed entità sovrannaturali.

Unavowed

Statico ma efficace

Unavowed ha un comparto tecnico degno di nota, sia per quanto riguarda la sua grafica caratteristica sia per il comparto audio, seppur presenti un lieve difetto. La grafica è realizzata totalmente in pixel art, riuscendo ad essere suggestiva e dettagliata al punto giusto, sebbene sia troppo statica in quanto i personaggi si muoveranno lo stretto necessario e quando lo faranno il tutto sarà perlopiù disarmonico, ciò chiaramente non inficia molto sul prodotto finale, pur essendo un peccato.

Il suo comparto sonoro è invece eccezionale sotto ogni punto di vista: una colonna sonora attinente e per nulla stucchevole, cosa fondamentale in titoli del genere nei quali capita spesso di doversi fermare per parecchio tempo nelle stesse aree; ad essa si aggiunge uno staff di doppiatori coi controfiocchi che renderanno ulteriormente godibile il prodotto finale.

Prima di un possibile acquisto è comunque necessario sapere che il titolo non è stato localizzato, il che rende il tutto un po’ più complesso in quanto sono presenti espressioni idiomatiche, abbreviazioni e modi di dire tipicamente americani.

Unavowed

Conclusioni

Unavowed è un vero e proprio capolavoro, in grado di far affezionare i giocatori ai suoi personaggi ben scritti, immergendoti sempre di più nelle sue tetre e sanguinose vicende. Poche volte mi sono espresso in maniera così positiva per un qualsiasi titolo, e il tutto è ancora più encomiabile se si tiene conto che ci si trova di fronte ad un’opera indie. Sperando vivamente che questa perla videoludica non vi sfugga nei profondi meandri di Steam, non posso far altro che consigliarvi una tra le migliori avventure grafiche da me giocate(e fidatevi…sono tante) se non addirittura il gioco che più mi ha colpito in questo 2018 finora.

Unavowed

Unavowed
8.5

Trama

9.5 /10

Gameplay

8.0 /10

Grafica

6.0 /10

Sonoro

9.0 /10

Longevità

10.0 /10

Pro

  • Narrativa eccezionale
  • Comparto sonoro ottimo
  • Estremamente longevo e mai noioso

Contro

  • Grafica eccessivamente statica
  • Difficoltà linguistiche

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