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BlazBlue: Cross Tag battle, Il picchiaduro crossover – Recensione

Dopo l’ottimo Dragon Ball FighterZ, Arc System Works continua nella sua pubblicazione di picchiaduro interessanti con BlazBlue: Cross Tag battle, un crossover tra diverse saghe videoludiche tra cui troviamo BlazBlue, Persona, RWBY e Under Night In-Birth che prova ad essere ancor più accessibile al pubblico cercando di attirare ancor più giocatori. Saranno riusciti i ragazzi di Arc System a dar vita ad un prodotto valido?

Un pretesto per combattere

Come spesso accade nei titoli picchiaduro la storia funge da riempitivo rispetto alle altre modalità permettendo ai giocatori di approfondire le principali meccaniche di combattimento utilizzando i diversi personaggi del roster. Cross Tag Battle punta proprio a far conoscere i diversi combattenti attraverso una storia narrata seguendo i canoni delle visual novel con scontri in doppio in ogni capitolo dei quattro episodi disponibili corrispondenti alle varie saghe da cui vengono presi i vari personaggi.
Ovviamente le sequenze narrative cercano di essere protagoniste in questo caso anche se non riescono mai a trasmettere  l’empatia necessaria dei personaggi né tanto meno a raccontare una storia convincente, dato che per esempio ci ritroveremo in un mondo parallelo a dover proteggere un misterioso cristallo per poi distruggerlo e combattere contro il boss finale.
Questo escamotage servirà solo per trovare una motivazione ai vari scontri tra i diversi combattenti delle saghe con incontri completamente casuali e spesso senza senso.
Oltre alla presenza della modalità ad episodi troviamo inoltre la componente online ad aumentare decisamente la longevità del titolo con una composizione analoga a quanto già visto in occasione di giochi come Dragon Ball FigtherZ e Guilty Gear con le lobby e la presenza di un avatar in versione chibi con il quale scegliere le varie modalità.
La parte più interessante però di questo titolo è senza dubbio il gameplay che riesce a risollevare una modalità storia claudicante grazie alla sua accessibilità e ad alcune aggiunte azzeccate.

Tag Team

A differenza di Dragon Ball FighterZ nel quale gli sviluppatori avevano optato per degli scontri tre contro tre calibrando alla perfezione ogni singolo dettaglio e trovando un equilibrio praticamente perfetto con la possibilità di chiamare in causa i propri compagni a seconda delle apposite barre, in Cross Tag Battle il team ha deciso di varare sugli scontri 2vs2 con l’obiettivo di semplificare ancor di più le meccaniche di gioco rendendo il tutto più accessibile anche ai giocatori meno esperti del genere. Innanzitutto sarà possibile sferrare due tipi di attacchi, ossia veloci e potenti, a cui andranno ad aggiungersi i Clash, i quali permettono di lanciare i nemici oppure potenziare alcuni attacchi, e le varianti sia per i colpi insieme al compagno di team sia le combo automatiche che ci permetteranno di colpire i nemici con pochi tasti.
Cross Tag Battle punta ancor di più sul concetto di team proponendo degli scontri molto dinamici e con la possibilità di richiamare costantemente il proprio compagno per attaccare anche in contemporanea il nemico attraverso combinazioni sempre più difficili da eseguire e che, ovviamente, arrecheranno danni sempre più elevati; tutto questo sarà possibile grazie alle apposite barre, le quali potranno essere riempite decisamente in fretta eseguendo attacchi e così via permettendoci di usufruire, come detto in precedenza, molto spesso del nostro compagno di lotta sia per colpi singoli sia per mosse speciali.
Infine sarà anche possibile sfruttare una sorta di potenziamenti in caso il nostro compagno vada a terra, aumentando i danni recuperando l’energia e quant’altro per un breve lasso di tempo.

Qualche riciclo

Come sempre Arc System Works si conferma ad alti livelli non solo nel gameplay ma anche nel comparto grafico dei suoi prodotti: se in Dragon Ball FighterZ abbiamo assistito a vette incredibili grazie al cell shading applicato magistralmente in tutte le sequenze e nei combattimenti, in questo caso il team ha preferito ricorrere ad un motore grafico già utilizzato in precedenza e proprietario (a differenza dell’Unreal Engine usato per FighterZ), dando vita ad alcuni personaggi creati apposta per l’occasione, ossia quelli di RWBY, e riprendendo dai propri archivi alcuni sprite già creati in precedenza. Il risultato rimane ottimo anche se in alcuni casi si notato delle differenze tra i nuovi personaggi e i vecchi.
Anche gli sfondi e le varie ambientazioni sono decisamente curate e ben diversificate tra loro riuscendo a strappare diversi scorci interessanti.
Per quanto riguarda il sonoro anche in questo caso il lavoro è ottimo con effetti e brani che richiamano le serie su cui si basa il titolo riuscendo a farci immedesimare ancor di più nei vari mondi di gioco.
Da notare infine l’assenza dei sottotitoli in italiano che però saranno aggiunti, stando a quanto riportato dagli sviluppatori, probabilmente con una delle prossime patch.

BlazBlue: Cross Tag battle è un ottimo picchiaduro che cerca di ampliare la sua fetta di pubblico strizzando un occhio sia agli amanti dei prodotti targati Arc System Works sia ai neofiti del genere che, grazie ad un sistema di combattimento ancor di più immediato e semplice, riusciranno ad avvicinarsi maggiormente ai picchiaduro. Prima di procedere all’acquisto però vi ricordiamo anche delle modalità con cui è stato fatto uscire il titolo: Cross Tag Battle è in vendita in due edizioni che differiscono tra loro nel numero di personaggi, infatti è presente una edizione standard venduta al prezzo budget di 39,99€ che vede al suo interno 20 personaggi, mentre la seconda, venduta a 54,99€, contiene anche tutti i combattenti scaricabili.

*Versione Testata: PS4, grazie al codice fornitoci dal publisher

BlazBlue: Cross Tag battle

BlazBlue: Cross Tag battle
7.2

Trama

5.5 /10

Gameplay

8.0 /10

Grafica

7.5 /10

Sonoro

7.5 /10

Longevità

7.5 /10

Pro

  • Combat system ottimo
  • Adatto a tutti

Contro

  • Storia rivedibile

Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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