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Destiny 2: La Mente Bellica: La Corona (delle tempeste) dell’Anno 1

Molte Armi esotiche presenti nel primo capitolo di Destiny sono state trasportate anche nel sequel, questo si sa ormai da settembre. Quello che non era facile notare però è che oltre al Multistrumento Mida, Telesto, Suros Regimen e Coniglio di Giada, su Destiny 2 era approdato anche Vituperio. Non il fucile a pompa esotico che tutti conosciamo però, bensì il reiterato e fastidioso vituperio verbale da parte di molti giocatori, che si lamentavano (giustamente e meno) dello shooter MMORPG di Bungie in mille suoi aspetti. Oggi, dopo un mese dall’uscita di Destiny 2: La Mente Bellica, questo nuovo “Vituperio” ha finito le munizioni e lo sparatutto che i fan amavano si veste finalmente di un’armatura trionfante.

Le aggiunte che sono arrivate al titolo di Bungie con La Mente Bellica sono veramente, veramente tante, e tutte della qualità sopraffina che eravamo soliti riconoscere nelle opere degli sviluppatori in questione. La nuova breve storia ci porterà su Marte, un pianeta di vecchia conoscenza ma che si mostra ora in una maniera fresca, accogliendoci tra le sue calotte polari in scioglimento: qui la sabbia rossa si affiancherà al ghiaccio e alle strutture industriali di Clovis Bray, creando un’ambientazione finora inedita e molto più vasta del piccolo Mercurio, introdotto con La Maledizione di Osiride.

Sul pianeta rosso incontreremo Anastasia “Ana” Bray, una ex cacciatrice dell’avanguardia che nel momento dell’attacco alla torre da parte di Ghaul, narrato nel gioco base, invece di accorrere a difendere l’ultima città si è precipitata proprio qui, preoccupata dai poteri che Marte cela, e che sembrano starsi risvegliando. Da una parte infatti, in quanto sede del centro ricerche Clovis Bray, il pianeta sul quale per la prima volta fu scoperto il viaggiatore (cosa da tenere in gran conto nella lore) è il luogo dove Rasputin, la Mente Bellica ha il suo nucleo principale: L’IA, uno degli esseri più potenti dell’universo di Destiny, è stato qui relegato dall’Avanguardia in silenzio per molti anni, ma ora qualcosa sta cambiando…

Sotto i ghiacci dei poli marziani infatti si muove anche altro, oltre ai terminali di Rasputin: l’alveare ha scavato il pianeta per i suoi scopi, e i tunnel sotto la superficie sono insolitamente grandi. Qui si muove Xol, una divinità larvale del pantheon dell’alveare. Si tratta di una creatura mostruosa, un’oscurità che si era scontrata col viaggiatore stesso al largo delle colonie cisgioviane e lo aveva costretto ad una rocambolesca fuga, come narrato nei Libri del Dolore del Grimorio del primo Destiny; Xol è uno di quegli Dei dell’alveare che avevano investito Oryx del suo potere, per farci un’idea, e quindi chiaramente una delle creature più forti e importanti mai incontrate in cinque anni di shooter di Bungie. Chiaramente ora il Grande Verme non se la sta passando benone, e si trova a dare battaglia a Rasputin in uno scontro tra titani che determinerà il futuro di Marte e della galassia intera. Sarà bene che il nostro guardiano dia una mano all’IA, ad Ana e alla luce in generale, il cui concetto loristico diventa sempre più labile col passare del tempo…

I personaggi analizzati in questa nuova porzione di storia sono, come già spiegato, tra i più interessanti dell’universo di Destiny: se da una parte infatti abbiamo già parlato di Xol, dall’altra questo DLC riesce a dare un enorme lustro anche a Rasputin stesso, considerato fino ad oggi una semplice IA. La Mente Bellica invece, da cui il contenuto aggiuntivo prende il nome, si mostra essere un’entità mostruosamente potente e ai limiti del pericoloso: il dialogo finale tra questa e i nostri protagonisti è da accapponare la pelle: Rasputin, prendendo finalmente in mano il suo destino, rigetta il patrocinio di un’Avanguardia in effetti poco lungimirante, si fa chiamare Protettore del Cosmo e Primo dei Guardiani (O. MIO. DIO.), e conclude dicendo che nessuno può eguagliarlo. Non esattamente fuffa insomma.

Al fronte poi di un altro parere positivo per la presenza di Nokris,un misterioso figlio di Oryx e fratello di Crota solo accennato in Destiny 1, c’è anche il piccolo lato negativo della mancanza, ancora, di un approfondimento della figura di Cayde 6: tra gioco base e La Maledizione di Osiride infatti abbiamo avuto la possibilità di avere qualche informazione in più sui membri dell’avanguardia Zavala e Ikora Rei, mentre ancora dell’Exo più amato dalla community non sappiamo praticamente nulla: un’occasione sprecata forse. Potremmo poi stare un altro quarto d’ora a dilungarci su quanto il sopracitato Comandante Zavala non ne stia azzeccando una: dopo una main quest desolante, il titano si comporta nel nuovo DLC nella sua solita maniera ottusa e limitata, più simile al padre di Billy Elliot che a un leader della torre. Opinione personale non richiesta o dato di fatto? Ai posteri l’ardua sentenza.

La Mente Bellica ha portato nel titolo anche altro però: le implementazioni alle mappe del crogiolo per il PVP uniscono zone nuove che porteranno i guardiani a darsi battaglia tra loro su Marte e vecchie conoscenze, tra cui l’arena Stendardo Decaduto, tornata dal primo Destiny.

Le armi e le armature della nuova espansione sono finalmente interessanti, presentando alcuni pezzi leggendari in grado finalmente di modificare un po’ il meta sia per PVE che per PVP; per quanto riguarda invece i pezzi esotici ad un primo sguardo sembrerebbe che gli equipaggiamenti nuovi non riescano ancora a scalzare quelli già noti per la loro utilità, ma viste le prossime modifiche in arrivo riguardo tutta questa parte, è ancora presto per parlare.

Siamo ormai diretti, con questo contenuto aggiuntivo, verso il tramonto dell’Anno 1 di Destiny 2 ed è percio tanto naturale quanto apprezzato che l’ultimo vero DLC di questa porzione di percorso sia succoso in modo tale da dare ai guardiani di tutto il mondo qualcosa da fare per un bel po’ di tempo: Bungie ha infatti alzato l’asticella non solo del level cap dei pg, portandolo al livello 30, ma anche quella del potere (ex punteggio luce, che da 335 ha ora raggiunto un massimo di 385: una cinquantina piena di punti che non sarà facile ottenere come in precedenza. Gli sviluppatori hanno infatti incassato le critiche sulla troppa facilità di progressione in Destiny 2 e sembra che abbiano ora raddrizzato il tiro.

Il punteggio di 385 sarà ora raggiungibile cimentandosi davvero in tutte le attività di gioco presenti nel titolo, ma soprattutto con quelle end-game: a queste si sono infatti aggiunte con La Mente Bellica un nuovo Raid sempre situato sul Leviatano, la benedetta e ormai straconosciuta nave di Calus, l’imperatore Cabal che sembra saperla più lunga di tutti quanti nell’universo di Destiny 2, e che ci metterà alla prova ancora per una terza volta mettendoci contro il suo Generale Val Ca’uor nell’incursione chiamata Pinnacolo Siderale. Qui le meccaniche per sconfiggere i nemici saranno sempre improntate ad un Teamwork pensato per squadre di sei guardiani, che dovranno ancora una volta essere affiatati al massimo senza lasciare spazio ad errori nell’esecuzione dei loro compiti o incertezze che inficerebbero sulle tempistiche, portando quindi alla sconfitta l’intero team.

La vera novità tra le attività End Game però è portata dal Protocollo di Intensificazione: questa particolare sfida, accessibile tramite pattuglia su Marte, metterà i nostri guardiani di fronte ad un tipo di evento pubblico a metà tra la Prigione degli Anziani, la Forgia dell’Arconte e la Corte di Oryx di Destiny.Si tratta di una sorta di “resistenza ad ondate con cronometro” di nemici che arriveranno sempre in numero maggiore e sempre più forti, partendo da una prima ondata dove il potere consigliato è 350 fino alla settima ed ultima, dove invece l’ideale sarà avere un punteggio di 380 e al completamento della quale sarà possibile accedere ad una cassa che ci ricompenserà con dell’equipaggiamento unico e potente.

L’alveare, il nemico designato in questa attività, è forte. Noi siamo chiamati ad esserlo di più.

Con l’arrivo di La Mente Bellica si avvicina sempre di più il momento in cui sarà lecito fare paragoni tra il primo Destiny e il suo sequel: il DLC da poco reso disponibile determina infatti più o meno precisamente quello che è l’Anno 1 del secondo capitolo dello Shooter MMORPG di Bungie, e personalmente mi sento di promuoverlo largamente.

Grazie alle forti implementazioni dell’ultimo contenuto aggiuntivo, con tutte le sue novità, Destiny 2 è stato in grado di rialzare la testa di fronte a tutte le critiche dei giocatori, sia quelle giuste e costruttive, sia quelle infondate e polemiche.

È anche merito di Rasputin se l’intero titolo può ancora portare le vesti di re degli Shooter MMORPG: La Mente Bellica  è la sua corona

*Versione testata: PS4, grazie ad un codice digitale fornito dal publisher

8.6

Trama/Ambientazione

8.0 /10

Gameplay

8.7 /10

Grafica

8.6 /10

Sonoro

9.0 /10

Longevità

8.5 /10

Pietro Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

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