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Elea: Nello spazio nessuno può sentirti questionare – Anteprima

Nel 2018 è molto rischioso creare un progetto nell’ambito della fantascienza e del Sci-Fi.
Per coloro che vogliono dare alla luce qualcosa di buon livello è ben chiaro che oggi, a ormai 50 anni dall’uscita nelle sale cinematografiche di 2001: odissea nello spazio, intraprendere un percorso ambientato in questo genere richiede un enorme coraggio e soprattutto, idee innovative, che possano ridare interesse ad un ambito mille volte sviscerato e che ormai molto di rado riesce a portare qualcosa di davvero nuovo e capace di toccare sfumature fino ad oggi inedite.
Lo spazio non è più un luogo così inesplorato, e i pionieri sono chiamati a contendersi gli ormai pochi punti bianchi sulla mappa.

Elea è uno tra gli ultimi di questi tentativi: sviluppato come primo lavoro in assoluto dal team di sviluppo Kyodai e pubblicato dal più blasonato publisher Soedesco, il titolo narra una storia appunto fantascientifica e introspettiva ambientata nel 2073: la protagonista della vicenda, di nome Elea è alla disperata ricerca di suo marito, uno scienziato partito per una missione di colonizzazione del pianeta Solace, adatto alla vita umana, per mezzo dell’astronave Pilgrimage: l’uomo infatti è misteriosamente scomparso, e in un clima di totale e sospetta noncuranza da parte delle autorità preposte è la moglie a dover prender in mano il pallino delle indagini, tentando di non perdere i contatti col figlio Francis, messo in pericolo da una particolare epidemia che imperversa sulla terra e che espone i giovani e gli adolescenti ad una misteriosa quanto pericolosa patologia psichiatrica.
Con questo background dunque Elea è chiamata a compiere un classico duplice viaggio, fisico alla ricerca del marito scomparso e spirituale per capire se stessa e trovare la forza mentale di mettere al sicuro tutto ciò che ama.

Il gameplay proposto dal progetto, reso disponibile in accesso anticipato su Steam il 24 aprile, è quello di un Walking Simulator canonico con preponderanti elementi puzzle game che dovrebbe porsi come obiettivo finale un classico focus sull’immersivita della vicenda sfidando al contempo il giocatore nella risoluzione degli enigmi, giusto per non rendere l’intero progetto un trattato filosofico sulla vita nel futuro, i suoi vantaggi fisici e le problematiche spirituali. Purtroppo però, se la parte narrativa funziona, quella del gameplay propone puzzle spesso davvero troppo legnosi e ostici, che per allungare in maniera smodata la longevità del titolo, sottopongono il giocatore ad esperienze frustranti, in cui,detto in parole povere, non si capisce niente. Una mancanza di indizi base e di obbiettivi finali ci farà vagare per lunghe mezzore spremendo le meningi su qualcosa che risolveremo per puro caso, a tentativi ed errori.

Un’altra carrellata di “si ma boh…” riguardo questo comunque interessante titolo arriva esaminando il comparto tecnico. Elea affida infatti il giocatore ad un sistema di comandi abbastanza proibitivi, che accompagna un nutrito florilegio di bug grafici e rallentamenti, con anche il rischio di arrivare a momenti in cui un crash o un geodata difettoso costringa il giocatore a ricaricare un salvataggio precedente, per la gioia di grandi e piccini (non è vero).
Il comparto artistico d’altro canto mostra la duplice faccia del coraggio e dell’inesperienza: benissimo tentare di catturare l’attenzione degli utenti con giochi di luce violenti, contrasti aggressivi e stroboscopiche come ai party di fine scuola nei locali di Milano, ma basare l’intero apparato solo su questo concetto alla fine stuferà e perderà d’impatto, nonostante l’iniziale originalità dell’idea.

In conclusione, Elea si presenta come un progetto che molto interessante a livello concettuale, ma che ha ancora tantissimo da dimostrare. Tenendo ovviamente conto del fatto che si tratta del primo lavoro degli sviluppatori e che quindi i prossimi episodi saranno, come naturale, migliori del primo, il prodotto finale del gioco creato da Kyodai mostra molte buone idee, coraggiose e interessanti anche nel panorama del Sci-Fi, ormai oberato di fuffa e cose già viste. D’altra parte però Elea offre troppe volte il fianco sia sul piano tecnico, che su quello artistico, determinando di fatto un enorme punto di domanda su quello che sarà l’opera una volta completata.
Staremo a vedere, anche aspettando il 2073 se necessario, perché sono sicuro che ne varrà la pena.

*Codice digitale fornito dagli sviluppatori

Pietro Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

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