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End Of Justice – Nessuno è Innocente: Neanche il Regista! – Recensione

End of Justice

Nel calcio si vede immediatamente se, citando De Gregori, “il ragazzo si farà”. Così come, ad un professore bastano due minuti per capire se lo studente ha studiato. Allo stesso modo, servono veramente poche scene per capire che la prova di Denzel Washington in End Of Justice – Nessuno è Innocente è semplicemente fenomenale. La candidatura all’Oscar come Miglior Attore Protagonista è senza dubbio meritata e chissà se, senza Gary Oldman nelle vesti di Wiston Churcill ne L’Ora più Buia, l’attore avrebbe portato a casa la sua terza statuetta. Tuttavia, dietro l’accecante talento di Washington, si cela un film non completamente apprezzato oltreoceano e che arriva in Italia accompagnato da numerosi mormorii. Scopriamo perché.

 

Denzel Washington in End Of Justice - Nessuno è Innocente

Roman J. Israel è un eccellente avvocato, con grande esperienza e da sempre schierato a favore delle battaglie per i diritti sociali. Per perseguire il suo obiettivo, nel corso della sua carriera, ha intrapreso strade che lo hanno portato a vivere in affitto in uno squallido appartamento e dover indossare, ogni giorno, lo stesso completo di due taglie più grande. La sua vita cambierà quando il suo studio verrà rilevato da George Pierce (Collin Farrell), avvocato milionario e con il senso degli affari. Due mondi completamente opposti, entreranno così in collisione, influenzandosi l’un l’altro.

Proprio la trama del film è uno degli aspetti meno riusciti della pellicola. Confusionaria, impacciata a tratti incoerente. Durante lo scorrere della visione, scene vi lasceranno perplessi e, una volta usciti fuori dalla sala, i dubbi vi accompagneranno per un bel pezzo del tragitto. “Nemici” che diventano amici, storie secondarie, aperte e chiuse, solo per guadagnare qualche decina di minuti in più e personaggi con uno sviluppo discutibile, sono solo alcuni esempi.  Insomma, la sceneggiatura non convince.

Quello che, invece, merita di essere lodato è il tema principale del film: la denuncia di un sistema giudiziario che non funziona. Roman e George incarnano fedelmente i due classici stereotipi sugli avvocati. Il primo è lo studente di giurisprudenza che ha il sogno di un mondo in cui la legge sia veramente uguale per tutti e combatte per i diritti sociali. Il secondo, invece, è il tipo che veste firmato, che ha una bella macchina, un ufficio all’ultimo piano ed è più preoccupato dei suoi affari che delle vite dei suoi clienti. Lo spaccato del mondo delle toghe e dei codici penali che viene offerto mostra schiere di avvocati più impegnati a motivare le loro alte parcelle, che ha difendere il cittadino.

"La tua libertà dipende da te" End Of Justice - Nessuno è Innocente

Tirando le somme End Of Justice risulta godibile, nonostante i grossolani errori della sceneggiatura. Denzel Washington merita di essere ammirato nella prova migliore della sua carriera. Infine, il tema trattato offre sicuramente spunti di riflessione importanti. Ma se tutto questo meriti il prezzo del biglietto, lo potete sapere solo voi.

6.6

Regia

6.0 /10

Fotografia

7.0 /10

Montaggio

6.0 /10

Interpretazioni

8.0 /10

Sceneggiatura

6.0 /10

Pro

  • L'interpretazione di Denzel Washington
  • La denuncia del Sistema Giudiziario

Contro

  • Trama molto confusionaria
  • Personaggi secondari poco curati

Alessandro Spiriti

Studia Ingegneria Meccanica a Roma, città in cui vive e che ama. Nato guardando "I Soliti Sospetti" di Bryan Singer e ascoltando, soprattutto, (What's the Story) Morning Glory? degli Oasis. La cucina, lo sport e le sfide completano il quadro delle sue passioni.

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