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Extinction: Lotta all’ultimo sangue per la sopravvivenza – Recensione

Passato un po’ in sordina dopo l’annuncio avvenuto nel corso dell’E3 2017, l’ultima fatica del team Iron Galaxy Studios, Extinction, un action in terza persona approda ufficialmente nel mercato a distanza di un anno portando con sé diversi spunti interessanti.

Un gameplay veloce e dinamico ed una storia convincente basata sull’istinto di sopravvivenza primordiale che caratterizza l’uomo sin dalla sua nascita, nella quale l’obiettivo sarà difendersi da orde di orchi chiamati Ravenii in un’opera che prende spunto soprattutto dal manga/anime di Hajime Isayama Attack on Titan. Cosa si vuole di più?

L’umanità riuscirà dunque a sopravvivere ad un attacco frontale da parte di giganti orcheschi o soccomberà in una terribile carneficina schiacciata e ridotta ad un lontano ricordo?

L’ultima sentinella dell’umanità

Extinction ci farà vivere le epiche e alquanto sfortunate avventure di Avil, l’ultimo guerriero dell’antico ordine delle
Sentinelle, l’unico che sarà in grado di affrontare i temibili Ravenii e tenergli testa grazie alle sue abilità uniche così da dare all’umanità un ulteriore chance di sopravvivere dato che gli orchi puntano soprattutto all’estinzione del genere umano.
La storia del gioco ci vedrà coinvolti nel bel mezzo di una invasione di Ravenii che cercheranno di insediarsi nella città di Dolorum e limitrofe, con la Campagna che, attraverso i suoi sette Capitoli composti da missioni fisse con tre obiettivi e quest con obiettivi secondari scelti randomicamente, ci porterà a scoprire la verità sulle motivazioni delle invasioni e sul disperato tentativo di Avil, della sua amica Xandra, di Re Yarrow e del comandante Abner di salvare l’umanità sfruttando la tecnologia ricavata dalle armi dei Ravenii.
Contrastare le varie ondate di orchi infatti sarà quasi impossibile e ci ritroveremo spesso a rallentarli per favorire i piani di Xandra, l’unica in grado di capire e maneggiare la suddetta tecnologia che userà per dar vita ad un portale utile per spostare tutti i cittadini di Dolorum in un posto più sicuro.
I nemici sembrano però più intelligenti del previsto e continuano ad attaccare i cittadini già in difficoltà e costretti a scappare per sopravvivere, ciò porterà Avil a fare i salti mortali per contrastare allo stesso tempo gli sciacalli e i Ravenii ma anche per salvare il maggior numero di persone all’interno della città per far sì che il genere umano non venga spazzato via a suon di calci e pugni orcheschi.
Nel complesso la trama di Extinction si presenta discretamente valida con una serie di colpi di scena apprezzabili anche se in alcuni casi abbastanza scontati, troviamo inoltre sporadiche cutscene decisamente ben realizzate che soprattutto all’inizio richiamano molto quelle iniziali di Attacco dei Giganti.

Un taglio netto

L’opera targata Iron Galaxy Studios si divide in due principali vie per quanto riguarda il gameplay: nel gioco infatti possiamo scindere le sequenze a terra nelle quali dobbiamo affrontare gli Sciacalli e salvare i cittadini, e quelle decisamente più dinamiche e movimentate contro i Ravenii.
Nelle prime ci ritroveremo a muoverci normalmente per la città utilizzando un sistema di movimento acrobatico con elementi parkour, con la possibilità di scalare pareti verticali, saltare da un tetto all’altro utilizzando anche le spinte di apposite tende o alberi sfruttando anche una particolare Frusta che ci permetterà di agganciarci ad appigli o rami per muoverci più velocemente.

Nelle città poi avremo il compito di salvare i civili presenti, questi si raggrupperanno sempre nei pressi di cristalli che fungeranno da portali, in questo caso ci basterà tener premuto l’apposito tasto per metterli al sicuro. Ovviamente il recupero dei cittadini non sarà così facile, dato che a ostacolarci ci penseranno in prima battuta gli Sciacalli, un serie di mostri che attaccheranno i civili e Avil, i quali si divideranno in quattro principali razze: Sciacalli base, Sciacalli Potenziati, Sciacalli d’élite e gli Avvoltoi.

I primi tre saranno contraddistinti da altrettanti colori con quelli d’élite che saranno i più potenti e difficili da affrontare, mentre gli avvoltoi saranno gli unici Ravenii in grado di volare e attaccarci dall’alto, anche se potranno essere sfruttati come appiglio per la nostra corda. Per combattere contro tutti e quattro i tipi di Sciacalli dovremo utilizzare la nostra spada per sferrare attacchi premendo a ripetizione l’apposito tasto con la possibilità di concatenare diverse combo oppure portare in aria il nemico tenendo premuto quest’ultimo.


Ciò detto passiamo alla parte più importante che contraddistingue Extinction, ossia lo scontro con i Ravenii, questi combattimenti infatti non avranno nulla a che fare con quelli appena descritti dato che gli attacchi normali non scalfiranno nemmeno un unghia degli orcheschi colossi mentre quest’ultimi ci manderanno all’altro mondo con un colpo (tranquilli una volta morti Avil si rigenererà immediatamente pronto per continuare l’incontro). Dovremo infatti ricorrere all’Energia Runica e ai cosìdetti Attacchi Runici che ci permetteranno di tranciare di netto gli arti dei Ravenii così da farli rallentare nelle loro mire distruttive, per poi tagliarli la testa.
Anche qui però non tutto sarà così semplice, dato che dopo i primi colossi senza armature ci troveremo davanti degli orchi corazzati e, anche in questo caso, di diversi colori.
È così che dovremo fare attenzione al materiale con il quale saranno costruite le protezioni, dal legno, all’oro, alle ossa fino ad arrivare al platino. La cosa bella di Extinction è che ognuna di queste parti dovrà essere disintegrata utilizzando un approccio differente: per esempio con le protezioni oro dovremo rompere degli appositi lucchetti situati sull’armatura, mentre su quelle piene di spine dovremo cercare l’apposito buco per distruggerle a suon di fendenti e così via.

Una meccanica decisamente interessante e ben studiata che ci porterà ad affrontare i Ravenii utilizzando differenti schemi, purtroppo però gli scontri tolta l’armatura saranno tutti praticamente uguali, ciò potrebbe portare un po’ di ripetitività alla lunga, anche se in tutte le ore passate su Extinction gli scontri sono sempre risultati avvincenti e divertenti.
Oltre alla ripetitività si aggiunge anche alcuni problemi con i movimenti e la telecamera, soprattutto in fase di “scalata” dei titani che spesso diventeranno molto frustranti soprattutto con i Ravenii dotati di armature di platino sulle gambe e quindi non disintegrabili. In queste situazioni se non avremo un appiglio arrivare sul collo del nemico sarà un impresa degna del miglior scalatore che porterà inevitabilmente a una serie di imprecazioni, sopratutto se, in alcuni casi, la telecamera renderà il tutto contorto e poco chiaro.
Infine ultimo appunto da fare in sede di combattimento con gli orchi è di sicuro la questione hitbox, dato che a volte verremo colpiti anche se le lontani dal piede o dalla mano del nemico costringendoci a rinascere al punto di spawn (fortunatamente la morte non porta conseguenze).

Una città procedurale

Il gameplay riesce dunque a convincere grazie alle sue peculiarità, stessa cosa per il comparto artistico del titolo con cutscene e personaggi ben riprodotti, con soprattutto le prime che risultano decisamente piacevoli da vedere anche se la loro presenza è decisamente marginale. Meno positivi invece i villaggi e le ambientazioni che risultano abbastanza scarni anche per via della proceduralità presente nella maggior parte dei livelli, non riuscendo a dar vita a luoghi unici e memorabili.
Stessa cosa per i nemici, con poche razze sia tra gli Sciacalli sia tra i Ravenii, con quest’ultimi che risultano poco caratterizzati con le differenze riscontrabili solo per quanto riguarda il colore e le armature; sicuramente in questo aspetto si poteva osare di più e dar vita a più nemici diversi tra loro.
Abbastanza incolore la colonna sonora che porta qualche buon brano all’interno del titolo ma non riesce a farsi sentire a dovere, a differenza del buon doppiaggio inglese con sottotitoli in italiano ottimamente riportati.

In conclusione la nuova opera di Iron Galaxy Studios è di sicuro un buon titolo che ci terrà impegnati per una decina di ore massimo tra campagna e le poche modalità secondarie come Estinzione (dove ad ora sono primo al mondo) in cui dovremo sopravvivere il più possibile uccidendo Ravenii in continuazione, e Schermaglia, nella quale dovremo portare a termine semplici missioni casuali.
Purtroppo però il titolo dopo qualche ora rischia di essere ripetitivo anche per via della poca varietà nel combattimento e nelle lotte con i Ravenii dopo aver distrutto le loro armature.
Se vi piacciono gli action e siete amanti degli scontri proibitivi con nemici giusto un pelo più grandi di voi in stile Attack on Titan allora Extinction fa per voi, in caso contrario vi consiglio di aspettare qualche sconto che di sicuro arriverà a breve.

*Versione Testata: PS4, grazie al codice fornitoci dal publisher.

Extinction

Extinction
7

Trama

6.5 /10

Gameplay

8.0 /10

Grafica

7.0 /10

Sonoro

6.5 /10

Longevità

7.0 /10

Pro

  • Idee interessanti sotto l'aspetto del gameplay
  • Combattimento contro gli orchi divertente
  • Comparto artistico

Contro

  • Poca varietà di nemici
  • Ambientazioni non al massimo
  • Pochi attacchi a disposizione

Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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