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Collateral: L’integrazione e la paura del cambiamento – Recensione

David Hare, ideatore e sceneggiatore della miniserie in analisi, rappresenta un nome importante nel cinema britannico. Drammaturgo e regista, il creatore di Collateral ha contribuito nel raggiungimento delle statuette a due personalità cinematografiche molto importanti: Kate Winslet e Nicole Kidman, inoltre anch’egli è vincitore di un premio Oscar. Come moltissimi altri prima di lui, lo sceneggiatore sperimenta la sua arte al servizio della serialità televisiva, portando lo spettatore per quattro giorni a Londra. Netflix introduce nel suo catalogo, già di per sé corposo, l’ultimo lavoro di David Hare, il quale descrive con quattro puntate il contesto socio – politico inglese, in cui l’integrazione e la paura del cambiamento saranno le tematiche principali.

L’omicidio di un fattorino islamico scatena gli eventi che serviranno alla narrazione, per raccontare le vicende dei personaggi, coinvolti direttamente o meno, nell’integrazione degli immigrati. In una Londra invasa dai rumori urbani, il nostro sguardo si sposta molto velocemente tra una storyline e l’altra, costruendo un quadro chiaro di un Paese confuso. Grazie al montaggio e alla sceneggiatura, la nostra percezione degli eventi sarà equilibrata facendoci empatizzare con i personaggi; tuttavia non funziona ogni elemento nella conclusione, ma possiamo ritenerci soddisfatti dell’ottimo risultato raggiunto dalla scrittura.

Nella Londra descritta da David Hare, il sistema ci sconfigge spesso, mostrando il fallimento di una persona o nazione, come un dato di fatto, un punto dove ripartire per evitare errori futuri. I brevissimi frammenti di ouverture alla puntata, approfondiscono i personaggi e le loro sottigliezze, facendoci scorgere aspetti gradevoli di un personaggio insensibile, forse privo di una moralità. La messa in scena della Clarkson, lavora in alcune inquadrature per sottrazione approfondendo o evidenziando dinamiche narrative all’interno del prodotto audiovisivo, esponendo in un’unica inquadratura un sottotesto affascinante. Il cast è composto di attori riconoscibili al grande pubblico, per via delle loro interpretazioni in piccoli ruoli, i fan di Doctor Who potrebbero andare fuori di testa, per via di una relazione interessante sotto il profilo attoriale, nonché inerente alla miniserie.

Collateral sviluppa parallelamente diverse linee narrative, non risparmiando per nessun motivo alcuni personaggi simbolo di un sistema ben radicato in profondità. Potremmo anche analizzare i vari personaggi perché quasi ognuno di esse meriterebbe uno spazio all’interno del pezzo, poi però finiremmo per esagerare. La paura del cambiamento e l’integrazione sono due argomenti estremamente collegati da vari elementi; Collateral ci ricorda quanto essere governati dal timore, può portare a gravi conseguenze, a volte irreparabili.

7.6

Regia

7.5 /10

Fotografia

7.0 /10

Montaggio

8.0 /10

Interpretazioni

7.5 /10

Sceneggiatura

8.0 /10

Pro

  • Ottima scrittura
  • Riflessioni interessanti sull'Inghilterra odierna.

Contro

  • Conclusione non perfetta per ogni storyline

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