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TT Isle of Man: Ride on the Edge, Una corsa oltre il limite – Recensione

I giochi con licenza ufficiale di una particolare competizione sono sempre difficili da affrontare e sviluppare dato che bisogna riportare con precisione ogni singolo particolare dell’evento preso in considerazione cercando di rendere la produzione il più fedele possibile a quest’ultimo. È proprio questo obiettivo che si sono posti BigBen Interactive e Kylotonn portando nei negozi il loro nuovo titolo TT Isle of Man: Ride on the Edge, disponibile da qualche giorno su PC, PlayStation 4 e Xbox One, incentrato su una delle competizioni più pericolose in ambito motoristico che si possano affrontare.
Riusciranno gli sviluppatori nell’intento di portare a casa la pelle e non schiantarsi contro uno dei pericolosi ostacoli che offre la competizione? Scopriamolo in questa recensione.

La corsa della morte

Innanzitutto è doveroso parlare della competizione su cui si basa questa produzione, ossia il Tourist Trophy, solitamente abbreviato in TT (da qui il titolo TT Isle of Man) è una corsa motociclistica che si svolge sul circuito dello Snaefell Mountain Course, circuito di circa 38 miglia (i nostri 60,720 km) sull’isola di Man. E fin qui sembrerebbe una normale corsa di motociclette su un tracciato decisamente lungo, l’unico problema è che quest’ultima si svolge tra sezioni in città e in mezzo alla natura con moltissimi ostacoli tra case, muretti, pali della luce, ma anche alberi, buche e così via il tutto da ripetersi per più giri a seconda della categoria. Questo ha portato a moltissimi incidenti dal 1907, anno della sua prima edizione, ad oggi, con diversi piloti che ci hanno lasciato le penne (143).
La produzione si basa dunque su una delle gare più impegnative per un motociclista con la possibilità di correre tutto il circuito grazie alla modalità gara rapida, scegliendo anche il pilota tra le due categorie Superbike e Supersport e tra una serie di corridori ufficiali tra cui la leggenda John McGuinnes, vincitore di ben 23 edizioni del Tourist Trophy, oppure di affrontarlo in varie sezioni personalizzate per alleggerire l’intera corsa e rendere la gara più veloce. (per completare un giro completo ci abbiamo messo circa una ventina di minuti) Potremo infatti “sezionare” il circuito come più ci aggrada selezionando due (inizio e fine) tra 12 diversi punti all’interno del tracciato per affrontarlo con più tranquillità. Ad accompagnare il Snaefell Mountain Course, la verà star del gioco, ci saranno altri nove tracciati tutti ambientati in Regno Unito tra Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord che si rifanno in qualche modo al circuito di Man cercando di dare comunque un po’ di varietà al tutto.
Tutto ciò andrà ad intersecarsi con altre modalità di gioco tra cui la corsa a tempo, nella quale far segnare i migliori tempi sfidando amici e giocatori online, il multiplayer, dove correre online o in locale in modalità Tourist Trophy o dando vita a semplici gare, ed infine la modalità che la fa da padrone di questo TT Isle of Man: Ride on the Edge, ossia la Carriera.

La Carriera è senza dubbio la parte più importante del titolo: prima di iniziare a correre per i vari circuiti ci verrà chiesto di creare il nostro alter ego virtuale con la possibilità di scegliere alcune generalità e i colori rappresentativi che andranno a creare la nostra tuta; successivamente potremo scegliere la nostra prima motocicletta tra varie case costruttrici tra cui BMW, Honda, Triumph, Yamaha e altre, con la possibilità di comprare dapprima una moto della categoria Supersport e poi, andando avanti con gli eventi, anche quelle di categoria Superbike.
Fatto ciò saremo portati all’hub della modalità nella quale dovremo gestire diversi aspetti del gioco come per esempio i nostri impegni tramite la posta in arrivo, infatti saremo invitati a diverse corse tramite mail e potremo scegliere a quali partecipare, con ognuna di queste che avrà un determinato numero di gare, una delle due categorie sopracitate, un eventuale quota di iscrizione e il premio per la vittoria.
È così che ci ritroveremo a gestire i nostri impegni cercando di arrivare sempre più in alto, vincendo le gare, guadagnando soldi con i quali comprare nuove moto, e diventando sempre più famosi aumentando sempre più il numero dei nostri fan, tutto per puntare alla vittoria della tanto agognata Isle of Man TT.
Purtroppo però le gare a disposizione tendono a ripetersi rendendo alla lunga l’esperienza abbastanza monotona sui circuiti all’infuori del Snaefell Mountain Course dato che ogni tappa con più gare che verrà proposta ci farà riaffrontare il medesimo tracciato due o più volte, rendendo le sfide ripetitive.

Tra simulazione e arcade

Una volta saliti in sella alla moto l’esperienza di gioco si potrebbe definire come una via di mezzo tra il simulativo e l’arcade dato che gli sviluppatori non hanno voluto rendere la guida proibitiva ai neofiti (anche se in pochi a parer mio inizieranno a gareggiare da TT Isle of Man) concedendo qualche libertà in più per coloro che useranno tutti gli aiuti del caso con la possibilità di selezionare dei settaggi predefiniti per lo stile di guida, da principiante a professionista, che permetterà di godere di più o meno aiuti tra cui ABS, controllo della trazione, traiettoria e quant’altro.
Ovviamente chi vorrà stare più rilassato usando uno stile di guida più guidato dovrà preoccuparsi solo delle frenate e delle relative staccate per evitare che una accelerata troppo violenta lo porti a spiaccicarsi contro una barriera.
Per chi volesse invece un’esperienza di gioco più realistica sarà possibile disattivare tutte le semplificazione e  correre stando attento ad ogni particolare cercando di mantenere la moto sempre al suo posto.
In ogni caso il gioco rimane decisamente accessibile a tutti con la possibilità di prendere in mano il controller e sfrecciare sull’iconico circuito dell’Isola di Man passando tra pericolosi marciapiedi, pali della luce, barriere e quant’altro al massimo della velocità. Proprio le sensazioni date in questo frangente sono uno degli aspetti più riusciti di TT Isle of Man dato che ogni secondo riusciremo a sentire il brivido della velocità e della pericolosità a cui andremo incontro passando a pochi centimetri da una ripida banchina in collina, oppure a qualche millimetro da una casa lungo il tratto in città.
Detto ciò bisogna dire che la moto non sempre ci è sembrata perfetta nelle reazioni sul terreno, in alcuni casi infatti ci è capitato di perdere il controllo del mezzo senza un vero e proprio motivo, non toccando alcun tasto, costringendoci spesso a dover ricominciare la corsa per via dell’IA che prendeva il largo. Proprio in quest’ultima risiede un aspetto un po’ controverso del gioco con i nostri avversari che in alcuni casi saranno spietati nemici che non guarderanno in  faccia nessuno, mentre in altre occasioni alzeranno il piede dall’acceleratore in situazioni dove si potrebbe andare decisamente più veloci.

Nel bene e nel male

Dopo un gameplay tutto sommato convincente parliamo del comparto tecnico che fa storcere un po’ il naso in alcune occasioni con evidenti cali di frame soprattutto nelle fasi di alta velocità mentre saremo tra le case delle sequenze cittadine, in diversi casi infatti dovremo tener ben più alta la concentrazione per evitare di sbattere contro un ostacolo improvviso.
Passando invece al lato estetico e grafico c’è poco da eccepire, in quanto il titolo prodotto da Kylotonn si dimostra ottimo soprattutto grazie al circuito principale, il Snaefell Mountain Course che è stato riportato in ogni piccolo dettaglio grazie al laser scan utilizzato su tutti i sessanta km riportando fedelmente le più di 260 curve che lo rendono davvero uno dei tracciati più iconici al mondo per i motociclisti. Anche gli altri circuiti presenti nel gioco vantano una discreta fattura permettendoci di godere di alcuni scorci decisamente artistici, anche se in altri momenti sanno di già visto non raggiungendo i livelli del tracciato principale.
Da notare anche l’ottima realizzazione delle moto, con ogni particolare ben visibile e apprezzabile tramite lo showroom della modalità carriera che ci permetterà di visionare nel dettaglio ogni mezzo che acquisteremo dal negozio; meno positivi i piloti che risultano un po’ anonimi con delle animazioni non proprio al top.
Per quanto riguarda il comparto sonoro la campionatura dei suoni delle moto si è dimostrata valida con un doppiaggio in italiano che introduce le diverse modalità comunque apprezzabile, non si può dire lo stesso però per le musiche, praticamente assenti nel gioco con solo due temi che ci accompagneranno nei menù.

La corsa più dura e difficile del mondo su due ruote viene rappresentata egregiamente da questo TT Isle of Man: Ride on the Edge grazie al lavoro ottimo svolto da Kylotonn e Bigben Interactive soprattutto per quanto riguarda la riproposizione del circuito praticamente perfetta con ogni singola asperità, dosso e altura riportata perfettamente.
Certamente il gioco è di valida fattura anche se la natura di quest’ultimo lo farà diventare inevitabilmente di nicchia dato che solo i più esperti del settore sono a conoscenza della Isle of Man TT Race e delle emozioni al limite che essa può dare.

*Versione Testata: PS4, grazie al codice digitale fornito dal distributore italiano.

TT Isle of Man: Ride on the Edge

TT Isle of Man: Ride on the Edge
7.3

Gameplay

7.5 /10

Grafica

8.0 /10

Sonoro

6.5 /10

Longevità

7.0 /10

Pro

  • Tutta la pericolosità della TT
  • La bellezza del Snaefell Mountain Course

Contro

  • In alcuni casi il controllo della moto non è perfetto
  • IA non sempre al top
  • Qualche problema tecnico

Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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