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Lady Bird: I vicoli della nostra adolescenza – Recensione

Il racconto di formazione nell’opera prima di Greta Gerwig, trasporterà lo spettatore a Sacramento, dove conoscerà una ragazza dal soprannome peculiare. Lady Bird racconta, attraverso la sua protagonista, l’adolescenza della regista che dovette separarsi dal suo nido famigliare, per inseguire obiettivi dal difficile raggiungimento. Candidata a cinque premi oscar, la pellicola percorre strade intraprese da altri prodotti audiovisivi, dove tuttavia saranno i vicoli della propria città a diventare interessanti, posti nel tragitto imboccato e vissuto tantissime volte ma forse non abbastanza.

2002, Sacramento è il luogo della narrazione, dove una giovane ragazza si prepara ad entrare nel mondo adulto, un corpo inquadrato dalla Gerwig con affetto e  inconsapevole della bellezza, di uno spazio con il quale è cresciuto. Non sentendosi affine al nome affidatogli dai genitori, la protagonista si rinomina Lady Bird avvicinandosi a quell’eleganza che Saoirse Ronan sprigiona in ogni fotogramma. In un periodo intenso e colmo di decisioni come l’ultimo anno di liceo, la regista ci mostra la circolarità della narrazione che riporta il pensiero alla città natale detestata da Lady Bird.

È chiaro come il film cerchi, attraverso i suoi personaggi, di raccontare il distacco dagli affetti per far spazio a nuove esperienze; sono le donne ad avere il ruolo predominante nell’opera, in cui il rapporto tra madre e figlia è fortissimo, incapace di essere come avrebbe voluto la protagonista, ma costruttivo al tempo stesso . La storia d’amore nel lungometraggio non comprende le prime esperienze sessuali di Lady Bird, ma la sua relazione con la madre, sempre pronta a essere realista e spesso pessimista; il contatto tra le due è il cuore del film, in cui la crescita della protagonista è intrinseca nel rapporto tra le due donne. Al di là dei binari Christine (Lady Bird) affronta diverse sfide come l’accettazione, in cui la propria immagine plasmata dai nostri famigliari ci potrebbe mostrare come diversa e inadeguata.

Lady Bird è il nostro voler riaffermarsi con la nostra personalità, diventando ciò che sentiamo di essere, ritornando con la nostra mente a quei luoghi, quei punti di riferimento della nostra adolescenza che non ci lasceranno. Inserita nel buon cinema di formazione, la pellicola racconta l’adolescenza di una ragazza, Christine o Lady Bird non importa.

Lady Bird

Lady Bird
7.2

Regia

7.0 /10

Fotografia

7.0 /10

Montaggio

7.0 /10

Interpretazioni

7.7 /10

Sceneggiatura

7.5 /10

Pro

  • Il rapporto madre e figlia
  • I vicoli di Sacramento

Contro

  • Non aggiunge niente al genere
  • Pochissimi spunti interessanti

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