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MSI Clutch GM60 – Il potere e la debolezza della simmetria perfetta – Recensione

È recentemente giunto sulla mia scrivania il Clutch GM60, mouse da gaming targato MSI. La confezione, che si presenta in maniera accattivante con un’apertura a mo’ di libro, contiene al suo interno l’immancabile GM60, due cavi USB-Micro USB (uno “braided” da circa 2m e uno liscio da 1m) e 5 parti modulari, oltre ovviamente all’ormai anacronistico libretto d’istruzioni rapide. Nessun supporto fisico dunque per quanto riguarda il software (scelta saggia dal punto di vista ambientale), che viene recuperato dal sito https://it.msi.com/support . Le caratteristiche fondamentali riportate sul retro sono:

  • Rotella del mouse con Alps Encoder;
  • Switch Omron (vita media di 50 milioni di click);
  • Sensore ottico da gaming con sensibilità fino a 10800DPI;
  • Fascia laterale e logo MSI a LED da 16.7m di colori;
  • Moduli magnetici intercambiabili;

Dopo questa breve panoramica, entriamo un po’ di più nello specifico.

Materiali, costruzione ed ergonomia

I materiali utilizzati per questo Clutch GM60 sono prevalentemente plastici, di ottima fattura e ben rifiniti. La superficie superiore è liscia, con una verniciatura grigia leggermente texturizzata che fornisce una piacevole sensazione al tatto, donando un discreto grip anche a giocatori dotati di mani “particolarmente umide”. I tasti extra, ovvero quelli laterali e quello centrale per il cambio dei DPI, sono invece dotati di una verniciatura nera lucida, che li rende facilmente riconoscibili sia alla vista che al tatto. La rotella del mouse è ricoperta da una morbida gomma vellutata, mentre quella presente sui moduli è di una mescola molto più dura, forse meno piacevole al tatto ma che, grazie anche alle texture in rilievo, fornisce un grip adeguato.

Per quanto riguarda la costruzione generale, il mouse risulta eccezionalmente solido, granitico, senza mai scricchiolare o fare strani giochi alla pressione dei tasti, con quelli principali dotati di due switch Omron, che danno sicurezza in termine di longevità (e riparabilità, nel caso). I moduli si applicano alla scocca del mouse tramite magneti, soluzione intelligente che permette di cambiare la configurazione al volo senza troppi patemi. Piccolo appunto, però, riguarda i piedini in teflon: se quelli integrati sul GM60 sono ottimi e scorrono senza problemi, quelli sui moduli non sembrano essere applicati in maniera precisissima (e comunque sono disposti solo sul lato inferiore) o della stessa mescola di quelli principali, con conseguente “frizione” sul tappetino che, per quanto non crea alcun problema particolare a livello di scorrimento, genera un rumore poco piacevole al contatto col mousepad. Prendete tutto questo con le pinze, potrebbe essere un problema della mia unità o qualcosa che, semplicemente, si risolve nel tempo col naturale livellamento dei piedini causato dall’usura: in ogni caso è un difetto decisamente marginale che non ne pregiudica l’utilizzo.

Passando ora all’ergonomia, giochiamo subito il jolly: il GM60 è un mouse simmetrico, quindi adatto sia a destrosi che a mancini! Su entrambi i lati troviamo infatti 2 tasti personalizzabili, e i moduli per thumb rest e pinky rest sono anch’essi disponibili in due misure diverse con fattezze speculari, permettendo così di adattare il GM60 alle proprie esigenze. Personalmente apprezzo sempre i mouse che offrono un abbondante supporto per il pollice, e in questo caso abbiamo a disposizione tanta scelta, tra superfici più o meno ampie, con l’extra di avere anche un supporto per il mignolo sempre a disposizione.

Il prezzo da pagare per un mouse “ambidestro”, però, è la scomodità dei tasti che troveremo dalla parte opposta al nostro pollice: se quelli “all’interno” sono facili da raggiungere e cliccabili comodamente, per quelli “all’esterno” dovremo fare affidamento su anulare o mignolo, soluzione non particolarmente comoda e che di fatto, per molti, riduce la quantità di tasti extra a 2. Considerando che in totale ne abbiamo 4, il prezzo da pagare direi che potrebbe risultare troppo alto.

Software e hardware

Fortunatamente, tutti gli 8 tasti a disposizione (Click SX-DX, Click Rotella, tasto centrale+ 4 tasti laterali) sono completamente programmabili grazie all’apposito software fornito da MSI, il Gaming Center. Con un interfaccia pulita e intuitiva, a differenza, passatemi il termine, di molte “tamarrate” in circolazione, il software si divide in 3 categorie: Pulsanti, Sensore e LED. Nella prima schermata, possiamo personalizzare a piacimento le funzionalità dei tasti del nostro GM60, passando da alcune predefinite (come shortcut multimediali o per il browsing) alle classiche scelte tra macro, funzioni tastiera o switch del profilo/dpi. La possibilità di memorizzare 5 profili è però una grossa limitazione, soprattutto quando altri software ne consentono molti di più se non, addirittura, infiniti: anche questo però potrebbe essere un difetto trascurabile, considerando che, per molti giocatori, un profilo è più che sufficiente.

Passando alla schermata dedicata alla nostra ottica, ci si potrà sbizzarrire con le varie impostazioni a disposizione. L’Avago PMW3330 è un sensore eccezionalmente performante, e i settaggi a nostra disposizione sono i classici che troviamo in ormai tutti i software da gaming in circolazione, ma 3 caratteristiche spiccano in maniera netta:

  • Poter regolare separatamente i livelli di DPI per asse X e asse Y (opzione da molti trascurata);
  • Poter calibrare il livello di sensibilità di rilevamento quando si solleva il mouse dal tappetino (Lift-Off distance);
  • Poter impostare in maniera precisa l’angle snapping.

Queste tre caratteristiche sono un plus non da poco per i giocatori più esigenti: la prima farà felice tutti i low-senser, permettendogli di ridurre al minimo i falsi rilevamenti durante gli spostamenti per ricentrare il mouse, mentre gli altri due sono manna dal cielo per gli high-senser, che fanno della precisione dei micromovimenti il loro pane quotidiano. Personalizzazione, insomma, eccellente, con il PMW3330 che si riconferma un ottimo sensore, e MSI che ha il merito di averlo implementato alla perfezione.

Ultima ma non meno importante la scheda dei LED, dove possiamo personalizzare il colore dei 10 punti che vanno a comporre la fascia di LED principale più quello del logo MSI, abbinando vari effetti di luce o con la possibilità, per molti gradita, di poterli spegnere completamente.

Prova sul campo

Come banco di prova, visto la natura “da FPS” del GM60, ho usato Overwatch con due diverse impostazioni. La prima, con 2000DPI e 6 di sensibilità in-game, per testare il comportamento in un range di DPI medio: nessun problema, mira sempre fluida e, grazie anche alle impostazioni della Lift-Off Distance, non ci sono mai stati false registrazioni durante i continui sollevamenti del mouse. Per la seconda prova, invece, ho usato i miei settaggi standard, quelli che uso con il mio mouse principale (un Logitech G502), ovvero 3800DPI e 5 di sensibilità in-game. Anche in questo caso, grazie ad una perfetta regolazione della correzione angolare, tutti i movimenti sono stati riprodotti in maniera affidabile, e nonostante la sensibilità mediamente alta, i micromovimenti sono stati rilevati in maniera perfettamente fluida, senza effetti di “jittering” o quant’altro. Anche in questo caso, prova più che superata.

In generale, da questi due esperimenti, il GM60 si è presentato come un mouse decisamente affidabile, con tempi di risposta tremendamente bassi, che lo rendono dunque un mouse estremamente performante e competitivo, almeno in ambito FPS, dove i due tasti laterali sono più che sufficienti.

Conclusioni

Il Clutch GM60 è un mouse solido, con un ottimo sensore e che garantisce prestazioni soddisfacenti. Il suo più grande problema, però, è che i suoi pregi coincidono in molti casi coi suoi difetti: il suo voler essere ambidestro lo rende adatto ad esempio a sale LAN o situazioni in cui più utenti con diverse esigenze hanno bisogno di un ottimo mouse, ma allo stesso tempo limita la comodità generale e le sue potenzialità in ambito “tasti aggiuntivi” rispetto ad un mouse per soli destrosi o mancini, con una disposizione degli stessi che, per restare perfettamente simmetrica, diminuisce la fruibilità generale. Inoltre, per disporre tasti su ambo i lati, il mouse diventa più “grande” rispetto alla media, che se da un lato potrebbe diventare scomodo per chi ha mani nella media (e inutilizzabile per chi è dotato di tenere manine), dall’altro lo rende una scelta plausibile per chi si ritrova invece con mani più grandi, in concomitanza anche di un peso (non modificabile) nella media, e una buona conformazione sia per claw che palm grip.

Al momento, il prezzo del GM60 si attesta attorno ai 75€, e bisogna essere onesti: in questa fascia di prezzo, la competizione è brutale. Bisogna però tenere conto delle ottime qualità di questa periferica (affidabilità e performance), e del fatto che può comunque soddisfare, a differenza dei competitor, una fetta di mercato spesso ignorata (mancini, membri del club di “Gianni Morandi”), senza dimenticare che anche l’occhio vuole la sua parte, e tra il design modulare che fa tanto navicella spaziale e i vari LED a disposizione, il GM60 si pone dunque come una valida scelta, che con un eventuale calo di prezzo o offerta particolare può sbaragliare senza problemi la concorrenza facendo valere tutti i suoi punti di forza.

 

* unità fornita per la recensione dall’agenzia PR di MSI Italia

MSI Clutch GM60

7.8

Costruzione

8.3/10

Software

8.5/10

Hardware

7.3/10

Ergonomia

7.0/10

Pro

  • Affidabile e performante
  • Design modulare adatto anche ai mancini
  • LED powa!

Contro

  • Inadatto a chi ha mani medio-piccole
  • Disposizione tasti sacrificata in nome della simmetria

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Leonardo Scarfò

Appassionato di videogiochi da una vita, li considera la massima forma d'arte e di intrattenimento. Come un bambino che smonta i suoi giocattoli, cerca sempre di capire cosa c'è dietro la magia che avviene a schermo.