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Max: The Curse of Brotherhood, Il pennarello magico – Recensione Nintendo Switch

Ci avviciniamo a Natale e con questo il clima magico e fiabesco pervade gli animi di tutte le persone presenti nel globo con le sue luci e i viaggi fantastici dei più piccoli.
Proprio con il clima fiabesco ha a che fare il titolo di cui vi parleremo oggi, Max: The Curse of Brotherhood, un gioco già disponibile da diversi anni su Xbox One e PC, poi approdato qualche mese fa su PlayStation 4 ed, infine, in dirittura d’arrivo sulla console che per me gli si addice di più, Nintendo Switch.
Max: The Curse of Brotherood è un platform in 2D, sviluppato dallo studio danese Flashbulb Games in collaborazione con gli sviluppatori spagnoli di Press Play, che tenta di riportare le sue caratteristiche uniche soprattutto per quanto riguarda il gameplay sulla console ibrida nipponica.
Sarà riuscito il titolo a mantenere le attese e a confermarsi anche con qualche anno sulle spalle? scopriamolo insieme in questa recensione.

Rincorrendo Lord Mustacho

Il gioco vede come protagonista Max un ragazzino che si ritroverà a dover salvare il suo fratello più piccolo, Felix, dopo aver recitato una formula magica trovata su internet per liberarsi proprio da quest’ultimo per via del suo fare troppo sbarazzino e decisamente pestifero.
La formula infatti risulterà tutt’altro che innocua e il povero Felix verrà trasportato addirittura in un altro mondo, dove cadrà sotto le grinfie del super cattivo di turno, Lord Mustacho, il quale vorrà sfruttare il corpo del ben più giovane bambino per poter ritrovare tutta la sua potenza logorata dalla vecchiaia.
Proprio da questo mondo incomincerà tutto il percorso di Max che si troverà a dover affrontare lande sconosciute e ostili passando tra foreste, caverne, paludi e castelli il tutto accompagnato solo dalla sua “arma” un evidenziatore magico che, andando avanti con l’avventura gli permetterà di comandare diversi elementi tra cui roccia, acqua e così via per muoversi all’interno dei mondi.
Proprio sul pennarello si baserà la maggior parte del gameplay che andremo ad analizzare qui di seguito, infatti l’oggetto inizialmente un normale evidenziatore, diventerà ben presto intriso dell’anima di un’anziana signora che ci accompagnerà spiritualmente per tutto il viaggio. Questa infatti aveva già provato in passato a sconfiggere Lord Mustacho, riuscendo a tenerlo a bada per diverso tempo, ma, con l’arrivo della vecchiaia, il nemico è riuscito a prendere il sopravvento, costringendo quest’ultima a riporre le sue speranze in Max mettendo tutte le sue forze rimanenti nel pennarello.
Grazie all’anziana sarà possibile padroneggiare i vari elementi come detto in precedenza e muoversi combinando quest’ultimi nei vari livelli offerti dal gioco per un totale di sei sette ore di divertimento ed emozioni che riescono a fondersi intrattenendo dall’inizio alla fine dell’avventura.

Un pennarello unico

Ed è proprio sotto l’aspetto del gameplay che il titolo riesce a mettere quella marcia in più, infatti Max: The Curse of Brotherhood non è un semplice platform dove saltare da una parte all’altra del livello cercando di arrivare alla fine in fretta e furia, bensì la meccanica che lo distingue e che riesce ad elevarlo nel suo genere è quella proprio del pennarello magico.
Questo sarà fondamentale nell’avventura, dato che Max per proseguire dovrà disegnare e far materializzare diversi elementi, tra cui colonne di roccia e d’acqua, liane, rami e così via, il tutto tramite il suo evidenziatore.
Inizialmente però i poteri di Max saranno limitati, con l’unica azione possibile che potremo utilizzare sarà quella di creare colonne di terra in determinati punti del livello contrassegnati da un aura marroncina.
Successivamente potremo sbloccare le altre abilità che ci aiuteranno a superare tutti gli ostacoli presenti nel gioco facendoci apprezzare inoltre un leve design decisamente ad altissimi livelli che man mano andremo avanti ci chiederanno soluzioni sempre più complesse ed articolate con gli ultimi livelli che riescono anche a far ragionare molto il giocatore su come superarli.
Sarà infatti possibile combinare i diversi poteri, ad esempio per andare più lontano o avere una liana più lunga potremo unire due liane ad un ramo così da averne una decisamente più lunga, l’unico problema è che avremo a disposizione una dose molto piccola di inchiostro per volta e dovremo gestire al millimetro ogni “creazione”.
Il vero tripudio poi si avrà verso la fase finale dove, una volta assimilati tutti i poteri disponibili, potremo giostrarli a piacimento con la possibilità di muoverci combinando tutti i poteri tra loro e nello stesso momento rispedire i nemici al mittente.

Anche se il titolo rimane da elogiare sotto l’aspetto delle sue peculiarità uniche, c’è da dire che sono presenti alcune pecche sotto l’aspetto del gameplay che sfociano spesso in meccaniche trial and error che ci vedranno costretti a ripetere alcuni livelli almeno due o tre volte per capire il giusto modo per superarli opure per scoprire una possibilità celata e nascosta a  prima vista.
Anche il comparto grafico e tecnico sono di sicuro promossi con ambientazioni molto piacevoli e variegate, che rendono al meglio in modalità docked, con la versione portatile che in qualche occasione soffre di alcuni singhiozzi al frame rate, ma niente di trascendentale.
Stessa cosa per il comparto sonoro che riesce a fare il suo lavoro ed accompagnare nell’avventura il giocatore e il giovane Max anche se non ci sono stati brani particolarmente ispirati e segnanti.

È passato qualche anno ma la qualità non cambia

Max: The Curse of Brotherhood è un titolo che, col passare degli anni, rimane di sicuro molto valido e grazie a Nintendo Switch riesce forse a trovare la sua dimensione ideale anche grazie agli ottimi controlli touch implementati per questa versione che permettono una immersione ancor maggiore nel mondo di gioco.
Anche se si nota qualche imperfezione tecnica e grafica dovuta al passare degli anni il titolo targato Press Play e Flashbulb Games è di sicuro una conferma nel panorama degli indie riuscendo ad intrattenere dall’inizio alla fine il giocatore attraverso enigmi realizzati alla perfezione con un crescendo di difficoltà che riuscirà a tenerci impegnati per diverse ore.

*Codice digitale fornito dagli sviluppatori

Max: The Curse of Brotherhood

Max: The Curse of Brotherhood
8.2

Trama

8.0/10

Gameplay

9.5/10

Grafica

8.0/10

Sonoro

7.5/10

Longevità

8.0/10

Pro

  • Enigmi ottimi
  • Atmosfera

Contro

  • Qualche imperfezione tecnica

Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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