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Destiny 2: la Maledizione di Osiride – Carne al fuoco prassico – Recensione

Chi dorme non piglia lumen, diceva il saggio.

Mentre i centurioni della Legione Rossa di Ghaul sparavano come texani impazziti per tutto il sistema solare infatti, le grandi menti vex, che mica per nulla si definiscono tali, non hanno perso tempo e hanno continuato a macchinare la fine della vita come la si conosce.

Se dunque il nostro guardiano durante la storia principale di Destiny 2 ha dovuto fare i conti con i minacciosi cabal, ne La Maledizione di Osiride avrà a che fare con creatori Vex che simulano su questo piano di realtà i minacciosi cabal. E i corrotti. E i caduti. E l’alveare. E la zia che al pranzo di Natale vi chiede della vostra fidanzatina/o.

E non finisce qui.

La vicenda narrata in queste prima nuova espansione dello shooter mmorpg di Bungie infatti, narrata attraverso le nuove missioni della campagna, della durata di circa 4 ore, ci porta a doverci confrontare non solo con la minaccia Vex, che sta facendo convergere sul pianeta Mercurio un numero spropositato di unità provenienti da centinaia di diverse dimensioni, ma anche con un entità più potente, con la quale si scontra da anni uno dei guardiani più potenti della storia: Osiride, lo stregone esiliato. L’antico maestro di Ikora Rey infatti non ha perso tempo una volta abbandonata la Torre, cercando di rallentare e ostacolare il più possibile i piani delle grandi Menti; ora però il membro della prima Avanguardia è sotto scacco, e la missione del nostro guardiano sarà del tutto simile ad un salvataggio, sia dell’universo, che del leggendario stregone, grazie all’aiuto del suo spettro, Sagira.

Le nostre avventure ci porteranno a visitare luoghi già noti, come la zona morta europea, Nessus e Io, ma ci permetteranno anche di riscoprire in un modo del tutto nuovo anche un altro pianeta del sistema solare: Faremo infatti il nostro ritorno su Mercurio, il mondo conquistato dai Vex dove l’unico campo nel quale ancora si combatte sta alle pendici del Faro, una zona ben conosciuta ai veterani del PvP del primo capitolo, estremo santuario che culto che fa di Osiride un Idolo quasi religioso.

Mercurio non è un pianeta vasto, e include un solo settore oscuro, un solo vendor e un evento pubblico che spawna sempre nello stesso punto, ma su questo ammasso di rocce a ridosso del sole, flagellate da cabal e vex, è celato qualcosa che è in grado di far impallidire non solo la vastità del geoide, ma anche quella del sistema solare e dell’universo: si tratta della Foresta Infinita, un insieme di simulazioni della realtà dove le grandi menti Vex calcolano lo scorrere del tempo, i possibili futuri e le soluzioni da intraprendere per farli avvenire anche sul nostro piano di esistenza.

Dal punto di vista narrativo, La Maledizione di Osiride ha moltissimi pregi, e solo un difetto, in realtà marginale: da una parte infatti l’espansione amplia incredibilmente l’universo narrativo del gioco approfondendo molti personaggi che non avevano trovato spazio nel primo capitolo (come Fratello Vance, Osiride stesso o il titano Saint-14), dall’altra però porge il fianco a quella che, a livello di Lore, è un ingenuità: se infatti dopo aver presentato le infinite diramazioni simulative della foresta infinita con le sue miriadi di futuri, sia la nostra perspicacia sia Sagira ci suggeriscono che le  possibilità calcolate dalle grandi Menti sono tutte ugualmente reali, e che stanno avvenendo tutte nel momento in cui giochiamo come se fossimo in un presente infinito, chi può assicurarci che anche la dimensione in cui viviamo non è semplicemente l’ennesima simulazione dei Vex? E a questo punto, che senso avrebbero avuto le nostre migliaia di avventure tra Destiny e Destiny 2?  Il Friedrich Nietzsche che c’è in ognuno di noi ha già inorridito.

Tornando però sul campo del tangibile, le aggiunte che porta il primo DLC dell’anno 1 di Destiny 2 sono molteplici, e tutte apprezzabili: oltre infatti alla già analizzata nuova area da esplorare di Mercurio e della Foresta Infinita, fanno il loro ritorno nella saga dei guardiani le versioni eroiche degli assalti dell’Avanguardia, una variante degli ormai noti assalti già presenti nel titolo (più due nuovi, aggiunti con l’espansione, che si concretizzano però di fatto con una ripetizione della nuova modalità storia) che prevedono un livello di luce richiesto maggiore, per fare fronte appunto alla maggiore pericolosità di mob e boss. Saranno inoltre presenti nuove quest, che ci condurranno all’ottenimento di un gran numero di nuove armi e armature.

Quella che però per molti sarà l’attività di punta introdotta con l’espansione sarà il nuovo mini-raid chiamato Il Leviatano Divora Mondi, che Attraverso tre fasi di gioco (introduzione, pre-boss, boss) ci guiderà attraverso delle meccaniche divertenti, interessanti e che richiederanno una coordinazione generale del gruppo di sei giocatori non oppressiva e punitiva come quella già vista nel Raid vero e proprio del Leviatano.

L’ultima aggiunta della patch che accompagna il DLC saranno le Armi Prodigiose: ogni pezzo di armamento leggendario presente nel gioco potrà infatti essere reso nella sua variante “prodigiosa” grazie all’utilizzo dei consumabili che permetteranno la trasformazione (oppure semplicemente droppando un’arma già prodigiosa); questi nuovi strumenti di morte godranno di un bonus tale da produrre sfere di luce effettuando multi uccisioni con l’arma in questione, e vedranno le loro statistiche aumentate tramite un perk casuale re rollabile spendendo sempre il consumabile di cui si parlava poc’anzi. Alla prova del fatto questi nuovi pezzi di armamento risulteranno essere la vera end-game weapon per ogni guardiano: più del perk che aumenta una statistica dell’arma infatti, sarà essenziale il bonus che permette di creare sfere di luce, il quale sarà più evidente in gruppi numerosi di giocatori, che attraverso la solita falcidie di nemici potranno tenere sempre vicendevolmente ben carica la loro super abilità.

In conclusione, La Maledizione di Osiride è un DLC che fa egregiamente il suo lavoro, e chi dice l’opposto è in malafede o ha delle fette di bresaola sugli occhi per le quali i cani di Calus si azzufferebbero senza pietà. Si tratta infatti solo di un primo contenuto aggiuntivo per l’anno 1 di Destiny 2 (e, torno a ribadire, non Anno 4 di Destiny), che verrà seguito da altri, ma che già di per se introduce molte novità e motivazioni per i giocatori che desiderano continuare le scorribande all’ombra del Viaggiatore: nuove attività PvE per gruppi di 3 o 6 guardiani, quest da affrontare singolarmente, una nuova interessante campagna, miriadi di nuove varietà di armamento e un approfondimento dell’universo narrativo curato come solo Bungie e pochi altri studi di sviluppo sanno fare, cosa si può volere di più? Qualunque sia la risposta, non è detto che i giocatori non possano essere accontentati in un futuro (su questa linea temporale, ovviamente).

La Maledizione di Osiride è il Faro che si accende: dalla sua vetta i giocatori possono vedere che quello che li aspetta è qualcosa di sconfinato, che nessuno di noi vede l’ora di affrontare. Qualcosa è già alle pendici della costruzione, qualcos’altro in lontananza: con ordine e disciplina ci occuperemo di tutto, non dimenticandoci però di rendere omaggio a ciò che ci ha permesso di ampliare i nostri orizzonti.

Un esperienza Osiridiana, direbbe qualcuno…

Versione testata: PlayStation 4 grazie ad un codice digitale fornito dal distributore italiano.

Destiny 2: la Maledizione di Osiride

Destiny 2: la Maledizione di Osiride
8.2

Trama

8.0/10

Gameplay

9.0/10

Grafica

8.0/10

Sonoro

8.0/10

Longevità

8.0/10

Pro

  • Ambientazioni nuove
  • Approfondimento trama e personaggi
  • Nuove motivazioni per giocare

Contro

  • Ristrettezza della zona di Mercurio
  • Raid forse troppo breve

Pietro Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

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