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Darwin Project – L’evoluzione della specie, con sottofondo di badilate – Anteprima

Abbiamo avuto modo di provare la breve alpha di Darwin Project, titolo sviluppato da Scavengers Studios e che andrà a rimpolpare la schiera di Battle Royale che tanto vanno di moda ultimamente. Riuscirà a farsi largo in questo ormai monopolizzato genere? Scopriamolo assieme in questa nostra anteprima!

Anche la battle royale ha un’anima

Per prepararsi ad un’imminente riproposizione dell’era glaciale, viene messo in piedi un nuovo progetto sperimentale, il Darwin Project, a metà tra analisi scientifica e becero live-enterteinment. I concorrenti, dunque, si sfidano in una landa innevata, cercando di sopravvivere non solo alle temibili e pericolose condizioni atmosferiche, ma anche, nella più classica delle Battle Royale, agli altri partecipanti. Questa breve introduzione e in generale la caratterizzazione complessiva del titolo, permettono di dare un minimo di appeal, o se vogliamo dire diversamente, un’anima al titolo, che si scosta dal mero “vai, entra, ammazza” a cui ci hanno abituato gli altri esponenti del genere.

In termini di gameplay, il gioco fa un focus particolare sul crafting: le risorse a nostra disposizione sono legno (comune), pelle (non comune) e materiale elettronico. Quest’ultimo, oltre ad essere il più raro e “potente” (spiegherò poi perché), viene posizionato ad intervalli regolari in punti diversi della mappa, con le coordinate ben visibili ai giocatori. Ottenere uno di questi materiali significa avere un enorme vantaggio sugli altri giocatori, e per capirne il motivo, bisogna introdurre il concetto di crafting. Se con il legno costruiremo le risorse base, come frecce per il nostro arco (unica arma oltre alla nostra accetta) o soprattutto il fuoco, indispensabile per non morire congelati, e con la pelle avremo accesso ad armature o miglioramenti vari, con l’elettronica avremo a disposizione dei veri e propri poteri speciali! Nella lobby di caricamento, sarà possibile personalizzare la nostra ruota di crafting, permettendoci di scegliere le varie “ricette” da portare in partita, avendo così accesso ai diversi oggetti e poteri craftabili durante il match: i primi spaziano tra tagliole e gabbie, i secondi tra invulnerabilità e supervelocità. Insomma, il nostro build, il nostro gameplay, passerà dalle scelte che applicheremo alla nostra ruota, e all’abilità di mettere all’opera correttamente il nostro arsenale.

Tornando alle meccaniche di base, il titolo si fonda sul principio classico delle Battle Royale: con l’incedere del tempo, la zona “agibile” della mappa verrà ridotta, con tutto ciò che ne consegue. Due particolarità: la mappa è divisa in riquadri, con una struttura ad alveare, e di conseguenza, per quanto questi vengano resi inaccessibili in maniera randomica, ci sarà comunque il modo di anticipare, almeno parzialmente, le mosse che il gioco andrà a compiere (come ad esempio stando sui bordi dei riquadri). Meccaniche particolari invece sono quelle degli indizi e del satellite: i primi consistono in oggetti/totem/resti da analizzare, e permettono di tracciare la posizione esatta di un giocatore, la cui sagoma apparirà a schermo, indicandoci anche la distanza in metri; il secondo, consiste in un ologramma che mostra l’esatta posizione di ogni giocatore, e può essere trovato in case o abitazioni abbandonate.

Resta dunque da discutere sull’ultimo elemento di gioco, ovvero il combattimento: al momento, a disposizione, il giocatore ha solamente un arco e la sua fedele accetta per affrontare i suoi temibili nemici. I combattimenti risultano così molto pittoreschi, complice l’enorme effetto di knockback di cui le armi sono impregnate, e se per gli scontri a suon di accetta (o badile, in base alla skin) il tutto risulta divertente, diventa un po’ macchinoso quando si parla dell’arco, con hitbox di frecce e personaggi forse troppo piccoli per far risultare il tutto godibile. Ovviamente, parliamo di un’alpha, il tempo di bilanciare il tutto c’è.

Conclusioni

Cos’altro dire dunque su Darwin Project? Al momento, poco. Purtroppo l’alpha ha avuto una durata esigua, e a disposizione c’erano veramente pochi server. Certo, giocare su piattaforme situate in America ha fatto apprezzare l’ottimo lag-compensation che caratterizza il netcode, e in aggiunta al fatto che si gioca in 6, dovrebbe essere una buona premessa per quella che sarà la stabilità del sistema di gioco in futuro. Il titolo è ben caratterizzato, ci sono delle sfumature di RPG che non guastano, ma la domanda è: è questa la formula che il giocatore vuole da una Battle Royale? Il gameplay è sicuramente divertente, ma bisogna capire sul lungo periodo quanta profondità riuscirà ad offrire. È anche vero, e qui mi ripeterò, che parliamo di un’alpha, con molti elementi quindi ancora non implementati (cosmetici, modalità extra, sbloccabili), però è innegabile che avrei molti dubbi sul puntare o meno sul titolo in questione (qualcuno mi presta 10€?).

In ogni caso, per scoprire se Darwin Project è il gioco che “questa player-base merita, o quello di cui ha bisogno”, non ci resta che aspettare.

Leonardo Scarfò

Appassionato di videogiochi da una vita, li considera la massima forma d'arte e di intrattenimento. Come un bambino che smonta i suoi giocattoli, cerca sempre di capire cosa c'è dietro la magia che avviene a schermo.

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