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Total War: Warhammer 2 – Alla conquista del Vortice – Recensione

Dopo il primo magnifico capitolo della prevista trilogia, torna su steam Total War: Warhammer, il secondo episodio della serie di Creative Assembly sotto l’etichetta di Sega. Il gioco non ha bisogno di presentazioni, sono le classiche meccaniche di Total War, prendere o lasciare.

Per chi negli ultimi 17 anni non abbia mai provato un gioco della serie, lì nell’angolo ci sono dei ceci, inginocchiatevi e pentitevi! Scherzi a parte, tutti i giochi marchiati Total War hanno delle caratteristiche peculiari: il doppio sistema di gioco con la parte gestionale a turni e la parte delle battaglie in tempo reale, la presenza di personaggi storici, le tante fazioni personalizzabili, le unità non dedite alla battaglia.

Diversamente da come ci hanno abituati, grazie alla licenza di Games Workshop non s’è più vincolati in un periodo storico, ma è tutto ambientato nel mondo di Warhammer. Per farla il più semplice possibile, come funziona il tutto? La serie di Creative Assembly ti mette nei panni del grande personaggio della fazione prescelta e ti permette di gestire tutto: cosa costruire, dove spostarsi, con chi allearsi, chi attaccare. Se non avete ancora capito i ceci sono sempre lì ad aspettarvi.

Ma passiamo a descrivere un po’ più nello specifico questo nuovo capitolo di Total War: Warhammer. Saranno disponibili quattro fazioni, due facenti parte dell’esercito del bene (Alti Elfi e Uomini Lucertola) e due dell’esercito del male (Elfi Oscuri e Skaven). Le quattro armate scenderanno sul campo di battaglia ognuna con intenti e scopi differenti, e non saranno sole. Non vi spiegherò la storia di questi eserciti: innanzitutto è troppo sviluppata, ed in secondo luogo devo parlarvi del gioco e non della lore dell’universo di Warhammer (per fortuna, aggiungerei).

Il grande Vortice

Lo scopo principale del gioco è prendere il possesso del Vortice, un gigantesco mulinello di magia creato dagli Alti Elfi per bandire da questo piano d’esistenza i Demoni del Caos. Per fare ciò bisogna compiere cinque rituali che saranno disponibili dopo aver raccolto le antiche piastre. Questi manufatti saranno generati automaticamente dalle nostre città oppure compiendo gli incarichi che ci verranno affidati durante il proseguo della campagna.

Nella campagna principale di Warhammer 2 ci troveremo in una colossale mappa con tante parti in gioco. Solo in pochi correranno per conquistare il vortice, gli esclusi sono l’ago della bilancia tra la vittoria e la sconfitta.

Vantaggio tattico

Ad aiutarci nelle prime fasi ci sarà un ottimo tutorial, che spiega il funzionamento di tutti gli aspetti del gioco oltre a guidarci nella prima grande battaglia, riassumendo efficacemente in pochi minuti l’intera essenza del gioco. La sensazione di potere data dal comandare centinaia di unità non ha eguali, la possibilità di potenziare grazie ad incantesimi l’esercito, la ricerca della posizione migliore per i guerrieri, le imboscate nelle foreste, la posizione sopraelevata per i tiratori, sono tanti piccoli dettagli che rendono l’esperienza appagante e affascinante. Inoltre, il motore di gioco creato dai ragazzi di Creative Assembly mostra i muscoli gestendo il tutto senza rallentamenti, con un dettaglio grafico altissimo e delle animazioni perfette. Se non siete amanti delle battaglie in grande stile non c’è da preoccuparsi, sarà possibile farle svolgere in automatico dalla CPU, mostrandoci solamente il risultato finale. Una volta compreso appieno il funzionamento di tutte le meccaniche ci troveremo nella parte gestionale dell’esperienza, altra funzione imprescindibile del titolo. Inizieremo ben presto a far quadrare i conti tra lo sviluppo delle città e delle armate.

Partendo con le città, queste vengono raggruppate in provincie che possono contenerne da due a quattro: la più grande sarà la capitale, mentre le altre saranno insediamenti. Ogni provincia potrà avere più comandanti, mentre le città saranno sotto la guida di chi le ha conquistate, generando tributi. Sarà possibile migliorare le città con costruzioni dedite alla milizia o ai civili, un giusto mix permetterà di avere un ottimo esercito e delle ottime entrate finanziarie.

Passiamo a parlare delle armate: nelle città sarà possibile reclutare gli eroi, unità di supporto che svolgono il loro lavoro nell’ombra. Rallentare gli eserciti avversari, fare breccia nelle mura durante gli assedi e rubare tecnologie sono solo degli esempi delle loro abilità. Queste unità sono importantissime negli equilibri del gioco, ma mai quanto i lord: anch’essi reclutati nelle città, sono il fulcro del gioco, poiché sono loro che comandano gli eserciti e scendono in battaglia, oltre a poter reclutare altre unità.

Importante anche la gestione dei riti, poiché questi permettono di avere dei vantaggi durante il gioco e hanno un costo in monete e dei requisiti per essere “evocati”. La diplomazia invece non è al suo massimo splendore in questo episodio: capita spesso, infatti, di trovarsi in mezzo ad una guerra senza il minimo preavviso da parte di fazioni non confinanti, con trattati di pace che possono anche durare meno di qualche turno. Altra piccola pecca riguardante i combattimenti navali, che potranno essere risolti affidandosi esclusivamente alla intelligenza artificiale.

Nascosti nella foresta

Ma è solo l’inizio, appena si avranno abbastanza piastre antiche per iniziare un rituale, saremo invasi sia dalle forze del caos sia da eserciti di mercenari mandati da altri partecipanti: se non riusciremo a sconfiggerli e se alla fine dei turni prefissati avremo perso anche solo uno dei tre insediamenti assegnati, falliremo e dovremo iniziare da capo il rituale.

La mappa di gioco in Total War: Warhammer è vastissima e ricca di dettagli: foreste con corsi d’acqua e cascate lasciano lo spazio a cime montuose corrotte dal caos o passando per aride distese di sabbia, con insediamenti da conquistare ed esplorare in stile GDR con tanto di scelte multiple. Come nel primo capitolo ci saranno zone dove le unità non avranno la possibilità di vivere al meglio, ma sarà comunque possibile creare degli insediamenti ricevendo pesanti malus.

Se questo tipo di gioco vi impaurisce per via della mole di dettagli da considerare non preoccupatevi, gli incarichi vi aiuteranno a mantenere alta la concentrazione con degli obiettivi che attraversano in trasversale tutti gli aspetti del gameplay. Non abbiate timore di dimenticare qualche azione durante il turno, infatti, prima di concludere, ci verrà segnalato se per caso abbiamo saltato dei passaggi salienti.

Ricapitolando, lo studio Creative Assembly riesce a migliorare una serie già ottima introducendo dei piccoli ma significativi aggiustamenti in quasi tutti gli aspetti, ottimizzando il motore di gioco e ampliando la sua mappa, oltre a creare una campagna che mantiene l’attenzione del giocatore sull’obbiettivo finale, nonostante l’enorme quantità di click per finire un qualsiasi turno. Purtroppo Total War: Warhammer 2 ha ancora dei problemi, quali la diplomazia e le sole 4 razze disponibili al lancio. Sicuramente il roster si aggiornerà grazie a i DLC che non tarderanno ad arrivare. Detto questo aspettiamo con impazienza il terzo capitolo, per concludere questa trilogia partita nel migliore dei modi.

Total War: Warhammer 2

Total War: Warhammer 2
91.8

Ambientazione

9/10

    Gameplay

    9/10

      Grafica

      9/10

        Sonoro

        9/10

          Longevità

          10/10

            Pro

            • Mappa Enorme
            • Potenzialmente infinito
            • Razze ben diversificate...

            Contro

            • ... ma sono solo 4
            • Diplomazia non all'altezza

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