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NBA 2K18 – Un altro passo verso la simulazione perfetta – Recensione

NBA 2K18

Dallo scorso 19 settembre per PC, PlayStation 4 e Xbox One, è disponibile, puntuale come ogni anno, NBA 2K18, sviluppato da Visual Concepts e 2K, un aiuto sostanzioso per gli amanti del campionato cestistico più rilevante al mondo per rompere l’astinenza, a poche settimane dall’inizio delle partite reali. Eccovi il nostro parere dopo un’approfondita prova su PlayStation 4 Pro.

A passi veloci verso il canestro

Da abitudinario giocatore della serie cestistica 2K e da tifoso dei Los Angeles Lakers (sono anche interista quindi i periodi sfortunati e privi di successi non mi toccano particolarmente), la prima modalità a cui mi sono dedicato, dopo qualche partita di prova in single-player ed in multiplayer con i roster originali delle franchigie americane, è La Mia Carriera. Modalità che differisce in maniera “drastica” dagli scorsi anni, abbandonando in parte la narrazione “cinematografica” e riunendo in un unica zona “sandbox” la componente multiplayer e single player del nostro avatar virtuale.

Inizialmente ci verrà chiesto di personalizzarlo e di scegliere le caratteristiche fisico-somatiche ed il ruolo che impiegheremo in campo, nel mio caso ho creato un Ala piccola di poco più di 2 metri, e di scegliere la nostra squadra preferita (vi devo dire cosa ho scelto, davvero?). Dopodiché la nostra carriera inizierà spiegandoci attraverso qualche dialogo la natura del soprannome che ci porteremo dietro per i successivi campionati, DJ, con l’obiettivo di arrivare al massimo punteggio di media delle statistiche possibile, ovvero il fatidico 99.

Il nostro protagonista aveva lasciato la pallacanestro dopo il college per dedicarsi alla musica, ma l’amore per questo sport lo ha portato di nuovo in campo per un torneo estivo su selezione, da cui le principali squadre NBA sceglieranno qualche rookie da inserire nei propri roster. “Vita di quartiere” inizia ufficialmente dopo la fine del torneo, con il nostro alter-ego pronto a dare battaglia agli altri giocatori della squadra scelta precedentemente, per avere qualche opportunità di giocare i primi minuti in NBA da rookie, e perché no, per puntare anche all’ambitissimo titolo di matricola dell’anno.

La carriera ci propone un intero quartiere, “sandbox” appunto, in comune con altri 80/100 giocatori, in cui sarà possibile allenarsi nella palestra della squadra ed in una generica, utile per accumulare resistenza extra, fare acquisti, dall’abbigliamento ai tatuaggi passando per la capigliatura, nei numerosi negozi presenti, incontrare il nostro manager per contratti pubblicitari e riscuotere gli assegni, sfidare gli altri giocatori nei numerosi campetti da 1vs1, 2vs2, 3vs3 e 5vs5, disseminati all’interno della zona esplorabile. In multiplayer inoltre è possibile accedere, sempre dal nostro hub di gioco, alle partite Pro Team ed individuali e anche ad un edificio con diversi campi in cui è possibile giocare a modalità che ci consentono di scommettere i nostri sudati crediti in partite di diverse tipologie.

Durante la prima stagione de “La mia Carriera” verremo guidati da un veterano della squadra scelta, fulcro delle cutscene presenti prima e dopo le partite, ed in alcuni casi anche durante l’allenamento, in cui avremo modo di conoscere lo staff, dai coach alla PR, dalla bodyguard all’inserviente, e che scandiranno insieme al nostro avatar virtuale le prime tappe della sua carriera, e la narrativa si limita a queste scenette, e ad analoghe ottenibili parlando con il barbiere del quartiere, con il procuratore e con NPC di giocatori affermati in NBA che ci visiteranno a casa o dall’agente per darci preziosi consigli o sfidarci nel nostro campetto personale (all’interno dell’appartamento, sì).

La modalità MyGM, quella manageriale della produzione, è stata migliorata sia a livello narrativo che a livello contenutistico: saremo chiamati a vestire i panni di un General Manager di una delle franchigie NBA a nostra scelta e gestirla quindi tanto dal lato tecnico che in quello amministrativo/finanziario. Occorrerà quindi scegliere allenatore e staff della squadra, gli osservatori e supervisionare a tutte le attività economiche, dal marketing alla compravendita e gli scambi di giocatori (discutendone i contratti), ed inoltre sarà possibile scegliere gli schemi di gioco e disputare fisicamente le partite della nostra squadra, prendendo normalmente il controllo del quintetto durante il campionato. La modalità è arricchita da cutscene ed intermezzi che rendono il tutto molto più godibile e realistico, facendo interagire perfino il nostro Avatar creato nella carriera con il nostro alter-ego dirigente.

La terza modalità più interessante della corposa offerta che Visual Concepts e 2K ci propongono questa stagione è Il Mio Team, la modalità “analoga” ad Ultimate Team della serie FIFA che ci permette di creare il nostro Dream Team con giocatori del presente e leggende del passato, acquistando pacchetti di “figurine” con crediti ottenibili giocando (o con valuta reale). Oltre ad aver inserito moltissimi nuovi obiettivi e sfide, da cui ottenere crediti, sia in single player che in multi, le vere novità sono rappresentate da due modalità inedite per “Il Mio Team”: Pacchetti & Playoff e Blacktop. Nella prima occorrerà scegliere un quintetto base ed un allenatore partendo da uno stile predefinito di gioco con un limite di valore delle carte, mentre nella seconda sarà possibile giocare nei campetti in asfalto con modalità da 1vs1 a 5vs5, scegliendo i parametri e la durata delle partite.

Completano l’offerta le “solite” modalità giocabili sia in single-player che in multiplayer locale ed online: Esibizione, Stagione, La Mia Lega e Playoff.

Difficile notare la differenza da una partita vera, se non dalla mancanza della pubblicità

Il gameplay non ha subito una vera e propria rivoluzione, data la bontà delle precedenti edizioni annuali, ma come ogni capitolo anche NBA 2K18 ha una serie di perfezionamenti e di migliorie, a partire dai tiri, che tornano rispetto a 2K17 meno semplificati, e l’intelligenza artificiale, affinata soprattutto a livello difensivo. Gli scontri 1vs1 all’interno della partita sono stati arricchiti di nuove animazioni e di nuove possibilità, così come l’inserimento della “scivolata” laterale è molto utile per rallentare parzialmente l’avversario che si ha in marcatura, ed in generale è stato svolto un lavoro incredibile per inserire tutte le peculiarità fisiche ai campioni del basket americano, ognuno con “mosse”, abilità, postura e festeggiamenti uguali in maniera maniacale alle controparti reali.

A livello grafico tutta la produzione è davvero “spaccamascella” e raggiunge nuove vette di fotorealismo, non solo a livello estetico/fisico dei giocatori, ma tutto nei palazzetti è davvero riprodotto uguale alla realtà, dalle interviste a bordo campo al pubblico che si comporta in maniera credibile e dinamica, per arrivare alle gocce di sudore sul corpo degli atleti e perfino agli intermezzi prima, durante e dopo la gara, con tanto di cantante ed inno americano, cheerleaders e mascotte che sparano magliette al pubblico.

Anche il comparto sonoro è di livello altissimo, con effettistica e suoni di gioco campionati perfettamente ed una giusta colonna sonora un po’ “tamarra” che rende perfettamente l’atmosfera. Segnaliamo anche la bella telecronaca originale in americano ed il doppiaggio, sempre in lingua inglese, all’altezza del livello del resto della produzione, con ottimi sottotitoli nel nostro idioma.

Su PlayStation 4 Pro il titolo, giocato a 1080p, non ha mai avuto cali di framerate e si è dimostrato stabilissimo, con un livello di dettaglio davvero impressionante.

In conclusione, NBA 2k18 è davvero un altro passo verso la simulazione sportiva perfetta, ed è la dimostrazione che Visual Concepts e 2K sono davvero molto abili ad ascoltare i feedback della community, riuscendo a continuare a migliorare anno dopo anno un prodotto che nel tempo ha sbaragliato i concorrenti ed è il vero e proprio termine di paragone del genere in ambito videoludico, tant’è che viene “coccolato” dallo stesso star-system del basket d’oltreoceano.

Un titolo assolutamente consigliato a tutti gli amanti della pallacanestro e dei titoli sportivi in generale, NBA 2K18 è un titolo che magari non risulterà immediato a chi non è molto avvezzo con i comandi di gioco o si approccia la prima volta ad una produzione del genere, ma che dopo un po’ di pratica offre davvero tante possibilità a livello contenutistico e molte, moltissime soddisfazioni ai giocatori.

L’unica “pecca” del capitolo annuale dedicato al basket americano di 2K è l’assenza delle squadre di Eurolega, utilizzabili nello scorso “episodio”, compensate tuttavia parzialmente dalla presenza di alcuni Team leggendari, pieni zeppi di campioni del passato, non solo d’oltreoceano.

Vi ricordiamo inoltre che nel corso di questo mese arriverà anche la versione Nintendo Switch del gioco, restate sulle nostre pagine per tutte le novità a riguardo.

*Versione testata: PlayStation 4 su PlayStation 4 Pro, grazie ad una copia review fornita dal distributore italiano, Cidiverte

NBA 2K18

9.2

Trama/Narrativa

8.0/10

Gameplay

9.5/10

Grafica

9.5/10

Sonoro

9.5/10

Longevità

9.5/10

Pro

  • Grafica da urlo
  • Gameplay migliorato
  • Tantissime modalità

Contro

  • Mancanza delle squadre dell'Eurolega

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Paolo Lorenzini

Editor in chief di Serial Gamer, dopo anni di gavetta su diversi portali videoludici ne crea uno nuovo perché crede in un'informazione libera ed obiettiva.

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