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The Solus Project: freddo, fame, sonno ed inquietudine nello spazio profondo-Recensione

27 Set 2017 | Recensioni Videogiochi, HTC Vive, Oculus Rift, PC, PlayStation 4, PlayStation VR, Recensioni, Videogiochi, Xbox One

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The Solus Project è un gioco indie survival con elementi esplorativi sviluppato da Hourences e Grip Games e pubblicato da Teotl Studios.

Il titolo in questione inizialmente potrà fuorviare il giocatore, dando l’impressione di trovarsi in uno dei soliti survival open world, il cui obiettivo principale è il solo sopravvivere il più a lungo possibile. Ma The Solus Project è qualcosa di più. Non si tratta di un open world, bensì di un mondo diviso in regioni, ciascuna delle quali con le proprie peculiarità, nel quale il giocatore è “costretto” a passare per avanzare nella trama del gioco, scoprendo sempre di più i misteri che avvolgono il pianeta sul quale il nostro personaggio è tristemente naufragato.

Insomma, un survival a binari che nasconde parecchi segreti da scoprire, che riuscirà a catturarvi nonostante le meccaniche di gameplay lievemente legnose. Ma andiamo a vedere i vari aspetti del gioco in dettaglio.

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La fiamma della speranza dell’umanità si spegne, ma non tutto è perduto

Tutto inizia in un futuro prossimo, più precisamente nel 2115, anno in cui alcuni scienziati scoprono l’esistenza di una gigantesca stella in rotta di collisione con il Sistema Solare, e di conseguenza con la Terra. Questa collisione sarà talmente devastante da distruggere l’intero Sistema Solare, ma, al fine di permettere la sopravvivenza del genere umano, tre navi colonia, le Prolus, verranno fatte decollare nel 2149 per poi stanziare in una zona sicura nei pressi di Plutone. La Terra verrà distrutta solamente due anni dopo.

Ma non tutto è perduto! Con lo scopo di trovare una nuova casa per la specie umana, cinque navi scout verranno inviate in altrettanti differenti pianeti, nella speranza che almeno uno di questi sia abitabile. Quest’operazione è nota, per l’appunto, col nome di Solus Project.

Dopo aver effettuato il primo viaggio interstellare della storia dell’umanità, la nave sul quale è di servizio il nostro personaggio, Oktavio/a(a seconda del genere scelto dal giocatore, anche se nella realtà dei fatti non cambierà quasi nulla a seguito di questa scelta),  entrerà a contatto con uno dei suddetti pianeti…in un modo particolarmente brusco. Dal pianeta verrà infatti lanciato un oggetto non identificato, che distruggerà completamente la nave scout, uccidendone tutto l’equipaggio, tranne che per il nostro (s)fortunato eroe, riuscitosi a salvare imbarcandosi su di una navetta di salvataggio. Dopo aver superato l’atmosfera del pianeta, il nostro astronauta si ritroverà spaesato e confuso su di una spiaggia, a contemplare una pioggia di detriti di quella nave che fino a poco tempo prima poteva essere la salvezza dell’umanità.

Ma perdono solo quelli che smettono di lottare, e Oktavio/a ha solo iniziato il suo lungo viaggio! Un viaggio che attraverserà panorami mozzafiato, angosciose caverne e mari cristallini alla ricerca di risorse primarie per poter sopravvivere, ma non solo! Sembra infatti che il pianeta fosse abitato prima del suo arrivo: antiche rovine e strani pittogrammi costellano il pianeta e infittiscono il mistero che avvolge questa landa spaventosa. Riuscirà l’eroe a sopravvivere alle avversissime condizioni climatiche e telluriche del pianeta, ma, soprattutto, a scoprire il suo più grande ed oscuro segreto: cosa è successo ai suoi precedenti abitanti? Sono davvero da considerarsi estinti?

The Solus Project

Legnoso ma ampiamente godibile

Le dinamiche di gioco di The Solus Project si adattano perfettamente al genere di provenienza, di cui un esempio potrebbe essere Ark; all’interno del titolo infatti si dovranno raccogliere risorse che potranno essere craftate al fine di ottenere beni diversi a seconda delle varie necessità, in maniera più intelligente e semplificata rispetto a quella mostrata in tanti altri survival.

Vi sono quattro parametri fondamentali da tenere in considerazione durante l’esperienza di The Solus Project: temperatura, fame, sete e sonno. Spesso trascurare tali valori può essere considerato andare verso morte certa; ho perso il conto delle volte che, preso dall’esplorazione, mi sono ritrovato affamato, assetato e infreddolito in una grotta buia in cui la mia unica reazione possibile è stata dondolarmi sulle ginocchia piagnucolando finché morte non sopraggiungesse.

Altra cosa fondamentale, che non dipende da alcun parametro in particolare, è data dalle condizioni climatiche avverse. Non è raro che il clima sul pianeta sconosciuto faccia i capricci…alle volte in modi violentissimi! Si va, infatti, da quella che potrebbe essere una pioggerellina primaverile a situazioni degne di gareggiare con alcuni film apocalittici: tempeste, fulmini e tornado in grado di spazzare via tutto in un istante!

Fortunatamente il gioco è particolarmente benevolo, e concede numerose opzioni di salvataggio che possono essere sfruttate dal giocatore. Dai numerosi altarini che si trovano all’interno della mappa, ai checkpoint fino ad arrivare all’opzione del sonno, infatti ogniqualvolta il personaggio dormirà la partita verrà salvata. Insomma, non si avrà più l’ansia di perdere tutto a causa di un salto mal calibrato o per essersi dilungati troppo nella raccolta delle risorse durante una tempesta, componente tipica di molti survival ma che a lungo andare rischia di inficiare l’intera esperienza di gioco, soprattutto se il gioco in questione ha una lore ben definita.

Altra chicca offerta da The Solus Project sono le reliquie e gli enigmi, che aggiungono una buona componente di sfida all’esperienza già parecchio articolata del titolo.

Insomma un gioco parecchio godibile, che però pecca a livello di comandi. Spesso essi risultano legnosi e macchinosi senza un motivo realmente valido, come ad esempio le interazioni ambientali, che devono essere compiute per forza in punti specifici degli oggetti. Tutto sommato questo non inficia gravemente la bellezza del titolo, che rimane un must per tutti gli amanti dei survival e del sci-fi.

The Solus Project

Atmosfere convincenti ed immersive

A completare l’ottimo quadro fornito da The Solus Project troviamo una buona componente tecnica, che riesce a creare un’immersione ambientale perfetta grazie alle atmosfere convincenti a livello grafico ed ai suoni, ambientali e non, che rendono indimenticabile l’esperienza con le cuffie al seguito.

Tutto questo viene valorizzato tenendo conto anche del fatto che il titolo in questione è anche disponibile per molteplici dispositivi atti alla realtà virtuale. The Solus Project vissuto attraverso un visore VR potrebbe essere una delle più belle esperienze vivibili presenti su tali piattaforme in questo momento storico. Ma tranquilli, l’impatto è notevole anche se vissuto su di un qualsiasi schermo.

The Solus Project

Conclusioni

The Solus Project non risulta mai frustrante, riuscendo comunque a garantire un buon livello di sfida. Un’incessante lotta per la sopravvivenza alla ricerca di un qualcosa che possa trarci in salvo dall’eterno oblio, lontani da una casa che nemmeno esiste più.

Il gioco è inoltre dotato di una buona longevità, soprattutto per i giocatori più minuziosi che si dedicheranno alla raccolta dei numerosi segreti presenti, anche se rischia di risultare stucchevole a lungo andare.

Vi ricordiamo infine che The Solus Project è disponibile già dal 7 giugno 2016 per PC(via Steam)e dal 15 luglio 2016 per Xbox One, ma che la versione usata per la recensione è quella Play Station 4/Play Station VR del 18 settembre 2017, disponibile sullo store al prezzo di 19,99 .

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The Solus Project

7.2

Trama

6.5/10

Gameplay

6.8/10

Grafica

7.5/10

Sonoro

8.0/10

Longevità

7.3/10

Pro

  • Particolarmente d'atmosfera
  • Misterioso ed accattivante al punto giusto
  • Ricco di segreti ed enigmi

Contro

  • Noioso a lungo andare

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