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Utawarerumono: Mask of Truth – Ombre sull’Impero – Recensione

“Se vuoi la pace, prepara la guerra” dicevano gli antichi romani, che di guerra (e imperi) si può tranquillamente dire che ne sapessero qualcosa. In questa frase si può racchiudere buona parte delle sensazioni e degli spunti di riflessione che è in grado di dare al giocatore Utawarerumono: Mask of Truth : la necessità di combattere e fare ricorso alla violenza per difendere la quiete e la giustizia, la percezione dell’inevitabilità del conflitto, la frustrazione di non poterlo evitare e la ricerca della forza morale per affrontarlo infatti sono tutte tematiche che il team di sviluppo di questo interessante titolo è riuscito a infondere nella sua opera, e attraverso un lavoro attento di narrazione, e intrattenimento, ha provato a creare un videogioco in grado di divertire e emozionare gli utenti su più piani sensoriali contemporaneamente: in questa sede cercheremo di capire se questo tentativo sia stato un rocambolesco fallimento o un brillante successo.

Cronache di una tempesta all’orizzonte

La storia di Utawarerumono: Mask of Truth riprende esattamente dove si erano fermate le vicende narrate nel suo predecessore, Mask of Deception, caratterizzando sin da subito questo secondo capitolo come sequel diretto del titolo precedente.

Per mantenere questa recensione del tutto priva di spoiler a livello narrativo, che priverebbero totalmente di ogni senso l’esperienza di gioco sia di Mask of Deception che di Mask of Truth, parlando della storia possiamo solo dire che dopo gli eventi del finale di MoD, che hanno portato al feroce scontro tra le forze dell’impero Yamato e i nostri eroi, questi ultimi si trovano ora in una situazione del tutto anomala, dove la quiete dopo la battaglia appena conclusa è solo profetessa di una guerra ancora più truculenta che bussa insistentemente alle porte dell’universo narrativo. I protagonisti dunque, in questo momento divisi a combattere ognuno le proprie battaglie, saranno nuovamente chiamati a riunirsi, e creare un baluardo contro ciò che di malvagio si affaccia all’orizzonte, mosso da malefici burattinai nell’ombra.

Sviluppato da Aquaplus, il gameplay di Utawarerumono: Mask of Truth si dimostra essere un’originale amalgama tra una stragrande predominanza di genere visual novel e forti elementi di gioco di ruolo strategico a turni: infatti a fronte di lunghe scene di dialogo non interattivo, che caratterizzano la parte maggiore dell’esperienza di gioco, il titolo propone anche sporadici combattimenti in cui il giocatore sarà chiamato a prendere il comando di un gruppo di personaggi e guidarli in battaglie che seguono appunto delle meccaniche proprie di un GDR: muovendosi sul campo attraverso un classico sistema a scacchiera, i nostri guerrieri dovranno attaccare gli avversari posizionandosi sulla casella a loro adiacente o comunque adeguata all’arma che impugnano, e inanellare potenti combo di colpi critici basandosi sul tempismo nel premere determinati tasti del joypad. L’equipaggiamento assegnato a ciascun personaggio, così come le opzioni strategiche adottate sul campo e lo sfruttamento dei boost di potere, saranno scelta solamente dei giocatori, che potranno in questo modo dare una loro impronta personale all’esperienza di gioco, nonostante questa sia del tutto ininfluente ai fini della narrazione, che rimane statica e monodirezionale.

Raccontare con le immagini

Il comparto artistico di Utawarerumono: Mask of Truth è fonte di meraviglia, solo lati positivi e assolutamente nessun punto d’ombra. Gestito con una maestria disarmante, questo offre illustrazioni di una qualità sopraffina, create nello stile tipico dei manga giapponesi e degli anime e che riescono a mettere in risalto la ottima caratterizzazione fisica dei molti personaggi e definirne l’espressività attraverso un’arte illustrativa di grande fattura. Le scene video animate che sono presenti all’interno del titolo sono un’altra prova di forza dell’intero comparto: non sono infatti moltissimi i prodotti che all’interno del vasto panorama mondiale degli anime possono vantare una qualità di animazione al livello di quella che presenta questo videogioco.

Per quanto riguarda il comparto tecnico, il titolo presenta davvero poche sbavature, facendosi forte di un frame rate oltremodo stabile, anche grazie alla poca mobilità delle immagini a schermo, di caricamenti dai tempi ridotti e rendendosi piacevolmente user-friendly grazie all’introduzione della possibilità di salvare in qualsiasi momento del gameplay.

In conclusione, Utawarerumono: Mask of Shadow si dimostra essere un riuscito sequel del capitolo precedente, Utawarerumono: Mask of Deception. Presentando un interessante mix tra visual novel e GDR strategico a turni, riuscirà a fare breccia nel cuore più dei fan del primo genere che del secondo, vista l’esiguità delle occasioni in cui i giocatori potranno mettersi alla prova in battaglia.

Nonostante questo la narrazione portata dal titolo risulta di ottima qualità, raccontando una storia avvincente attraverso personaggi ben caratterizzati e con una personalità ben definita. A coronare tutto come ottima cornice è il comparto artistico: questo, di prim’ordine e ottima qualità è uno dei maggiori punti di forza dell’intero progetto, e attraverso di esso Utawarerumono: Mask of Truth riesce a dare un epilogo epico ad una storia veramente emozionante.

Utawarerumono: Mask of Truth

Utawarerumono: Mask of Truth
80

Gameplay

7/10

    Grafica

    9/10

      Sonoro

      8/10

        Longevità/Multiplayer

        8/10

          Trama

          9/10

            Pro

            • comparto artistico
            • comparto sonoro che crea un ottimo accompagnamento

            Contro

            • gameplay apprezzabile dai fan della visual novel più che del gdr

            Pietro Ferri

            Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

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