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Uncharted: L’Eredità Perduta – La spettacolare ricerca della Zanna di Ganesha – Recensione

Dopo poco più di un anno dal quarto e ultimo capitolo della saga dedicata a Nathan Drake, Naughty Dog ha pubblicato lo scorso mercoledì 23 agosto lo spin-off Uncharted: L’Eredità Perduta, che vede come protagonista la bella Chloe Frazer, accompagnata da Nadine Ross.

Fin dall’annuncio di questo spin-off dell’universo di Uncharted, discutendone in redazione, ci erano sorti due importanti quesiti, ai quali cercheremo di rispondere esaustivamente all’interno della nostra recensione, ovvero: “L’assenza di Nathan Drake si farà sentire?” e “Con una protagonista femminile L’Eredità Perduta non rischia di sembrare troppo simile a Tomb Raider?”.

India sacra e mitologica

Uncharted: L’Eredità Perduta non è un’espansione di Uncharted 4: La Fine di un Ladro, ma un vero e proprio spin-off a sé stante; ambientato in India, ci ritroveremo subito nei panni della bella Chloe Frazer, già comparsa nel secondo capitolo della saga primaria, alla ricerca della preziosa reliquia nota come la Zanna di Ganesha, su cui ovviamente non saremo gli unici ad aver messo gli occhi. Un capo “ribelle” locale, Asav, sarà infatti il nostro villain principale in questa missione archeologica in terra indiana, anche lui fermamente intenzionato a recuperare il manufatto per portare a compimento i suoi loschi piani, di cui avremo buon cura di non svelarvi nulla in questa recensione.

A livello narrativo il lavoro di Naughty Dog è nuovamente brillante, e L’Eredità Perduta ci permette di vivere una storia interessante e abbastanza avvincente, ispirata dalla reale mitologia indiana e coaudiuvata da un comparto sonoro/visivo di altissimo livello, con la solita “spettacolarizzazione” a cui la software house ci ha abituato e che consente a tutta la vicenda di scorrere freneticamente fino all’epilogo, alternando le fasi esplorative, quelle platform e gli enigmi ambientali a sezioni prettamente shooter, affrontabili in maniera stealth o a “viso aperto”. La vicenda narrata non è particolarmente originale e non ci sono eclatanti colpi di scena, ma i dialoghi eccezionali e la magistrale interpretazione di attori e doppiatori rendono comunque la trama ben più apprezzabile di molte produzioni cinematografiche blasonate.

Uncharted: L’Eredità Perduta

La storia mette in primo piano, oltre alla ricerca della reliquia e degli indizi utili a localizzarla, il rapporto tra le due protagoniste della vicenda e le loro storie personali, permettendoci di immedesimarci di più nei panni di Chloe e di capire perché la”ladra” sia coinvolta in questa avventura con la bella Nadine Ross, mercenaria vista in Uncharted 4. Le due ragazze rimarranno in costante contatto, anche nelle fasi in cui non saranno entrambe presenti sullo schermo, ed i loro dialoghi (anche opzionali, da ascoltare tutti per sbloccare un trofeo) proseguiranno senza soluzione di continuità per tutte le 6-10 ore necessarie a completare questo spin-off.

Il gameplay offre, come detto sopra, tutte le “feature” già viste in “La Fine di un Ladro”, con un’alternanza ben orchestrata di fasi esplorative e di platforming a quelle da shooter in terza persona, con una variante interessante che sicuramente vedremo affinata nelle prossime produzioni della software house e che spezza un po’ il ritmo “pilotato” di Uncharted: L’Eredità Perduta. Dopo un capitolo introduttivo infatti ci troveremo in una vasta zona sandbox, che potremo liberamente esplorare con la jeep 4×4 e in cui potremo scegliere in che ordine indagare nei numerosi punti d’interesse per la nostra ricerca e per qualche tesoro extra.

Uncharted: L’Eredità Perduta

Le varie zone ovviamente, a livello di gameplay, sono sempre delle varianti delle dinamiche classiche a cui ci ha abituato la serie, ma la libertà di poter esplorare approfonditamente la vasta zona e poter effettivamente decidere l’ordine con cui indagare nei vari siti archeologici incontaminati, permette al giocatore di decidere, solamente in questa fase, con che ritmo progredire nella storia principale e quanto tempo dedicare alle attività extra, tra cui segnaliamo, oltre alle già citate missioni per trovare tesori extra (tra cui 11 monete dei principali capi tribù dell’antica civiltà hindu), la possibilità di effettuare delle foto dallo smartphone di specifici punti panoramici davvero maestosi (anche questi utili per ottenere due specifici trofei) e la scoperta dei numerosi tesori perduti (complessivamente 68).

Per arricchire ulteriormente l’offerta, inoltre, Uncharted: L’Eredità Perduta, oltre a poter essere giocato “stand-alone”, permette ai giocatori di accedere anche al multiplayer PvP e PvE (Sopravvivenza) di Uncharted 4: La Fine di un Ladro senza per forza possedere quest’ultimo.

Uncharted: L’Eredità Perduta

Tra atmosfera indiana e panorami mozzafiato

Artisticamente e visivamente L’Eredità Perduta offre alcuni degli scorci più belli visti finora in opere videoludiche, superando anche le ambientazioni del titolo di cui è un DLC/spin-off. Tutte le location indiane sono dettagliatissime e davvero ispirate anche a livello architettonico, e su PlayStation 4 Pro tutta l’esperienza di gioco si è rivelata fluida e solidissima anche a livello di framerate.

A contribuire alla profondità e alla maestosità dell’ambientazione, come già detto in precedenza, c’è un comparto audio eccellente, con una colonna sonora con frequenti richiami alle melodie indiane, effetti di qualità elevatissima ed un doppiaggio eccezionale, come già visto, onestamente, nell’intera saga dedicata a Nathan Drake. Naughty Dog riesce come al solito a migliorare produzione dopo produzione non solo a livello visivo, ma anche per quanto riguarda la regia ed il gameplay, in continua evoluzione, in cui anche piccole ma significative aggiunte non sono solo un riempitivo, ma offrono maggiore profondità (oltre alla zona sandbox esplorabile, per esempio, sarà possibile sfruttare le abilità di ladra di Chloe per scassinare alcune serrature, in maniera un po’ più semplificata rispetto a quella canonica vista in The Last of Us).

Uncharted: L’Eredità Perduta

In conclusione, Uncharted: L’Eredità Perduta si rivela un’esperienza davvero degna di nota, al pari dei quattro capitoli della saga principale, che ci permette di sperare in nuove avventure in questo universo narrativo e che non fa sentire l’assenza di Nathan Drake nei panni del protagonista, mantenendone i toni ironici e la spettacolarità.

Chloe, soprattutto grazie alla presenza di Nadine, non risulta un clone di Lara Croft anche se le due opere sono e saranno paragonate per forza di cose, visto che continueranno probabilmente ancora per anni a contendersi il ruolo nel mondo videoludico che Indiana Jones ha ricoperto invece in quello cinematografico, in attesa di scoprire come sarà il debutto di Uncharted (con protagonista Tom Holland) nei cinema e di vedere il reboot di Tomb Raider con la bella Alicia Vikander nel ruolo di Lara Croft.

Uncharted: L’Eredità Perduta è di sicuro un titolo da non lasciarsi scappare, che potrà essere una delle migliori produzioni action di questo 2017 e che nulla ha da invidiare ai capitoli “regolari” della saga, con una durata ottima considerando il prezzo, minore (€39,99) di molti titoli con la stessa longevità. Consigliato sia ai giocatori che hanno “divorato” le avventure di Nathan Drake che ai novizi della saga, visto che questo spin-off. seppur richiamando in qualche discorso l’iconica figura di Nathan Drake e condividendone i personaggi dello stesso “universo, può essere giocato tranquillamente senza aver mai provato un precedente Uncharted.

Naughty Dog oramai è una certezza consolidata, che riesce a stupire con uno spin-off tecnicamente meraviglioso e artisticamente sublime, considerando anche il minor tempo di sviluppo utilizzato rispetto alle produzioni maggiori del team. Uniche note “negative” un villain non proprio memorabile e l’intelligenza artificiale dei nemici che ancora non è all’altezza di altri shooter in terza persona, con un cono visivo piuttosto limitato e una routine comportamentale poco variegata e facilmente neutralizzabile.

*Giocato su PlayStation 4 Pro grazie al codice digitale fornito da Sony.

Uncharted: L'eredità Perduta

9

Gameplay

9.5/10

Grafica

9.5/10

Sonoro

9.5/10

Trama

8.0/10

Longevità/Multiplayer

8.5/10

Pro

  • Ambientazione meravigliosa
  • Spettacolare e frenetico
  • Ottima caratterizzazione delle protagoniste
  • Doppiaggio italiano eccezionale

Contro

  • Villain poco memorabile
  • I.A. dei nemici non migliorata

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Paolo Lorenzini

Editor in chief di Serial Gamer, dopo anni di gavetta su diversi portali videoludici ne crea uno nuovo perché crede in un'informazione libera ed obiettiva.

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