Era un giorno dell’ormai lontano 2015 quando Mercurio Loi fece il suo esordio come personaggio di Bonelli Editore nella eclettica serie intitolata Storie mostrandosi per la prima volta in assoluto al pubblico, e da allora il professore ha passeggiato molto e molto a lungo lontano dalla vista per le labirintiche viuzze all’ombra dei gloriosi monumenti di Roma, ma il 23 maggio di quest’anno i passi di Mercurio, intervallati dal ritmico suono del suo iconico bastone lo hanno portato in un luogo deve la strada diventa più ariosa e illuminata, regalando il personaggio alla vista del pubblico della casa editrice milanese.
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Scritto da Alessandro Bilotta e disegnato da Matteo Mosca con un tratto curato, dettagliato e amabile, la primissima vignetta di Mercurio Loi rappresenta una casa sul Tevere, impreziosita (come tutto il primo albo intitolato Roma dei Pazzi) dai colori di Francesca Piscitelli, e inquadra immediatamente quella che è l’ambientazione e l’atmosfera che la storia vuole porre come cornice.
La città di Roma, a detta stessa di Bilotta, è uno degli elementi cardini che hanno contribuito a caratterizzare questo nuovo fumetto: l’immagine di una città grande ma assopita come una gatta al sole e che preferisce poltrire placidamente incurante dei potenti che ne abusano riesce infatti a determinare un ambiente che è si tranquillo e quieto, ma che va conosciuto e capito a fondo per evitare di ritrovarsi in uno scontro tra forze che si contrappongono con violenza, mettendo in pericolo chi tanto incautamente non ha saputo stare al suo posto. La scelta del periodo storico che pone le vicende durante i primi anni del 1800, dunque il momento di maggiore attività dei moti della Carboneria in attacco alla potente e inattaccabile istituzione del Papa Re, si scontra con gli ambienti protetti e ovattati delle aule universitarie dove il nostro Mercurio è professore, creando una contrapposizione che se in questo primo episodio è solo suggerita, con ogni probabilità nei prossimi albi non sarà solo una componente dello sfondo dell’opera, ma un fattivo elemento attivo nella vicenda, anche vista la natura di alcuni dei personaggi fin da ora conoscibili.
I MISTERI DI ROMA
La trama ci porta fin dalla prima pagina a faccia a faccia con uno dei personaggi più vicini al professor Loi, ovvero il suo domestico Ercole, che parlando con una figura al di fuori della vignetta (che potrebbe essere inizialmente scambiata col lettore stesso) rivela che il suo datore di lavoro risulta sparito ormai da quattro mesi e che sebbene il suo assistente Otello sia alla sua ricerca la situazione è comunque preoccupante, in quanto è praticamente certa l’implicazione nei fatti dell’acerrimo nemico di Mercurio, il suo Ex assistente e amico Tarcisio Spada.
Nelle prime pagine dunque dopo questa presentazione dei personaggi volutamente superficiale e capace di incuriosire il lettore a dovere, viene narrato il rapido salvataggio del protagonista dalle grinfie della sua nemesi, che si dimostra però essere solo l’inizio di quello che sarà uno scontro tra i due che durerà per molto tempo ancora e il cui esito è tutt’altro che certo.

UNA PASSEGGIATA COL PROFESSORE
Il primo episodio di Mercurio Loi riesce in poche pagine a presentare quasi perfettamente il suo protagonista, disegnandone un quadro molto preciso attraverso un suo scambio di battute con Otello durante una passeggiata per la assolata Roma. Egli è si riconducibile ad una figura paragonabile a quella di uno Sherlock Holmes, ma provare a sovrapporre troppo i due personaggi rivela il fatto che questi sono più diversi tra loro di quanto ad un primo approccio appaia: Negli ultimi anni siamo infatti stati abituati ad accomunare la figura del detective dall’intelletto superiore a dei tratti caratteriali che lo disegnavano alienato, caustico, scostante e addirittura in certi casi quasi autistico (mi riferisco su tutte alle interpretazioni di Robert Downey Jr e Benedict Cumberbatch) sebbene ovviamente mosso dai valori della giustizia e del Bene.
Mercurio Loi è davvero un supereroe dunque, ma il suo superpotere non si identifica solo nella sua spiccata intelligenza, perspicacia e coraggio, ma nella sua umanità che lo rende così simile e al contempo totalmente diverso da tutti noi.

“Il sarcasmo e il cinismo cominciano a essere sopravvalutati: sono stati scambiati per delle qualità che identificano le persone intelligenti, ma li utilizzano in troppi per esserlo davvero” con queste parole Mercurio si rivolge al suo assistente, Otello (rivelando un’altra componente del suo carattere: la convinzione di fare parte di un elite dettata dalla superiorità dell’intelletto rispetto al resto del popolo).
Otello incarna infatti proprio quella componente sarcastica e caustica che dicevamo poc’anzi essere manchevole dal protagonista, permettendo a quest’ultimo di identificarsi in maniera più definita come estraneo a questa caratterizzazione e rafforzare la sua personalità a discapito di queste connotazioni accattivanti e amate dal pubblico, che riescono comunque ad essere presenti nella figura di un personaggio comunque importante ma diverso dal protagonista.
Il nemico giurato del professor Loi si chiama Tarcisio Spada. Si tratta di un criminale con alle spalle centinaia di delitti e decine di diversificati crimini oltre che uno smisurato odio nei confronti di Mercurio. Sebbene fosse precedentemente stato suo assistente (il medesimo ruolo ricoperto ora da Otello), Tarcisio si presenta come un vero e proprio Supercattivo classico delle storie di supereroi: una nemesi del protagonista anch’essa dotata di un intelletto superiore che però utilizza per fare il male similmente al Moriarty di Sherlock Holmes. È un manipolatore che sembra avere come scopo ultimo quello di sconfiggere Loi in una battaglia la quale non è solo fisica, ma che lambisce tutte le sfere che costituiscono i due contendenti: egli non vuole vedere Mercurio morto, lo vuole vedere inchinarsi davanti alla sua superiorità sul piano intellettivo e strategico. Se ci riuscirà o meno lo scopriremo solo più avanti.

In conclusione Mercurio Loi è un prodotto di sicuro fresco e che va tenuto in grande considerazione con un occhio di riguardo: il nuovo personaggio dell’universo bonelliano riesce infatti a coniugare le più classiche tematiche del Giallo standard che seguono le britanniche figure del celebre Sherlock Holmes e del suo nemico Moriarty insieme ad elementi prettamente italici e nostrani; la grande presenza di citazioni nascoste o meno alla letteratura latina e greca sono infatti in grado di dare una rappresentazione più “mediterranea” e unica al nuovo detective, e il porre la vicenda in una Roma degli inizi del 1800 in bilico tra Carboneria e potere temporale del Papato è l’elemento finale per caratterizzare Mercurio Loi come un supereroe moderno e classico allo stesso tempo, esclusivamente italiano e che promette di farsi amare dai lettori della casa editrice milanese per molto tempo ancora






