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Anthem – Botti all’orizzonte – Anteprima

Anthem

La storia che ci ha portato a vedere uno dei titoli che ha monopolizzato l’evento E3 2017 non nasce poco tempo prima della fiera Losangelina. Il tutto è cominciato con qualche leak pre E3 che annunciava l’esistenza di una nuova IP di Bioware che poteva essere un mash up tra Destiny e The Division, ma senza alcuna conferma nei giorni precedenti all’evento, con un fantomatico nome di Project Dylan che venne ripreso anche da uno degli sviluppatori, intento a postare su Twitter un immagine del famoso cantante rivelando così una possibile presentazione in pompa magna.
Ed è così che in sordina Anthem è stato prima annunciato con un teaser trailer molto spettacolare alla conferenza andata in scena il 12 giugno dedicata ad Electronics Arts, di cui BioWare è una forte ramificazione, poi con i fuochi d’artificio sul palco Microsoft con un gameplay altamente spettacolare che tra qualità grafica e meccaniche di gioco ha fatto saltare dalla sedia non solo gli spettatori in quel di Los Angeles ma anche chi, come noi, era dietro ad uno schermo in preda all’esaltazione e all’euforia.

Un po’ di Destiny un po’ di The Division?

Anthem si è presentato sul palco dell’E3 come un gioco innovativo e diverso da tutti quelli in circolazione e sin dai primi secondi di gameplay sembra proprio volerlo confermare. Il filmato parte in quel di Fort Tarsis, una città fortificata che dovrebbe essere l’hub centrale del nuovo titolo BioWare, e dopo qualche dialogo che introduce in maniera sommaria il mondo di gioco, con animazioni facciali e shader letteralmente di un altro pianeta, il protagonista indossa una tuta chiamata Javelin, ed è qui che inizia il divertimento.
Dalla prima persona alla terza è un attimo, come è un attimo librarsi in aria con la nuova ipertecnologica tuta che ricorda subito il titolo Bungie per qualche aspetto di design, ma che dona al giocatore, da quello che abbiamo potuto vedere, una libertà e sensazioni tali da rendere unico l’approccio al gioco.

Questi esoscheletri ovviamente saranno il punto cardine della produzione, in pratica delle vere e proprie classi modificabili e giocabili a proprio piacere con diversi stili che corrisponderanno ad altrettante armature, per esempio si potrà utilizzare il Ranger che sarà il più equilibrato, oppure il Colossus, un tuta più resistente per attutire i danni subiti dai nemici.
Una volta spiccato il volo grazie ai sistemi di propulsione dei Javelin si nota subito un paesaggio unico e realizzato in maniera certosina tra foreste, grotte e specchi d’acqua, tutto sembra possibile ed esplorabile con la potentissima tuta che potrà andare sia in aria sia sott’acqua mostrando una gran varietà di ambientazioni, che rispecchiano appieno l’idea di base del genere MMO.
Dopo un momento di esplorazione che mostra i muscoli del motore grafico e fa intendere della presenza di un mondo dinamico con eventi vari e diversificati, si passa a sequenze di gioco sulla terraferma nelle quali viene fatta vedere la parte più prettamente shooter del titolo, che sembra prender spunto dai vecchi Mass Effect e affini, con la possibilità di usare determinate abilità e diverse armi da fuoco per abbattere i più crudeli dei nemici.
Ci saranno diversi armamenti offensivi come fucili, lanciarazzi e altri, coadiuvati anche da abilità della tuta che potrà sparare razzi verso i nemici come abbiamo potuto vedere nei video, con la possibilità di disintegrarli creando effetti di luce ed esplosioni sbalorditive e di raccogliere poi eventuali oggetti lasciati cadere a terra, mostrando così un’altra delle principali caratteristiche degli MMO, il loot, con ogni arma che avrà determinate caratteristiche tra cui danno, precisione, range…
Oltre a questo saranno presenti diversi eventi casuali come tormente, segnalate da un apposito messaggio a schermo, che rivoluzioneranno l’ambiente intorno a sé portando detriti e rocce grazie alla potenza del vento che renderà il tutto uno spettacolo visivo non indifferente.

Ovviamente si potrà giocare in compagnia con la demo che inizialmente ha visto la presenza di due giocatori intenti a proseguire combattendo diversi nemici e annientandoli facilmente, successivamente il team è stato ampliato a quattro utenti che una volta uniti si sono diretti verso una tempesta magnetica che probabilmente rappresentava uno degli eventi presenti nel gioco.
Ovviamente questo riconduce subito alle caratteristiche di Destiny e The Division in cui i giocatori potevano unirsi e portare a termine diverse missioni, eventi e raid che hanno portato i titoli ad essere alcuni dei giochi più importanti e rappresentativi del genere MMO su console; per ora ovviamente non sappiamo se tutto questo sarà ripreso anche nell’opera BioWare ma speriamo vivamente nella presenza di modalità analoghe che potrebbero portare ore ed ore di longevità aggiuntive, grazie ad eventi ben strutturati e missioni da portare a termine grazie al gioco di squadra.

Una bellezza per gli occhi

Sin dall’inizio della presentazione il nuovo titolo targato BioWare ha mostrato una qualità e un comparto tecnico davvero all’avanguardia con animazioni facciali che hanno fatto gridare alla perfezione o comunque sia a qualcosa di mai visto nei videogiochi odierni, con una precisione e pulizia davvero impressionanti.
Tutto nella città di Fort Tarsis sembra maestoso e realizzato nei minimi dettagli con la presenza di un mondo vivo che circonda il giocatore, pieno di persone e NPC intenti a portare avanti le proprie attività e a relazionarsi tra loro dando vita ad un clima piacevole e familiare.
Si prosegue anche meglio se è possibile con l’uscita dalla città che fa scoprire al giocatore un mondo unico e diversificato, con la possibilità di attraversare foreste, lande desolate o scorci fantastici dove tutto è riportato alla perfezione, compresa fauna e flora che come per la precedente città fortificata sembrano avere vita propria.
Anche la parte a terra fa vedere qualcosa di incredibile, tra sparatorie ed esplosioni, gli effetti particellari sono veramente spaccamascella portando la qualità generale del titolo ad un livello difficilmente visto precedentemente in un videogioco, concludendo con la sopracitata tempesta che cambia le carte in tavola ma non la bellezza grafica con gli scenari conditi da rocce e detriti, ed un turbinio di effetti finale che sicuramente presagiva qualche altra sorpresa che sarà mostrata prossimamente.

Un gioco che lascerà il segno

Anthem è un titolo che lascerà di sicuro il segno nel panorama videoludico mondiale, se rispetterà le premesse fatte vedere, con una qualità grafica davvero impressionante e un gameplay che promette di essere innovativo e accattivante, che potrà essere arricchito ulteriormente con moltissimi stratagemmi ed eventi per arrivare ad un quantitativo elevato di ore di longevità.
Per ora non sappiamo molto sulla parte relativa alla trama e affini anche se ci aspettiamo grandi cose dato che ad ogni modo è stata già confermata la campagna single-player per gli utenti più solitari, sembra inoltre esserci anche il sistema di progressione dei giocatori con punti esperienza e abilità da sbloccare nel corso dell’avventura, feature classica degli MMO che ovviamente porterà a perfezionare sempre di più il proprio PG. Insomma Anthem sembra davvero un capolavoro annunciato.

Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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