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Tekken 7 – L’arte del combattimento – Recensione

Tekken 7

I figli iniziano amando i loro genitori, in seguito li giudicano. Raramente, se non mai, li perdonano“. Tutto Tekken 7 si racchiude in questa celebre frase di Oscar Wilde, quello che dovrebbe essere l’apice e la fine della saga legata alla casata Mishima, con continui scontri tra i componenti del clan dal colui che lo guida, Heihachi Mishima, passando per Kazuya e Jin, rispettivamente figlio e nipote di Heihachi.

Per chi non conoscesse la celebre serie Tekken sviluppata e pubblicata da Bandai Namco, è un picchiaduro che dalla seconda metà degli anni ’90 ha portato sia nei cabinati sia su console (ed ora anche su PC) il torneo di arti marziali in cui si cimentano i protagonisti, che ambiscono al titolo di “The King of Iron Fist Tournament“.

Tekken 7

La faida finisce… o forse no

Rispetto alle ultime iterazioni della serie, Tekken 7, cerca di portare con sé una trama valida e avvincente cercando di proseguire la faida tra i Mishima e stando a quello che si diceva questo capitolo doveva essere la fine di tutto.

Purtroppo così non è stato, dato che lo Story Mode del gioco è si più accattivante e prende di più rispetto al precedente capitolo ma presenta anche dei buchi di trama e delle scelte inspiegabili, oltre a non chiudere la saga, consegnando al giocatore un titolo che lascia un po’ di amaro in bocca, per delle faccende introdotte e lasciate in sospeso che non vanno a colpire lo story telling.

Sin dalle prime fasi il tutto risulta un po’ raffazzonato e riportato malamente senza scendere nei dettagli, come la presenza della bella Kazumi, moglie di Heiachi e madre di Kazuya, che non viene per niente approfondita, anzi assume un semplice ruolo di comparsa che non le rende per niente giustizia, così come il vicino Akuma, che essendo legato a quest’ultima poteva essere di gran lunga enfatizzato e analizzato nel suo percorso di vita.

Il tutto inizia legandosi a come era finito il precedente capitolo, con la faida tra la Mishima Zaibatsu e la G-Corporation che impazza ed è probabilmente al suo apice; la storia è raccontata da un reporter, il quale ha perso la famiglia per colpa della faida avviata da Jin, l’artefice del caos in cui si riversa il mondo.

Stando a quello che era stato annunciato da Bandai Namco nei mesi precedenti all’uscita, la Story Mode doveva riportare in auge la sezione single player della serie e, per certi versi, riesce nel suo intento con idee molto positive come la narrazione esterna e staccata dalle fazioni del reporter, che riesce a descrivere ottimamente i vari momenti e gli avvenimenti tra i personaggi; purtroppo però alcuni episodi sembrano slegati e non molto emozionanti, con solo qualche scontro degno di nota ed una difficoltà senza senso in alcune situazioni. Infatti il vero momento clou dell’opera è senza dubbio il finale che però, senza starvi a rivelare niente di più, non chiude la saga come si pensava, anzi fa presagire una nuova tornata di scontri e faide a livello mondiale.

Oltre alla campagna, il gioco sarà condito da missioni speciali chiamate “Episodi Personaggio” e riguarderanno ogni partecipante alla storia principale ed altri come il mitico Eddie e Yoshimitsu; tutti i capitoli si svolgono su un solo scontro da due round in cui bisognerà battere il proprio avversario, accompagnati da scene con l’engine di gioco. I combattimenti saranno utili per far scoprire ulteriori dettagli sui personaggi e per farsi un’idea della storia dietro a quest’ultimi, purtroppo però anche questi capitoli saranno abbastanza a se stanti e serviranno solo per allungare il brodo del comparto offline del titolo, che sarà coadiuvato anche dalle battaglie Tesoro, una modalità che permetterà di affrontare una serie di match al fine di salire di livello e sbloccare contenuti sempre migliori tra cui oggetti dedicati alla personalizzazione dei personaggi.

Nel complesso le modalità offline di Tekken 7 offrono una discreta quantità di ore di gioco, con alcune idee interessanti e la presenza della modalità VR che però non abbiamo potuto provare.

Tekken 7

Tekken 7: i pugni prima di tutto

Ma parliamo della parte più importante della produzione, il gameplay, di sicuro una delle note più liete del gioco che si dimostra uno dei più completi ed equilibrati dell’intera saga, con personaggi tutti sullo stesso piano che avranno i loro pregi e i loro difetti ma senza svantaggiare la scelta di qualcuno in particolare.

Nei combattimenti si sentirà tutto il feeling delle scazzottate tra i combattenti con pugni calci e acrobazie che si faranno sentire anche tramite il pad con le vibrazioni del controller che riusciranno a far immedesimare il giocatore nel campo di battaglia.

Sicuramente si fanno sentire alcune modifiche sostanziali al gameplay come la Rage Art, che permetterà ai combattenti di ribaltare le situazioni di svantaggio dato che una volta arrivati in fin di vita si faranno più danni, certo non qualcosa di eclatante e troppo sbilanciato, ma tornerà sempre utile soprattutto se poi saranno unite alla così detta super che sarà disponibile per ogni personaggio, attivabile con una determinata combinazione di tasti oppure in maniera più semplice con il tasto dorsale destro.

La possibilità di utilizzo di quest’abilità si manifesterà con un’aura rossa intorno al personaggio e sarà utilissima per ribaltare le sorti dell’incontro. Oltre a questa sarà presente il Rage Drive, una specie di boost delle mosse base, che si presenterà con un’aura blu, e che permetterà anche di lasciare a terra il nemico per un po’ di tempo attraverso una combo prolungata.

Ma queste non saranno le sole modifiche, infatti è stato eliminato il juggling all’indietro che faciliterà l’approccio dei nuovi giocatori che potranno evitare di essere presi a combo in faccia dopo il primo colpo che scaturiva la possibilità di concatenare indisturbati una serie di colpi.

Tekken 7 quindi si presenta come uno se non il migliore della saga in qualità del gameplay e di equilibrio tra i personaggi con alcune modifiche che lo elevano tra gli altri episodi della stessa serie.

Tekken 7

Combo con stile

Parlando del comparto artistico del titolo, potremo vedere ottime arene e un lavoro certosino nel riportare nel complesso tutti i personaggi, i loro movimenti e i loro costumi che grazie a Unreal Engine 4 vengono rappresentati al meglio, con effetti particellari degni di nota e moltissimi particolari. Tutti gli eroi selezionabili avranno un determinato moveset riportato alla perfezione e con una fluidità non indifferente, inoltre tutti i personaggi saranno personalizzabili con una vasta scelta di costumi e oggetti davvero ben caratterizzati, facendo felici anche gli amanti della personalizzazione.

Da notare anche la presenza di scene epiche in slow motion quando si sferrerà il colpo finale all’avversario e alcuni scenari che potranno essere distrutti una volta che si scaglierà il nemico contro determinate sponde, inoltre un’aggiunta piacevole sarà la possibilità di guardarsi intorno nei vari stage (venti in tutto) grazie alla modalità VR.

Il comparto sonoro si dimostra di ottima fattura, soprattutto per quanto riguarda il doppiaggio che, a parte le classiche voci giapponesi, presenta l’ottima idea di mettere le voci originali dei vari personaggi, come per esempio il nostrano Claudio Serafino con la sua parlata italiana, oppure il mitico Eddie con il doppiaggio in brasiliano, il tutto con sottotitoli in italiano che portano un pacchetto nel complesso validissimo, coadiuvato da effetti sonori ad altissimi livelli che allietano il giocatore nella violenza dei pugni tirati all’avversario.

Tekken 7

L’equilibrio

Tekken 7 riporta la serie in alto dopo il precedente capitolo un po’ claudicante e si innalza soprattutto nel gameplay, dove dimostra di essere probabilmente il titolo più equilibrato di sempre della serie con l’aggiunta di meccaniche uniche come la Rage Art e la Rage Drive che portano una ventata d’aria fresca al combattimento e con l’eliminazione del juggling che faciliterà l’ingresso dei neofiti del genere.

Peccato per alcune mancanze nella modalità single player, con una story mode che poteva essere supportata meglio, soprattutto in alcune sequenze come il background degli sfidanti e i Capitoli Personaggi che di sicuro potevano essere sfruttati meglio.

Tekken 7

Tekken 7
8.7

Gameplay

10/10

    Grafica

    9/10

      Sonoro

      9/10

        Trama

        8/10

          Longevità

          9/10

            Pro

            • Combattimento unico
            • Rage Art buon innesto
            • Roster Equilibrato

            Contro

            • Alcune carenze nella Story Mode
            • Poche modalità Single Player

            Alessandro Reppucci

            Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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