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RiME – Un viaggio bellissimo e toccante – Recensione

Di solito i giochi che “vantano” uno sviluppo frastagliato sono sempre visti con sospetto dalla maggior parte dell’utenza, che dopo una serie di annunci e smentite non riesce a trovare il filo logico dello sviluppo del titolo.
È questa la storia di RiME, un puzzle game incentrato sulla tematica del viaggio che ricorda le opere di Fumito Ueda per la sua bellezza e profondità, annunciato nel 2014 da Sony nelle vesti di publisher, ed inizialmente previsto come esclusiva, ha ricevuto subito un brusco rallentamento, ed eccoci quindi a parlare di un titolo multipiattaforma, con una lunga fase d’attesa durata tre anni conclusa a fine maggio, con l’approdo del titolo di Tequila Works su PC, PlayStation 4 e Xbox One, mentre per la versione Switch ci sarà da attendere l’estate.

Un’avventura toccante

Il titolo di Tequila Works prende il via dalle spiagge dimenticate ispirate al mediterraneo, dove il giocatore vestirà i panni di un ragazzino senza nome che si risveglierà sulla riva del mare, completamente circondato dalla natura, da distese acquatiche a catene rocciose passando per grandi prati e radure. All’inizio lo scopo del gioco non sarà chiaro, bisognerà cercare semplicemente di proseguire tra le varie costruzioni che troveremo, aiutati nell’orientamento da un piccolo volpino, che sarà la nostra guida nel lungo viaggio che andrà a delinearsi col passare del tempo, rendendo sempre più chiare le situazioni a cui assisteremo e addentrandoci in una dimensione praticamente onirica.

Per proseguire il giocatore sarà messo davanti ad una serie di enigmi che una volta superati permetteranno di procedere nell’avventura, si passerà da semplici puzzle ambientali a giochi di luce e rompicapi basati sulla prospettiva, ovviamente man mano che si andrà avanti nel gioco quest’ultimi diverranno sempre più complessi, rimanendo comunque abbastanza di facile comprensione e mai troppo ostici da completare. Potremo trovare meccanismi da attivare tramite la voce del protagonista, che grazie ad un urlo riuscirà a smuovere determinate statue, oppure ricercare negli ampi scenari delle chiavi utili per aprire determinate porte o ancora recuperare sfere di energia che consentiranno di sbloccare tipi speciali di macchinari una volta posizionate nella giusta posizione.
Nelle prime ore di gioco RiME sembra un mero gioco esplorativo in cui seguire la nostra guida all’interno degli scenari, ma basterà proseguire per qualche ora per capire che la vera natura di RiME in realtà è celata e viene fuori alla distanza, passando da un atmosfera quasi gioiosa e spensierata ad una più cupa e seriosa che farà riflettere il giocatore sul senso stesso della vita portandolo a viaggiare insieme al protagonista, prendendolo alla sprovvista con un finale inaspettato che difficilmente lascerà impassibile anche il più duro ed insensibile dei player.

La tematica del viaggio è centrale e cullerà l’utente nelle sei ore circa, dieci cercando tutti i collezionabili, di durata di questa produzione, deliziandolo con viste mozzafiato e colpi di scena finali, rendendo il significato delle ambientazioni, degli avvenimenti e delle situazioni sempre più chiaro avvicinandosi alla conclusione, facendolo capire anche tramite il nome dei cinque capitoli, visionabili dopo la prima run portata a termine, andando a completare un turbinio di emozioni che difficilmente saranno contenibili.

Tra luci, ombre e prospettive

Il capolavoro di Tequila Works risulta semplice e immediato pad alla mano, le uniche azioni che il protagonista potrà eseguire saranno gridare quando ci saranno degli appositi oggetti, ora da animare ora da alimentare come i fuocherelli sparsi per la mappa, e potrà spostare con la sua poca forza dei massi o piccoli cubi, così da attivare determinate piattaforme o aprire alcune porte.

Ovviamente RiME non è un gioco come tutti gli altri, basa la sua esperienza maggiormente sulle emozioni e sensazioni che il giocatore potrà provare nelle varie sequenze, senza combattimenti, senza dialoghi e altre feature che andrebbero ad intaccare una crescita personale all’interno del videogioco che porta il giocatore a capire sempre di più le dinamiche della storia.

Il giocatore dovrà attraversare diversi enigmi che gli verranno proposti all’interno della splendida isola mediterranea che saranno molto differenziati tra loro, variando, come detto in precedenza, da semplici enigmi ambientali, che potremo portare a termine tramite l’utilizzo della voce del protagonista, attivando statue colorate che rilasceranno una sorta di essenza vitale che andrà a ravvivare meccanismi o altri oggetti; oppure saranno presenti enigmi che andranno risolti tramite l’intelligenza e la manualità del soggetto, che malgrado sia molto giovane, riuscirà a spostare qualche masso e cubo in maniera tale da sbloccare intere aree ancora inesplorate.

Oltre a questi sono presenti anche diversi puzzle dedicati a giochi di luce, dove bisognerà posizionare alla perfezione oggetti per far si che le ombre combacino con le figure suggerite, e rompicapi dedicati alla prospettiva nei quali ruotare la visuale grazie apposite strutture per dar vita a porte, sfere, piedistalli e altro.
Tutto questo accompagnerà per mano il giocatore nel suo viaggio e quello del protagonista che farà riscoprire l’io di ognuno di noi tramite sequenze diversificate e variegate non cadendo mai nello scontato e nel banale, e soprattutto senza annoiare, come qualche non amante del genere potrebbe pensare non provando il titolo.

Un toccasana per vista e udito

Ma veniamo al vero e proprio fiore all’occhiello di questa produzione, ossia il comparto artistico, a dir poco stupefacente e ispiratissimo.
Sin dai primi istanti di gioco si capisce che quello tra le mani non è un comune titolo di esplorazione e puzzle solving, bensì un opera unica nel suo genere che colpisce per le ambientazioni e il sonoro che riescono ad accompagnare soavemente l’avventura e le peripezie del giovane ragazzo in quello che sarà il suo viaggio personale pieno di ispirazione.

RiME è un titolo unico che colpisce nella sua trasposizione dei territori ispirati al mediterraneo, passando per ambientazioni desertiche e strutture con componenti meccaniche, ogni ambientazione è ispirata e riesce ad allietare la vista del giocatore che ha la possibilità di scoprire scorci unici e vari in luoghi riportati alla perfezione con colori pastello e tratti delicati.

Ma non solo attraverso la vista RiME si esprime alla perfezione, ma anche nel comparto sonoro, una delizia per l’apparato uditivo che si può assaporare fin dalle prime scene, e che riesce ad enfatizzare i momenti più importanti ed accompagnare alla perfezione anche le parti esplorative del ragazzo sull’isola. Una vera e propria bellezza cristallina che riesce a rapire in qualsiasi momento il giocatore e cullarlo in un mondo che riesce a passare dal sereno e allegro al buio e cupo con una semplicità non indifferente.
Unica pecca del gioco è la presenza di qualche incertezza per quanto riguarda il frame rate, con cali che in alcuni casi saranno evidenti, ma che comunque non intaccano una produzione sopraffina.

Unico nel suo genere

Il titolo di Tequila vale davvero il prezzo del biglietto come si suol dire, un opera unica nel suo genere che riesce a trasportare il giocatore in un mondo realizzato alla perfezione con un comparto artistico che ne fa da padrone, ma non solo, il gioco riesce allo stesso tempo a trattare tematiche importanti che verranno svelate man mano che si andrà avanti nella storia, con una narrazione non lineare e scontata, condita da un colpo di scena finale che riuscirà a stupire la maggioranza dei giocatori.
Magari si poteva osare qualcosa di più nel bilanciamento della difficoltà dei puzzle, che rimangono sempre abbastanza basilari e che risultano essere a volte semplicemente un contorno di questa produzione, e con qualche imperfezione tecnica che però non rovina assolutamente la bellezza di questo gioco.

RiME

RiME
9

Gameplay

8/10

Grafica

10/10

Sonoro

10/10

Trama

10/10

Longevità

8/10

Pro

  • Comparto Artistico Eccellente
  • Finale che colpisce
  • Puzzle vari...

Contro

  • ...forse un po' troppo facili
  • Qualche singhiozzo tecnico

Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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  • Musashi_Miyamoto83

    Un vero capolavoro, ne è valsa la pena aspettarlo tanto. Mi ha preso dall’inizio alla fine, gode di una poetica incredibile, le musiche sono eccezionali e anche se non ci sono dialoghi la narrativa ti arriva dritta al cuore. Non c’è molto altro da dire, è un bellisimo gioco.^^