Multipiattaforma PlayStation 4 Recensioni Recensioni Giochi Xbox One 1

Kona: quando l’open world diventa un giallo – Recensione

Konacover

Il nuovo titolo indipendente Kona, sviluppato da Parabole, è stato reso disponibile all’acquisto da Ravenscourt a partire dal 17 marzo.

Chi ha già avuto modo di leggersi la nostra anteprima dedicata al gioco (che potete trovare a questo indirizzo), sicuramente si sarà già fatto un’idea, e magari anche una propria opinione, sull’investigativo di cui stiamo parlando.

Tuttavia, sebbene avessimo già esplorato a fondo quest’ultimo nel suo periodo “Early Access”, avevamo lasciato in sospeso alcuni fattori determinanti per effettuarne una valutazione completa e finale. Vi erano infatti alcuni dubbi sull’effettiva durata di Kona, sulle dinamiche di combattimento, la profilazione dei personaggi, che si possono conoscere col proseguire della storia, e sui limiti dello stesso open world, elemento chiave su cui si basa l’intero gioco.

Col rilascio definitivo del titolo, disponibile per PC via Steam, PlayStation 4 e Xbox One, è arrivato il momento di mettere la parola “fine” a queste incertezze e di svelare il mistero che si cela dietro all’indie di Parabole.

Elementare Carl…

Come già descritto nella nostra anteprima, il protagonista è Carl Faubert, un investigatore privato originario di Montreal che, grazie al suo fare metodico (caratteristica che, come analizzeremo meglio in seguito, dovremo possedere anche noi per districarci nell’avventura), riesce ad esercitare un certo fascino sulle donne desiderose di smascherare i propri mariti infedeli.

Colpito dalle sue qualità di detective, Hamilton, un importante uomo d’affari di Manastan, decide di assumerlo; Carl, senza pensarci due volte, accetta la proposta, convinto che la tranquilla cittadina nei pressi del lago Atamipek riesca a fornirgli sollievo dalla frenetica routine di città.

Per citare parte della sua biografia: “Il lago Atamipek è il posto perfetto per scappare. Se te ne vuoi andare, te ne devi andare sul serio.” Un modo semplice ma più efficace per rendere l’idea del luogo freddo ed inospitale in cui ci stiamo per recare, che farà da sfondo al nostro giallo glaciale.

Come avevamo già potuto notare nell’Early Access, il protagonista non si esprime mai direttamente attraverso dialoghi o commenti in game ma rimane sempre in disparte, quasi come se fosse sempre intento in una sorta di meditazione mentre un’onnisciente voce narrante non manca mai di descrivere i suoi pensieri, colmando (quasi) ogni tipo di lacuna sull’introspezione, sia per quanto riguarda Carl che per gli altri abitanti e l’ambiente che ci circonda.

La sola eccezione a questo sistema, è rappresentata dall’anziano Rosaire, raggiungibile solo a partire dal 17 marzo, unico NPC dotato di voce propria che, proprio per questo motivo, sembra quasi provenire da un altro pianeta. La nostra tesi sembra trovare conferma nel suo carattere eccentrico: si presenta infatti sì come un vecchio scontroso reduce della seconda guerra mondiale ma anche ironico, quasi comico nella sua decisione di barricarsi nella sua piccola baita col proposito di difendersi da una misteriosa minaccia di cui, probabilmente, non ne conosce nemmeno l’aspetto vero e proprio.

Utilizzando questo stile, quasi letterario, è vero che il gioco sotto alcuni aspetti manca di personalità, lacuna a cui gli sviluppatori hanno evidentemente cercato di porre rimedio in tutti i modi possibili, tuttavia, proprio grazie a questa scelta, Carl ci viene presentato esattamente per quello che è: uno “Sherlock Holmes delle nevi“, che utilizza il suo diario e il suo ingegno come “arma” contro gli enigmi irrisolti, personaggio di cui probabilmente nemmeno lo stesso Arthur Conan Doyle disdegnerebbe affatto.

Dettagli, dettagli e ancora dettagli!

Parabole, col suo recente titolo Kona, ha deciso di optare per un genere di gioco ibrido abbastanza peculiare che, come avevamo già potuto notare in precedenza, si pone a metà strada tra un adventure ed un survival investigativo.

Una scelta che potrebbe essere considerata un vero azzardo, soprattutto sapendo che abbiamo a che fare con una software house indipendente composta da circa una ventina di sviluppatori, ma che hanno saputo intraprendere coraggiosamente e nel migliore dei modi, uscendone quasi invitti.

L’ambiente, che abbiamo visto essere gelido ed avverso a qualsiasi forma di ospitalità, è reso in maniera pressoché esemplare attraverso una grafica nel complesso di buona fattura che mette in risalto un’incalzante bufera che sferza senza pietà le fronde degli alberi e delinea un paesaggio nevoso tipico del Canada settentrionale (chi meglio di una software house canadese poteva riuscirci?).

Anche il comparto sonoro fa la sua parte: la colonna sonora che si ripete in game nelle sue varie sfumature, ed i suoni ambientali che ci richiamano ad una natura quasi incontaminata, tutto si uniscono nello stesso modo in cui si amalgamano i due generi videoludici.

Lo scopo di questo gioco è dunque quello di sopravvivere alle intemperie di questo open world e raccogliere quante più informazioni possibili sulle persone scomparse e sugli strani fatti che si sono svolti nella nordica cittadina.

Detto in questo modo sembra tutto molto scontato e semplice, in realtà non lo è affatto: mettere insieme due generi di gioco quali quello esplorativo e quello investigativo, implica diverse complicazioni.

Nonostante infatti si abbia a disposizione un veicolo per gli spostamenti, spesso ci ritroveremo a perdere un sacco di tempo facendo da spola tra le diverse case isolate sparse per tutto l’ambiente di gioco, al fine di risolvere i numerosi enigmi che ci vengono continuamente proposti uno dopo l’altro. L’ossessiva attenzione per i dettagli può rivelarsi un’arma a doppio taglio, poiché rischia di annoiare tutta una categoria di giocatori che magari si aspetterebbero più azione o, quanto meno uno stile di ricerca meno approfondito e minuzioso (è possibile bloccarsi nel gioco solo perché nella casa dall’altra parte della mappa ci siamo dimenticati di esaminare una bottiglia od un bidone dell’immondizia).

D’altro canto, chi avrà la pazienza di prendere confidenza con le meccaniche di questo titolo ed è amante del genere, troverà conforto nella meticolosità con cui è affrontato il lato investigativo e sollievo nell’esplorazione di un incantevole quanto inquietante paesaggio lacustre.

L’unica pecca è rappresentata dai caricamenti, spesso frequenti e in momenti casuali, che talvolta rischiano di diventare lunghi e frustranti, soprattutto se anteposti ad un incontro con uno o più lupi o se ci si sta spostando per mezzo del nostro pick-up di colore rosso mattone.

Un lieve sospiro di action

La nostra anteprima di Kona ha lasciato in sospeso un grosso interrogativo a cui, per motivi di incompletezza della trama durante l’Early Access, non siamo stati in grado di rispondere: “Saranno presenti anche delle fasi di combattimento o queste ultime ricopriranno solamente un ruolo marginale?”.

Nel corso dell’avventura infatti Carl riuscirà a disporre di un vero e proprio arsenale, che spazia tra accette, martelli, piede di porco e perfino una pistola ed un fucile bolt-action, questi ultimi dotati, tra l’altro, di un sistema di puntamento studiato ad hoc con estrema precisione e realismo che prevede il tremolio della mano.

Anche gli stessi elementi survival, rappresentati dagli indicatori di sopravvivenza in alto a sinistra del nostro schermo (rispettivamente salute, temperatura e sanità mentale), variano a seconda degli incontri che possiamo fare: se per esempio un lupo ci sbarra la strada, Carl si agiterà e la barra verde della psiche calerà vistosamente.

Come se non bastasse, gli stessi oggetti consumabili, come per esempio il kit di pronto soccorso o gli anti dolorifici, che troveremo in quantità nel corso della nostra esplorazione, sono un richiamo ad elementi action.

Tuttavia, come sappiamo per certo, il nostro protagonista non è un soldato ma un investigatore privato di città… Perché dunque introdurre una tale quantità di oggetti “da combattimento”?

Di sicuro gli sviluppatori hanno voluto optare per uno stile più investigativo, dando agli scontri un ruolo esclusivamente marginale. Potrebbe dunque essere questa la risposta alla domanda iniziale ma, ad ogni modo, permane il dubbio sull’effettiva utilità di questo arsenale, al punto che ci si potrebbe chiedere se non fosse stato meglio eliminarlo almeno in parte, in modo inquadrare da subito il giocatore, che con la presenza di questi elementi potrebbe rimanere spaesato, nell’ottica del gioco.

Mistero risolto

Nonostante qualche lieve difetto di caricamento e qualche dubbio sul gameplay, Kona rimane a tutti gli effetti un gioco sorprendente.

La sua longevità, che si aggira intorno alle 8/10 ore di gioco, è pienamente compensata dal prezzo d’acquisto di €19,99.

È lodevole e degno di nota il fatto che una software house indipendente, costituita da non più di venti persone e coi mezzi che aveva a disposizione, sia riuscita nell’intento di creare un titolo così elaborato, sia dal punto di vista del genere, che da quello del comparto grafico.

Parabole ha sicuramente dato il meglio di sé nella realizzazione di questo investigativo che ha raggiunto risultati importanti e questo la dice lunga su cosa si possa realizzare in ambito videoludico semplicemente mettendoci la passione che un progetto di questo tipo richiede, anche senza la strumentazione più avanzata disponibile sul mercato.

Svelati gli ultimi misteri che si celavano dietro a questo gioco, possiamo rilassarci e goderci quanto quest’ultimo ci riserva… Ma non senza una coperta e una cioccolata calda!

Kona

7.8

Gameplay

7.5/10

Grafica

9.0/10

Sonoro

8.0/10

Trama

7.5/10

Longevità

7.0/10

Pro

  • Ambiente e grafica definiti molto bene
  • Ampio open world
  • Comparto sonoro ispirato
  • Grande attenzione per i dettagli...

Contro

  • ...Forse anche troppa
  • Caricamenti random a volte snervanti
  • Dubbiosi elementi action

Paolo Manini

Deputy Editor e Webmaster di Serial Gamer: anni di esperienza in videogiochi e siti web, tra un articolo e l'altro mi diverto a fare il gesto dell'ombrello a server e CMS vari.

Potrebbero anche interessarti