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Tales of Berseria: è così che muore la libertà, sotto scroscianti applausi! – la nostra recensione

Tales of Berseria

A 5 mesi dall’uscita giapponese, oggi presentiamo la recensione di Tales of Berseria, 16° titolo della main line sviluppata da Bandai Namco Entertainment.

Rilasciato nella terra del Sol Levante su PlayStation 3 e PlayStation 4, Tales of Berseria è disponibile in Occidente su PlayStation 4 e su Steam. La versione provata per la recensione è la versione PlayStation 4 giapponese uscita il 18 Agosto 2016.

Tales of Berseria fu presentato al Tales of Festival del 6 Giugno 2015 proprio dalla doppiatrice di Velvet, Rina Satō, solo sottoforma di teaser e gli furono dedicati 2 episodi dell’anime Tales of Zestiria The X, che andarono in onda in Giappone pochi giorni prima dell’uscita del gioco nella terra del Sol Levante. Questa produzione celebra inoltre il 20° anniversario della serie.

La trama

Tales of Berseria fa da prequel al suo predecessore Tales of Zestiria e, anche se non è necessario averlo giocato per godersi la storia, contiene numerose citazioni dal predecessore che alcuni in quel caso non riusciranno a cogliere.

Ci troviamo diverse migliaia di anni prima degli avvenimenti di Tales of Zestiria, nell’Impero di Midgand. Vestiamo i panni di Velvet, giovane ragazza di 19 anni in viaggio verso la capitale Lōgress, alla ricerca dell’uomo di cui si intende vendicare a causa degli avvenimenti del prologo avvenuto 3 anni prima.

Come tipico dei Tales of, incontreremo lungo il cammino diversi personaggi che si uniranno alla squadra, ognuno inizialmente con diversi obiettivi. Nel corso della storia, scopriranno di avere un nemico comune e da lì il legame tra i personaggi inizierà ad intensificarsi.

Un viaggio che ci insegna i misteri della Malevolenza, il lato oscuro del cuore umano, e che forse non sempre il termine “giustizia” viene usato nel modo corretto. Il tema del gioco, particolarità di ogni titolo della serie, è “l’RPG in cui si scopre la propria ragione per vivere“, che secondo me questa produzione riesce a sviluppare molto bene.

Non mancheranno citazioni dai precedenti capitoli, sia in termini di storia che in termini di gameplay e che sicuramente i conoscitori della serie noteranno.

I personaggi

Come già detto, la protagonista della storia è Velvet Crowe. Particolarità del personaggio è quella di essere un anti-eroe, cosa che si è vista raramente in questa serie dal punto di vista del protagonista.

Il suo personaggio cresce a tratti, partendo da un’allegra ragazza di 16 anni che si prende cura del fratellino malato, ad un mostro in cerca di vendetta 3 anni dopo. Il suo freddo comportamento si dipana piano piano grazie all’aiuto del co-protagonista Laephicet, uno Spirito che apparteneva all’Ordine degli Esorcisti, e dalla presenza del suo alter-ego: Eleanor Humes. Questo trio cresce insieme ed è capace di creare atmosfere divertenti, serie ed anche tristi.

Un altro ottimo personaggio è Eizen, grande fonte di sapere e citazione importantissima a Tales of Zestiria. È un personaggio che sa farsi adorare nonostante non se ne conosca il precedente background storico. A volte divertente, a volte serio, Eizen è un uomo d’onore, cosa che lo porterà a scontrarsi con un’altra icona di questo universo in una bellissima sidequest.

Molto più lenti ad ingranare, invece, sono Rokurō e Magilou, il primo perché non ha un background particolarmente caratterizzato, la seconda poiché la verità sul suo conto si scopre solamente verso il 75% del gioco, ponendola molto in sottofondo per buona parte dell’avventura.

Rokurō è il tipico mercenario, erede di una scuola di uno stile di lotta con la spada. Apparentemente senza cuore a causa della trasformazione in Gōma, è in realtà molto attento a ciò che capita attorno a sé, ed è capace di offrire un’opinione che spesso ha effetti positivi su Velvet.

Magilou è la spalla comica del gruppo, ma ha dalla sua parte una grande saggezza nascosta nell’ombra del divertimento. Impareremo però, che tali personaggi amano indossare delle maschere.

GAMEPLAY

Tales of Berseria si basa molto sul Battle System del suo predecessore. Il Battle System in questo titolo si chiama Liberation Linear Motion Battle System (Liberation-LMBS), parzialmente studiato già in Tales of Zestiria tramite una Skill passiva e reso definitivo in questo nuovo episodio del brand.

Per la prima volta, i personaggi potranno muoversi in totale libertà nell’area di battaglia senza alcun vincolo. In aggiunta, ora si possono assegnare Arti ad ogni singolo tasto anziché solo al tasto X o O, più altre 4 estensioni disponibili tenendo premuto il tasto L1, mettendoci a disposizione 20 slot per creare le nostre combo preferite.

Differentemente da Tales of Zestiria, ma in modo totalmente simile, in Tales of Berseria i personaggi hanno a disposizione 5 slot Anime, e cominciano la battaglia con 3 di questi già pieni. Queste determinano il numero di azioni a disposizione, alla fine del quale la combo termina con un effetto knockback.

Stunnare, infliggere danni critici od uccidere un nemico, aggiunge un’Anima al nostro contatore. Ogni personaggio ha inoltre un’Abilità speciale chiamata “Break Soul“, ognuna con effetti speciali unici per personaggio e che consuma un’Anima per ogni utilizzo, ricaricando conseguentemente di una il contatore nemico.

La stessa cosa vale per i nemici, in quanto anche alcuni di loro dispongono di Break Soul dedicate. Non mancano le notorie Arti Mistiche, 4 a disposizione per ogni personaggio, molte delle quali sono citazioni di Arti Mistiche apparse in precedenti titoli della serie.

Per quanto riguarda l’esplorazione, rimane invariata da Tales of Zestiria la dinamica degli scontri “avvantaggiati” e “pericolosi” che, rispettivamente, concedono un’Anima in più ad inizio battaglia ed i nemici partono con meno Punti Vita, mentre nell’altro caso il party inizia con un’Anima in meno ed i nemici sono di più e ad un livello maggiore.

È stata aggiunta anche una nuova meccanica, ovvero “Nemici Erranti”, una sorta di mini-boss accompagnati da nemici generici invincibili presenti come distrazione, che possono comparire casualmente a fine battaglia. Le probabilità aumentano con l’aumentare della difficoltà.

Non mancano inoltre i “Codici Rossi“, eredi dei famosi “Giganto Monster“, cacce presenti sia nei field che nei dungeon con tanto di ricompensa, che possiamo ricevere da un NPC presente in ogni città o porto. Abbiamo inoltre ciò che si definiscono “Neko Spiri“, sfere luminose presenti ovunque nelle varie mappe e che, una volta accumulato un certo numero, ci permette di aprire forzieri speciali contenenti un “Nekonin“, icona presenti in alcuni titoli della serie, ed eventualmente un accessorio decorativo.

Differentemente dal predecessore, Tales of Berseria mischia l’utilità dell’equipaggiamento con la crescita di livello, non penalizzando chi non si sforza più di tanto sul primo dei due aspetti anche ai livelli più alti.

La grande differenza si inizia però a sentire durante i contenuti extra, decisamente più difficili e che richiedono una degna preparazione. In termini di equipaggiamento, ogni pezzo possiede tre tipi di Skill: “Master Skill“, “Skill di Potenziamento” e “Random Skill“.

Le Master Skill si apprendono equipaggiando l’oggetto e combattendo l’affinità con esso aumenta. Completata l’affinità, la Master Skill rimane nell’elenco delle Skill sbloccate anche se l’oggetto equipaggiato viene sostituito.

Le Skill di Potenziamento si sbloccano potenziando l’arma al negozio ed aggiungono un tocco di utilità. Le Random Skill sono drop casuali, ogni arma può averne un massimo di tre, ma dovete prima sbloccare una gemma affrontando determinati boss o alzando il livello del negozio.

Inizialmente, ogni arma avrà al massimo una Random Skill di Rango 1. Il “Rango” indica l’efficacia dell’abilità, ognuna delle quali ha 4 livelli. Per sbloccare ranghi superiori, anche in questo caso è necessario affrontare determinati boss o alzare il livello del negozio.

Abbiamo poi le “Esplorazioni Navali“, che ci permettono di scovare tesori da rivendere, nuove ricette ed accessori decorativi. È una meccanica del tutto passiva, si tratta di lasciar passare il tempo e ricevere la ricompensa. Mano a mano che la nave salirà di livello, sbloccherete delle abilità che renderanno le esplorazioni più efficienti. Non mancheranno anche qui le citazioni a precedenti titoli della serie.

Abbiamo infine la “Cucina“, meccanica sempre esistita e che non ha esattamente bisogno di grandi spiegazioni. Unica peculiarità, è possibile attivare una ricetta durante la battaglia ed una a fine battaglia, cosa che vi permette di fare scelte azzeccate in termini strategici. Ogni personaggio può infondere inoltre uno di tre possibili effetti aggiuntivi, sbloccabili salendo di livello semplicemente facendoli cucinare.

Esiste inoltre un oggetto chiamato “Rheaboard”, mezzo di trasporto utilizzato per esplorare più velocemente un’area, anche se richiede al giocatore di trovare un certo sigillo prima di poterla utilizzare. Questa meccanica non è inoltre disponibile da subito.

Completano la lunga lista di attività i minigiochi, che personalmente non ho molto esplorato, la cui utilità è accumulare “Tales Coin” per comprare accessori decorativi o alcuni materiali per il potenziamento dell’equipaggiamento.

GRAFICA

Il character design di Tales of Berseria è stato affidato a 4 diverse persone: Mutsumi Inomata, Kōsuke Fujishima, Minoru Iwamoto e Daigo Okumura.

I primi due sono nomi noti per quanto riguarda il character design. Minoru Iwamoto si è occupatp, oltre che di Berseria, di Tales of Vesperia, Tales of Zestiria e gli “Escort Titles” Tales of the World: Radiant Mythology 1 e 2.

In quanto a Daigo Okumura, ha lavorato a Tales of Symphonia, Tales of Vesperia, Tales of Xillia 2 e Tales of Zestiria, oltre che di diversi Escort Titles e Tales of Link per Mobile.

Per quanto riguarda la qualità in game, i personaggi sono molto particolareggiati e risultano ben dettagliati, come ci si aspetterebbe dalla versione PlayStation 4.

Se però i personaggi brillano per presenza, d’altro canto i paesaggi compensano in negativo. Il problema è che Tales of Berseria fu inizialmente sviluppato su PlayStation 3, cosa che purtroppo è abbastanza evidente.

Sebbene ogni area presenti una gran quantità di dettagli in confronto ai predecessori, la presenza di forte aliasing dovuto all’upscale col passaggio a PlayStation 4 rovina l’ottimo lavoro svolto in termini di bellezza visiva. Sebbene i porti sembrano quasi una copiatura dei porti in Tales of Xillia 1 e 2, il resto delle aree, anche se nulla di completamente nuovo paragonato agli altri titoli della serie, differiscono l’una dall’altra.

Le cutscene animate sono state disegnate dallo studio Ufotable, ottima casa d’animazione che ha seguito diversi lavori della Type-Moon quali “Shingetsutan no Tsukihime“, “Kara no Kyōkai” e Fate/Zero, oltre ad essersi occupati di Tales of Zestiria e del relativo anime “Tales of Zestiria The X“.

Purtroppo non sono tante, tipico della serie, perciò non possiamo godere dell’ottima qualità che lo studio è in grado offrire.

SONORO

La colonna sonora di Tales of Berseria è stata composta da Motoi Sakuraba, storico compositore della serie. Sakuraba è uno di quei compositori che ami o odi e diciamo che non pecca né brilla. Alcune tracce possono piacere, ma spesso si finisce il gioco dimenticando la maggior parte delle musiche di background dei dungeon e delle città. Molto belle, invece, sono le musiche di battaglia. Il tema di apertura è stato composto dal gruppo musicale “Flow” e si intitola “Burn“. Trovo che il testo della canzone sia in linea col tema del gioco.

Conclusioni

Con una trama abbastanza dark, i cui protagonisti fungono da anti-eroi, Tales of Berseria fa colpo su tutti coloro che amano avere qualcosa di diverso dal tipico eroe del bene. Come longevità, è degno dei giochi di ruolo degli ultimi anni, con parecchie ore da dedicare alla trama principale, ed altrettante ore di storie secondarie. Ho trovato il Liberation-LMBS come il passo avanti migliore dal punto del Battle System, qualcosa che ho sempre desiderato in un Tales of con questo tipo di telecamera.

I personaggi sono molto divertenti da usare, e le varietà di stile sanno accontentare tutti. Per me è una gran cosa essere in grado di divertirsi con ogni personaggio a prescindere dalla tipologia di offensiva. Graficamente ottimi personaggi bilanciati da ambienti che sentono il peso di un motore grafico troppo vecchio per definirsi di questa generazione.

Un sonoro che, anche se ben azzeccato in maniera situazionale, pecca nel fatto che poche tracce veramente belle sanno colpire, grazie anche a scene studiate ad oc. In generale, Tales of Berseria è un buon gioco da cui partire come neofiti, in quanto più simile ai canoni che definiscono un Action.

Tales of Berseria

7.6

Gameplay

9.0/10

Grafica

7.0/10

Sonoro

6.0/10

Trama

8.0/10

Longevità

8.0/10

Pro

  • Buona longevità, in grado di occupare 20-30 ore solo con la storia principale, e fino ad anche 60 ore completando tutti gli eventi.
  • Buona caratterizzazione degli ambienti, che li fanno sembrare più realistici.
  • Gli stili di battaglia dei personaggi permettono di accontentare diverse fasce di giocatori.
  • Alta rigiocabilità, grazie alla presenza del ben noto Grade Shop, che facilita la seconda esperienza di gioco.
  • Si torna alle origini, quando l'equipaggiamento non penalizzava i giocatori al punto da rovinare l'esperienza di gioco.

Contro

  • Gli ambienti peccano dal punto di vista qualitativo, a causa della programmazione su PlayStation 3.
  • I nemici sono pure copie prese dal predecessore.
  • La soundtrack ha poche tracce che rimangono nel cuore.
  • Parte del background dei personaggi è raccontato attraverso missioni secondarie, col rischio di saltarle a meno che non si esplora tutto per bene.

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