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Rust Console Edition – Non è facile sopravvivere, nemmeno su console – Recensione

Sviluppato da Facepunch Studios e pubblicato da Double Eleven, Rust è un survival/shooter in prima persona disponibile su PC dal 2013 e ora finalmente, dallo scorso 21 maggio, anche su PlayStation 4 e Xbox One (e tramite retrocompatibilità anche su PlayStation 5 e Xbox Series X|S). Il titolo ha acquisito un’ancora maggiore popolarità su Twitch e YouTube durante questo anno e fischia di pandemia, periodo in cui ha raggiunto i picchi massimi di giocatori presenti online su Steam, scopriamo il perché Rust ha avuto così successo e se si comporta altrettanto bene su console, nella nostra recensione approfondita.

Svegliarsi in mutande di fianco ad un freddo mare

Esattamente come per la versione PC, in Rust non è presente un tutorial e una volta scelto un server (da 100 persone), che sia esclusivamente composto da giocatori della stessa piattaforma o in cross-platform con l’altra (solo tra console e non con PC), verremo catapultati sulle rive di un freddo mare, su una grande isola, con addosso solo biancheria intima e nell’inventario una roccia e una torcia, e con questo misero equipaggiamento dovremo sopravvivere ad una quantità di minacce da far sembrare la location di Lost simile a DisneyLand.

Rust non ha una vera e propria lore, né una trama. Ci troveremo infatti catapultati in una gigantesca isola post-apocalittica con diversi biomi in cui dovremo cercare di sopravvivere, cercare risorse e materiali, crearci un rifugio per poi progredire attraverso ricerche, fucine e banchi da lavoro per passare da strumenti primitivi in legno, a quelli in pietra, a quelli in metallo per arrivare ad armi ed equipaggiamenti moderni come pistole, fucili e suite da combattimento.

Inizialmente come detto avremo a disposizione una pietra, con la quale potremo spaccare alberi e rocce, che forniranno legno e pietre che insieme al tessuto di canapa saranno le principali risorse da cui iniziare a costruire i primi rudimentali vestiti, per proteggerci dal freddo (e in minima parte dagli animali, dagli NPC e dagli altri giocatori) e strumenti, come arco e frecce, lance, martelli, asce e picconi.

A minacciare la nostra sopravvivenza però non saranno solo gli elementi sopra citati, ma anche la sete, la fame, le radiazioni sparse in alcune zone della mappa. Rust è un gioco punitivo, che non permette salvataggi e non ha zone sicure, e ad ogni morte si respawna con l’equipaggiamento iniziale su un punto casuale in riva al mare.

Anche costruendo un rifugio e migliorandolo man mano che scopriremo nuove lavorazioni, difese e materiali, non è detto che mentre siamo scollegati o mentre stiamo lavorando all’interno del rifugio, gli altri player non decidano di attaccarci, minando tutto ciò che abbiamo ottenuto in ore ed ore di gioco. Sì può morire tanto nelle fasi inziali, quando il nostro corpo provvisto solo di un paio di mutande non offre altro loot che la propria carne e le proprie ossa agli altri giocatori, sia dopo decine di ore di gioco, per mano di un giocatore meglio equipaggiato o per un momento di distrazione. A questo proposito, occorre specificare che le costruzioni ed i rifugi, che possono essere protette man mano con tecnologie sempre più efficaci, da serrature classiche con le chiavi, a quelle che richiedono un tesserino magnetico passando per trappole e lanciafiamme che si innescano con la vicinanza, sono permanenti per circa un mese. Per un bilanciamento del gioco, infatti, ogni mese tutte le strutture vengono smantellate dal riavvio dei server, così come i progressi e l’equipaggiamento accumulati, e l’unica cosa che rimarrà nell’inventario saranno i progetti e le ricerche, che non dovranno essere nuovamente appresi. In questo modo il gioco è costantemente appetibile per i nuovi giocatori non avranno grossi svantaggi, a parte l’esperienza complessiva in termini di dinamiche di gioco, cosa che comunque fa una bella differenza. Con il reset dei server inoltre la mappa cambia la posizione dei vari biomi in maniera procedurale, in modo da non dare punti fissi di riferimento e aumentare ancora di più il grado di sfida.

Un fattore che può sicuramente aiutare a velocizzare la progressione è giocare a questo titolo con un po’ di amici, perché creare una comunità che si aiuta e si protegge aumenta non di poco le possibilità di sopravvivenza, così come allearsi con giocatori sconosciuti presenti nei server, anche se ovviamente questa scelta ha i suoi rischi e i tradimenti sono dietro l’angolo; durante la nostra prova infatti siamo stati traditi più volte durante alleanze improvvisate e ci siamo ritrovati ad essere carne da macello e a respawnare desolati su una spiaggia casuale con le nostre solite mutande, torcia e roccia.

Un porting fedele, per questo un po’ datato

Dal punto di vista dei comandi, i ragazzi di Facepunch hanno ottimizzato in maniera molto buona i comandi sul controller, con la possibilità di richiamare l’inventario ed i menu in maniera rapida con le frecce direzionali ed una mappatura classica dei tasti per le funzionalità di crafting e di shooting/combattimento. Il tutto è intuitivo e dopo qualche ora di apprendimento (e sicuramente un po’ di morti per mille motivi diversi, tutti da scoprire) sarà facile barcamenarsi tra le principali attività di Rust. Chi arriva da esperienze su PC però potrebbe non trovare molto semplice il passaggio da tastiera e mouse a controller.

La parte grafica è ovviamente un porting fedele della controparte PC, che essendo ormai datata otto anni non appare sicuramente al pari di opere videoludiche AAA, con volti e animazioni non curatissime, modelli 3D dei personaggi e degli ambienti non proprio ben definiti e texture in bassa risoluzione che non fanno di certo gridare al miracolo. Il framerate è generalmente stabile anche se abbiamo in più di un’occasione riscontrato, durante la nostra prova, riscontrato dei rallentamenti e alcuni freeze che ci hanno fatto perdere anche i progressi di diverse ore di gioco (anche se segnaliamo che non essendo ancora ottimizzato per le console next-gen, questo può capitare su PS5, Xbox Series X e Series S ed eravamo stati avvertiti dagli sviluppatori).

Il comparto audio propone effetti sonori che appaiono non sempre realistici e poco differenziati, per esempio camminare e correre su diverse superfici non offre particolari differenze sonore ed in generale anche i rumori dei combattimenti e del crafting risultano sufficienti senza mai arrivare ad un livello superiore.

In conclusione, Rust Console Edition è un porting fedele della versione PC del titolo, che sicuramente può far gola a chi ama il genere survival per le sue tante dinamiche, per l’ottimo sistema di progressione e crafting e proprio perché è un titolo con un tasso di sfida elevato e molto punitivo. Un gioco che è consigliato a chi ha un gruppo di amici con cui giocarlo, per mitigarne l’estrema difficoltà e a chi non possiede un PC performante e ha sempre voluto provare quest’esperienza, magari perché visto in live su Twitch e Youtube. Purtroppo il comparto grafico e tecnico non è eccellente e risulta abbastanza datato, cosa che non ci permette di dare a Rust una valutazione superiore.

Versione testata: Xbox, su Xbox One, Xbox Series X!S, grazie ad un codice digitale fornito dal publisher.

Rust Console Edition

€49,99
6.6

Ambientazione

7.0/10

Grafica

6.5/10

Gameplay

7.0/10

Sonoro

5.5/10

Longevità

7.0/10

Pro

  • Meccaniche di gameplay complesse e ottima progressione e crafting
  • Tasso di sfida elevato
  • Con gli amici da parecchie soddisfazioni...

Contro

  • Comparto tecnico-grafico piuttosto datato
  • Molto punitivo
  • ...ma piuttosto frustrante da soli

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Paolo Lorenzini

Editor in chief di Serial Gamer, dopo anni di gavetta su diversi portali videoludici ne crea uno nuovo perché crede in un'informazione libera ed obiettiva.