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Freud’s Bones: Giochiamo con il padre della psicoanalisi – Anteprima

Il 6 luglio sarà una seconda data di nascita per Sigmund Freud perché su Kickstarter arriverà “Freud’s Bones”: un punta e clicca sviluppato da Fortuna Imperatore (Game Designer autodidatta, laureata in psicologia e
con un master in filosofia) dove vestiremo i panni di una voce nella testa del padre della psicoanalisi e con lui analizzeremo pazienti e cercheremo di guarirli dal loro dolore.

Questo indie italiano è anche stato inserito nel progetto Game To Human (G2H) che è nato il 20 febbraio del 2020 ad opera di IIDEA (Italian Interactive Digital Entertainment Association) per promuovere il videogioco e il suo impatto positivo nella società moderna. Bando ai convenevoli: ora parliamo della demo di gioco che ci è stata consegnata in anteprima per testarla.

IL GIOCO

Il gioco, oltre alla meccanica “punta e clicca” tipica del genere, ha una forte componente narrativa e nozionistica e questo è sia un punto a favore che a sfavore: leggere molte informazioni per alcuni giocatori potrebbe risultare
noioso, nonostante in realtà sia estremamente interessante ed istruttivo.

In “Freud’s Bones” entreremo nella mente tormentata di un uomo del calibro del celeberrimo psicanalista e cercheremo di salvare i pazienti come di salvare lui dai suoi demoni interiori, la meccanica del quaderno dei
pazienti con tutti i dettagli su di loro è interessantissima e aiuta nell’immedesimazione con il lavoro dello psicologo: si potrà scegliere come si desidera sia interagire con Freud sia come curare le persone che vengono
nel nostro studio in cerca di aiuto.

Avremo a nostra disposizione anche un taccuino del tutto personale nel quale troveremo dati su Freud, sulla sua salute e il suo stress, poi potremmo consultare enciclopedie con testi autentici, leggere libri e lettere: insomma vivere la vera vita del padre della psicanalisi dall’unico punto di vista che ancora nessuno aveva affrontato, ovvero quello umano.

Passando al lato tecnico la demo non presenta bug o interruzioni, è programmata bene considerandone la semplicità che, in questi casi, è solo una nota positiva perché aiuta il giocatore a concentrarsi sulla narrativa
piuttosto che nella complessità del gameplay, che risulta così molto scorrevole e facilmente comprensibile.

La grafica non particolarmente dettagliata è molto gradevole e ben animata, i colori stessi e le forme portano il giocatore in un mood di rilassamento mentale e lo aiutano a concentrarsi più nei testi scritti che nei concept intorno a lui (ancora una volta una nota estremamente positiva); musica e reparto suoni azzeccati e a tema con il gioco.

IN CONCLUSIONE

La demo di “Freud’s Bones” è una buona partenza per un progetto ambizioso che potrebbe trovare un bel posto nel mondo degli applied games sia per il suo tema (la psicanalisi di Freud) che per l’approccio ludico ad un argomento delicato, perché provare a capire la mente delle persone e cercare di aiutarli è sempre un qualcosa di positivo. Attendo speranzosa il suo arrivo su Kickstarter e, come developer italiana anche io, mi auguro che altri oltre a me colgano la bellezza di questo gioco nella sua autenticità.

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