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Best of 2019: un anno da ricordare – di Alessandro “Sbambo” Reppucci

Un altro anno se n’è andato e con lui anche la decade 2010/19 è stata archiviata, portandosi dietro capolavori senza tempo e opere videoludiche che rimarranno nella storia. Anche questo 2019 ci ha portato tra le mani avventure e prodotti che difficilmente scorderemo e di cui si parlerà per diverso tempo con il ritorno di un “visionario” come Hideo Kojima con la sua prima opera dopo la separazione da Konami, Death Stranding, ma anche la nuova fatica dei ragazzi di From Software che stavolta hanno fatto coppia con Activision per Sekiro: Shadows Die Twice. Il migliore del 2019 per me? Scopritelo qui di seguito!

3° Posto: Borderlands 3, l’arte del looter shooter

Il looter shooter per eccellenza torna con il suo terzo capitolo portando tutta la sua esuberanza e comicità fuori dagli schemi ad un livello ancora più alto. Ovviamente la formula rimane invariata dal suo predecessore ma non per questo il titolo è da sottovalutare, lo shooting è sempre di ottima caratura con la possibilità di scegliere tra una varietà incredibile di armi ognuna studiata e realizzata nei minimi dettagli, con la possibilità di sfruttare anche gadget e abilità speciali di classi sempre divertenti da usare. Gearbox riesce ancora una volta a fare centro dando vita ad uno sparatutto che vi ruberà ore e ore a cercare le migliori armi presenti su Pandora.

2° Posto: Sekiro: Shadows Die Twice, la lama dello shinobi

From Software è sempre From Software, dopo Dark Souls e Bloodborne, la software house riesce a buttare fuori un altro titolo epico che diciamocelo, porta quasi all’esasperazione, ma riesce a colpire a fondo come la lama più appuntita dello shinobi. Ogni scontro è qualcosa di unico che porta il giocatore a studiare nei minimi dettagli ogni singolo muscolo mosso dal nemico dando un senso incredibile di soddisfazione una volta battuto in quello che si potrebbe considerare un vero e proprio sistema di crescita e consapevolezza del giocatore all’interno del gioco, partendo dalle basi fino ad incrociare le spade con i boss finali o quello segreto. Combattimento dunque ma non solo visto che il contesto, l’immaginario e il comparto artistico del gioco riescono ad avvolgerlo in un eccellente washi che rendono Sekiro: Shadows Die Twice uno dei migliori action degli ultimi tempi.

1° Posto: Death Stranding, il ritorno del “visionario”

Non poteva essere altrimenti. Kojima torna e lo fa in grande stile con un titolo che porta un aria diversa all’interno del mondo videoludico, un gameplay che i detrattori o i simpaticoni potrebbero apostrofare con il noioso “Corriere Simulator”, ma che è estremamente profondo e pieno di sfaccettature e sfumature, la possibilità di calibrare il proprio carico e di utilizzare diversi escamotage per trasportarlo è solo uno dei fattori ludici di questa produzione che ci porta a vivere la storia della rinascita degli USA attraverso le UCA. Si perché dietro il corriere Sam Porter Bridges c’è molto, molto di più, una storia eccezionale così come l’immaginario creato nei minimi dettagli da Kojima così come dei personaggi che rimarranno impressi nella mente dei giocatori, vedi Fragile o il pressoché perfetto Clifford “Cliff” Unger (Complimenti Madds Mikkelsen).

Le opinioni sono state contrastanti sul nuovo bambino, o meglio BB, partorito da Kojima Productions, ma tutto il pacchetto offertoci da una delle più importanti menti del panorama videoludico da ormai vent’anni merita di essere apostrofato come capolavoro, sia per quanto impegna il giocatore a trovare sempre la soluzione migliore nel portare a termine i diversi incarichi sia per tutte le emozioni che è in grado di creare in ogni singola cutscene ma anche in alcune sezioni ben precise delle consegne.

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Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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