Multipiattaforma PC PlayStation 4 Recensioni Recensioni Giochi

Black Clover: Quartet Knights – Tutti Maghi – Recensione

Non è mai semplice trasporre un’anime in un videogioco, non è mai semplice farlo in maniera coerente e soprattutto non è mai semplice farlo in maniera soddisfacente.
La differenza tra i due medium di intrattenimento visivo e videoludico è evidente proprio in casi come questo: nel primo caso è unilaterale, ovvero il fruitore prende solo ciò che lo show gli da, e finisce li. nel secondo caso invece il prodotto deve essere in grado di regalare all’utente qualcosa che questi sia in grado di rielaborare, di fare proprio e di sentire come suo attraverso possibilità di azione, prove di abilita etcetera etcetera. Di certo non una cosa non immediata e, appunto, semplice.

Il titolo che abbiamo oggi in analisi imbarca come molti prima di lui in questa sfida, per portare ai fan dell’intrattenimento visivo e successivamente ai giocatori di tutto il mondo, un’esperienza nuova e fresca, ma sempre saldamente ancorata al brand di appartenenza.

Sfociando nell’esplicito, stiamo parlando di Black Clover: Quartet Knight, titolo sviluppato da ILINX ed edito dalla blasonata Bandai Namco Entertainment. Reso disponibile su Playstation 4 e Windows, il prodotto affonda la sua ragion d’essere nel fortunato manga Black Clover, e nella sua ancora più fortunata versione Anime, che propone al pubblico un’avventura shonen forse un po’ figlia di altre produzioni contemporanee più famose, ma in chiave comunque abbastanza fresca, grazie al suo genere di combattimenti.

Nell’universo narrativo del manga infatti la magia permea ogni cosa, e ogni cittadino del mondo ha qualche genere di potere magico, più o meno sviluppato. i più dotati nelle arti arcane possono inoltre fare parte del blasonato ordine dei cavalieri magici, che divisi in varie compagnie, alcune delle quali superiori ad altre per nomea e abilità dei componenti, si pongono come diretti difensori del regno di Clover e della sua corona.

I protagonisti della storia sono gli orfani asta e Yuno, ma il focus narrativo si incentra soprattutto su Asta: se il secondo dei due infatti risulta essere un ragazzo oltremodo dotato nelle arti magiche, capace di far parlare di se come una vera promessa degna di assurgere al ruolo di Imperatore Magico, capo dei cavalieri, il primo è l’esatto opposto, ovvero privo di qualsiasi potere, ma con il grande sogno di diventare appunto Imperatore Magico. Nonostante tutte le difficoltà derivante da quella che di fatto in quel mondo è una vera e propria menomazione, Asta riesce al pari di Yuno ad entrare in una compagnia di cavalieri magici grazie alla sua prorompente forza di volontà, che unita alla sua solerzia nell’allenamento fisico gli permette di farsi notare da Yami, il misterioso e potente quanto spaccone capitano della sgangherata compagnia del Toro Nero, in verità la più malfamata tra tutte.

A questo punto il videogioco si stacca totalmente dalla storia dell’anime, creando un vero e proprio spin off, con un arco narrativo supplementare e diverso dalla produzione canonica: all’interno di Black Clover: Quartet Knight infatti, durante l’esplorazione di una segreta da parte dei membri della compagnia del Toro Nero, il capitano Yami cade vittima di uno strano sortilegio che lo fa tornare ragazzino e lo priva di ogni sua memoria come comandante. A questo punto Asta e i suoi amici saranno chiamati a fare luce su questo mistero e a scoprire una verità molto più pericolosa di quella che ci si potrebbe immaginare, sia per loro stessi che per l’intero regno di Clover.

Il gameplay proposto dal prodotto, un fresco action game in terza persona, si divide nelle sue parti single e multiplayer. Nella parte in singolo infatti il giocatore potrà proseguire attraverso la discretamente duratura modalità campagna, completare le missioni a difficoltà sempre maggiore e ripeterle impersonando altri protagonisti del nutrito roster del gioco, specchio fedele di quello presente nell’anime. Completando diversi obiettivi infatti sarà possibile sbloccare difficoltà supplementari e nuovi personaggi con i quali rivivere i capitoli della story mode in modi sempre differenti, grazie ai diversi stili di gioco che ogni avatar favorisce grazie alle sue abilità uniche. È anche presente una parte legata agli oggetti cosmetici da applicare ai nostri beniamini, che sempre ottenibili grazie al conseguimento di determinati obiettivi ci offrirà in realtà solo uno scarno recolor dei costumi già presenti per ogni personaggio.

La parte però più interessante, longeva e stimolante del gameplay è quella riguardante al comparto multiplayer: attraverso un sistema di matchmaking infatti i giocatori potranno dividersi in due squadre di quattro, e ognuno impersonando un protagonista dell’anime sfidare gli avversari su diverse mappe in battaglie multigiocatore classiche che seguono diverse modalità, come controllo o difesa del tipico carretto, da scortare verso la base nemica.

In questo tipo di battaglie la differenza tra vittoria e sconfitta si deciderà come intuibile con due elementi: l’abilità del giocatore e l’affiatamento di ogni squadra, che sarà chiamata a trionfare sull’altra attraverso il dispiegamento di tattiche efficaci al momento giusto, disegnando così un comparto di gioco tecnico al punto giusto e soddisfacentemente strategico. Importante sarà la composizione del team, nel quale i giocatori dovranno decidere che ruoli ricoprire tra i vari dps, tiratori, maghi e healer e combattere insieme per la vittoria.

Il comparto tecnico di Black Clover: Quartet Knights è in effetti quello che lascia più perplessi dell’intera produzione. Come spesso accade per questa categoria di titoli infatti, le scelte grafiche risultano grossolane, e se i modelli dei personaggi risultano un po’ troppo “di plastica”, anche le animazioni dei vari attacchi, pur mostrando effetti particellari (specie delle magie) buoni, agli occhi appaiono abbastanza meccanici e legnosi. Anche il comparto sonoro lascia il tempo che trova: la colonna sonora è poco consistente e non riesce ad accompagnare nella maniera corretta un’infinità di battaglie che dovrebbero essere epiche, e le linee di dialogo dei personaggi nel mezzo dell’azione sono realmente poche, cosa che fa sfociare spesso i protagonisti a ripetersi a distanza di pochi secondi.

In conclusione, nonostante i suoi limiti sul piano tecnico, Black Clover: Quartet Knights riesce comunque a convincere soprattutto grazie alla sua idea di base e il modo in cui svolge i vari concetti cxhe reggono la produzione: il titolo è un action game fresco e divertente, che stimola il giocatore a migliorarsi e a giocare anche solo per sfizio, mettendo a segno il punto di fare sentire ognuno di noi come un vero mago del regno di Clover in battaglia per primeggiare su tutti gli altri e diventare il migliore, alla faccia di Yuno e di Asta, protagonisti in grado qui di accompagnarci in una grande esperienza.

Black Clover: Quartet Knights

0.00
Black Clover: Quartet Knights
7.1

Trama/Ambientazione

6.5 /10

Gameplay

8.5 /10

Grafica

6.5 /10

Sonoro

6.5 /10

Longevità

7.5 /10

Pro

  • Gameplay multigiocatore divertente
  • Bello impersonare i protagonisti dell'anime

Contro

  • Comparto tecnico carente
  • Classi sbilanciate

Pietro Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

Potrebbero anche interessarti