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Moonlighter: Il commerciante nei dungeon – Recensione

I sogni sono una cosa preziosa, soprattutto da bambini, spesso capita che quando si è in tenera età si pensa di fare una professione non ordinaria o comunque non banale, ma vi è mai capitato di voler diventare dei mercanti di oggetti recuperati dai dungeon? Non credo. Proprio di questo parla il titolo che analizziamo in questa sede, ossia Moonlighter, la nuova produzione targata Digital Sun ed edita dal team polacco 11 Bit Studios che si presenta come un action rpg che mescola elementi roguelite a meccaniche gestionali.

Un villaggio di commercianti

In Moonlighter vestiamo i panni di Will, un abitante del villaggio di Rynoka, l’ultimo membro della sua famiglia che ha sulle spalle un compito notevole: portare avanti l’azienda di famiglia dopo che il padre gliel’ha assegnata.
Dopo un parte iniziale che ci vede alle prese con il nostro primo dungeon, chiamato il Golem Dungeon, che funge da tutorial e da incipit della storia, veniamo recuperati da Zenon un vecchietto che ci inizierà al nostro lavoro di commerciante con l’obiettivo di riportare in auge il Moonlighter, il negozio di famiglia.
Il nostro compito sarà infatti gestire il negozio affidatoci facendolo rifiorire in quello che si presenterà come un vero e proprio gestionale, dato che dovremo vendere le risorse che ricaveremo all’interno dei dungeon per guadagnare soldi utili a migliorare strutture e quant’altro.
Il sogno di Will però rimane quello di esplorare i vari dungeon che saranno presenti all’interno del gioco con l’obiettivo di rompere il sigillo del più importante per esplorarlo e guadagnare oggetti e ricchezze senza precedenti; ovviamente da buon roguelite i dungeon che incontreremo saranno sulla falsa riga di titoli come The Binding of Isaac con stanze generate proceduralmente che avranno un bioma predefinito e vedranno al loro interno moltissimi nemici ognuno con le proprie caratteristiche, attacchi e debolezze. Insieme a questi poi nei vari livelli dei dungeon troveremo anche diversi accampamenti di fortuna di defunti avventurieri che lasceranno qualche nota descrittiva della loro situazione nei dungeon, una sorta di collezionabili da cercare per le varie stanze insomma.

Un mix che funziona

Il vero punto forte però di Moonlighter è senza ombra di dubbio il gameplay che grazie alla sua natura ibrida, se così vogliamo chiamarla, riesce a coinvolgere appieno il giocatore tenendolo attaccato per ore, riuscendo anche a spezzare le possibili fasi ripetitive che alcuni utenti potrebbero riscontrare dopo un po’ di tempo.
Il titolo infatti vedrà due principali fasi di gioco, ossia la parte gestionale nella quale dovremo gestire il nostro negozio e la componente action che si svilupperà all’interno dei cinque dungeon presenti.
Le meccaniche che riescono a far differenziare Moonlighter rispetto alla massa dei roguelite presenti sul mercato sono quelle gestionali dato che, ogni volta che raccoglieremo oggetti nei dungeon avremo la possibilità di venderli alla popolazione aprendo il nostro negozio al pubblico nelle ore diurne. Ogni oggetto che recupereremo, come il mercato ci insegna, avrà un valore di mercato e una richiesta da parte dei viandanti che ci permetterà di organizzare per bene ogni aspetto della vendita assegnando un determinato prezzo ad ognuno di questi.
Una volta che avremo assegnato un costo agli oggetti dovremo vedere la reazione dei nostri clienti per apprendere quale sarà la valutazione giusta: potremo assistere ad espressioni contrariate per descrivere un prezzo sbagliato, oppure espressioni soddisfatte per l’acquisto fatto fino a quelle di felicità immensa che probabilmente ci faranno capire di aver “regalato” il prodotto ad un prezzo stracciato.
Tutto ciò funziona alla perfezione anche perché tutto ciò ci consentirà di guadagnare sempre più soldi che potremo spendere allegramente in diversi modi: potremo infatti potenziare il nostro negozietto rendendolo sempre più grande introducendo anche casse dei saldi, nuove casse e così via; ma non solo, dato che potremo anche rinvigorire il villaggio di Rynoka comprando i servigi di 5 commercianti dai quali comprare oggetti utili, armature e molto altro.
Come detto tutto ciò andrà di pari passo con le nostre avventure all’interno dei vari dungeon disponibili, i quali avranno ognuno diversi piani che culmineranno con un epica battaglia contro il boss finale. In queste sezioni il gameplay è abbastanza classico, dovremo infatti farci strada attraverso gruppi di nemici che affolleranno le varie stanze recuperando i vari oggetti che lasceranno cadere una volta uccisi o che troveremo nelle apposite casse, con la particolarità che alcuni di questi dovranno essere messi in posti specifici del nostro inventario oppure elimineranno altri oggetti appositamente segnalati.

Per combattere potremo equipaggiarci con due armi che andranno da una solida accoppiata spada e scudo, a spadoni utili per fare danni ingenti, passando per le lance e molti altri oggetti che ci renderanno la vita più facile nei vari dungeon; inoltre potremo anche equipaggiare quattro pezzi d’armatura che saranno molto utili per guadagnare più difese e resistere più a lungo nelle stanze.
Per il resto gli scontri con i nemici saranno abbastanza semplici una volta appreso il loro scarno moveset, spesso basterà a debita distanza e colpire al momento giusto con la spada per aver la meglio in tranquillità.

Dungeon in pixel art

Dal punto di vista artistico Moonlighter si presenta con una fantastica pixel art che riesce a rappresentare egregiamente ogni elemento sullo schermo rendendo tutto molto piacevole da vedere, dal villaggio Rynoka dove vederemo varie casette e i diversi abitanti del posto ai dungeon realizzati con molta cura che seguiranno ognuno una sua linea di bioma, per non parlare dei boss finali di quest’ultimi, realizzati davvero ottimamente con moltissimi dettagli ed una buonissima caratterizzazione. Purtroppo il level design dei dungeon non riesce a mantenere lo stesso livello, soprattutto per via della componente procedurale, la quale fa si che spesso quest’ultimi siano in alcuni casi ripetitivi.
Insieme a quanto appena menzionato troviamo poi una colonna sonora convincente che riesce ad accompagnarci in ogni visita nei dungeon con ottimi brani e soprattutto mai stancanti, dato che li sentiremo molte volte per via delle molte morti che dovremo subire o comunque per le numerose visite che ci toccherà fare in quest’ultimi.
Da notare l’assenza della localizzazione in italiano anche se in questa tipologia di titoli la storia e le vicende narrate abbastanza velocemente sono marginali rispetto alla fruizione del gioco.

Moonlighter prova a distinguersi dalla massa, proponendo sì classiche meccaniche da action roguelite che spesso vengono proposte soprattutto da queste tipologie di titoli indipendenti, ma insieme a ciò cerca di dare una spruzzata di aria fresca implementando componenti gestionali che riescono a conferire varietà al gioco. Il tutto si unisce dando vita ad un ottimo prodotto che però non riesce ad eccellere né nelle parti action né in quelle gestionali riuscendo però ad intrattenere per diverse ore i giocatori con tanto di grafica in pixel art sopraffina.

*Versione testata: PS4, grazie al codice fornitoci dal publisher

Moonlighter

Moonlighter
7.6

Trama/Ambientazione

6.5 /10

Gameplay

8.0 /10

Grafica

8.0 /10

Sonoro

7.5 /10

Longevità

8.0 /10

Pro

  • Ottimo mix tra gestionale e action rpg
  • Comparto artistico

Contro

  • Forse livello di difficoltà un po' basso

Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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