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Forgotton Anne: Un viaggio magnifico nella città dei Forgotlings – Recensione

Come spesso succede i titoli indie che vengono fuori dal gruppo Square Enix Collective risultano decisamente interessanti ed è proprio questo il caso di Forgotton Anne, gioco sviluppato dal team ThroughLine Games, che si presenta come un puzzle platform in 2D molto incentrato sulla narrativa caratterizzato da uno stile grafico unico con chiari spunti presi dallo Studio Ghibli come affermato dallo stesso art director Anders Biergelg Hald, facendo venire in mente per certi versi anche un capolavoro della Walt Disney come La Bella e La Bestia grazie alla presenza di oggetti animati.

La città dei Forgotlings

In Forgotton Anne vestiremo i panni di Anne una giovane fanciulla “intrappolata” in un mondo fantastico dove gli unici abitanti, oltre al suo mentore Bonku, sono i Forgotlings, oggetti animati di ogni tipo che in questo particolare luogo sono mossi da una forza speciale chiamata Anima che non solo da vita ad ogni cosa ma sarà un elemento speciale per tutto il nostro cammino, dato che Anne sarà in possesso sin da subito dell’Arca, un guanto che le permetterà di assorbire e giostrare a piacimento le energie presenti nel mondo di gioco.
L’opera inizia subito con un evento clou, dato che un gruppo ribelle di Forgotlings decide di attaccare la stazione della città, creando vari disagi anche ad altre strutture. Anne, il braccio destro di Bonku e colei che viene chiamata Enforcer, viene svegliata di soprassalto e, dopo aver dato uno sguardo alla situazione dalla sua abitazione e aver avuto un rapido discorso con il suo Maestro Bonku (il quale è anche una sorta di capo della città), riceve una visita inaspettata proprio da uno dei ribelli che irrompe in casa sua, una “simpatica” sciarpa con degli occhiali. È qui che saremo costretti a prendere la decisione importante del gioco, ossia se prosciugare con l’Arca il ribelle oppure non fare niente e lasciarlo scappare, andando a compiere un azione che più in la, insieme ad altre che compiremo nel gioco, saranno importanti per la nostra “reputazione”.

Dopo questa breve introduzione incomincerà il nostro viaggio per sistemare la situazione sia della stazione che delle altre strutture cercando di trovare i ribelli per porre fine a questi atti vandalici, ma questo ci porterà nel cuore del movimento conoscendone il capo, un manichino chiamato MR. Fig, che insieme agli altri Forgotlings vuole impedire i piani di Master Bonku. Quest’ultimo infatti sta costruendo un ponte, chiamato Ether Bridge, che gli permetterà di tornare, insieme ad Anne, nel mondo degli umani, distruggendo però il mondo dei Forgotlings.
Tutto ciò si svilupperà in sette/otto ore che oltre a farci vivere una storia decisamente convincente ci porterà a fare delle riflessioni anche morali su chi sia il cattivo tra Master Bonku e MR Fig scegliendo anche se stare dalla parte dei ribelli o rispettare gli ordini del nostro capo. La potenza del titolo sviluppato dai ragazzi di è infatti quella di dare valore ad ogni piccola cosa anche a quella più insignificante e proprio per questo il team da molta importanza ai Forgotlings che inizialmente, appena arrivati nel “nuovo mondo”, verranno smistati nelle varie strutture presenti, con l’obiettivo di lavorare a fondo per guadagnarsi un biglietto per l’Ether Bridge.

La storia è il focus

Al netto di una storia molto profonda soprattutto per le tematiche trattate e uno comparto artistico da urlo di cui parleremo tra qualche riga, bisogna dire però che il gameplay è forse l’unico punto dolente della produzione. Sin da subito infatti potremo utilizzare l’Arca, un marchingegno fondamentale per la prosecuzione del gioco, che ci consentirà come detto di interagire con le fonti energetiche dei vari livelli immagazzinando l’Anima al suo interno per poi rilasciarla in altri meccanismi così da alimentare altri marchingegni. Questo ovviamente non sarà l’unico modo per utilizzare l’Arca dato che sin dal nostro primo incontro con i Forgottlings potremo decidere se prosciugarli o lasciarli in vita (la “distillazione” sarà possibile però solo in determinati casi, mentre con i personaggi chiave o meno importanti non avremo la possibilità di attuarla), determinando così la nostra avventura con le azioni compiute che verranno raccolte in una sorta di diario che potremo visionare alla fine dell’epserienza. Infine nelle varie sezioni platform che si alterneranno alle fasi narrative potremo utilizzare delle apposite ali, se il nostro slot di Anima sarà pieno, per compiere dei salti più ampi rispetto a quelli normali, con la possibilità di arrivare in punti non raggiungibili in altre occasioni.
Oltre a tutto ciò poi potremo determinare una serie di dialoghi attraverso le nostre scelte che saranno spesso un “aut aut” consentendoci di prendere delle decisioni rispetto ad altre e aumentando così il grado di rigiocabilità del gioco.
Purtroppo però il titolo si basa decisamente sullo story telling e il voler passare diversi messaggi al giocatore, trascurando le fasi di gameplay che risultano troppo semplici con enigmi che al massimo richiederanno qualche minuto per essere risolti. Di sicuro si poteva osare di più sotto questo aspetto anche se ovviamente non risulta un aspetto cardine del gioco che, come detto, punta su altri aspetti come per esempio il lato artistico della produzione.

Un gioco all’interno di un anime

Il “vero protagonista” della produzione è infatti il comparto artistico che riesce a risplendere grazie ad uno stile grafico che si rifà moltissimo al mitico Studio Ghibli cercando carpirne le parti migliori e mettendole in un mondo animato alla perfezione con personaggi ottimamente caratterizzati, colori vivaci e brillanti che danno un tocco magico a questa esperienza.
Ogni Forgotlings ha una sua personalità e un suo tocco distintivo, così come i protagonisti del gioco, ogni cosa è realizzata con una cura maniacale, per non parlare degli sfondi e dei fondali, decisamente una bellezza da vedere in un immaginario che prende spunto dalle atmosfere steampunk variando di molto il suo tiro anche per la presenza di diverse strutture e ambientazioni, passando dagli interni di case abitate a zone industriali, fino ad arrivare a stazioni e luoghi cittadini che risultano tutti splendidi e ben diversificati.

Ad innalzare ancor di più il valore del gioco c’è un comparto sonoro egregio che accompagna alla perfezione l’avventura di Anne nel mondo dei Forgotlings grazie alla soundtrack meravigliosa composta da Peter Due e eseguita dall’Orchestra Copenhagen Phil che riesce ad emozionare in ogni istante nel quale la si ascolta. Da menzionare anche un ottimo doppiaggio che impreziosisce ancor di più il lavoro svolto dal team, dato che riesce a dar vita e a differenziare ogni singolo oggetto animato conferendogli una propria personalità con tanto di dialetti differenti in alcune circostante. (Assente la traduzione in italiano che potrebbe far storcere il naso ai meno pratici della lingua inglese)

Una perla

I ragazzi di ThroughLine Games hanno svolto un lavoro eccezionale con Forgotton Anne, il titolo infatti riesce a raggiungere su più fronti il giocatore consegnandogli tra le mani un opera che tratta temi non banali spingendo soprattutto a riflettere su alcune tematiche importanti. Il tutto poi è coadiuvato da un comparto artistico eccellente che, prendendo spunto dallo Studio Ghibli, ci porta in un mondo fantastico pieno di oggetti animati fantastici e tutti ben caratterizzati sia visivamente sia a livello di doppiaggio dandoci delle emozioni molto positive dall’inizio alla fine dell’avventura.
Peccato solo per un gameplay poco ispirato che non riesce ad essere minimamente al livello di quanto appena riportato con degli enigmi troppo basilari e dei comandi abbastanza rigidi che non consentono al giocatore di avere il pieno controllo sulla protagonista.

*Versione Testata: PS4, grazie al codice fornitoci dagli sviluppatori.

Forgotton Anne

Forgotton Anne
8.3

Trama/Ambientazione

9.0 /10

Gameplay

6.5 /10

Grafica

9.5 /10

Sonoro

9.0 /10

Longevità

7.5 /10

Pro

  • Comparto artistico sensazionale
  • Personaggi ben caratterizzati

Contro

  • Gameplay striminzito
  • Enigmi troppo facili

Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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