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For The King: Affrontando peripezie procedurali – Recensione

For the King

For The King è un titolo indie, sviluppato da IronOak Games ed edito da Curve Digital, appartenente al genere GDR fantasy roguelike, ovvero con generazione procedurale delle avventure.

Abbiamo già visto come la proceduralità possa donare grandi insoddisfazioni se sfruttata approssimativamente, come ad esempio in No Man’s Sky dove la quasi totalità degli elementi generati risultavano essere disarmonici e coabitavano in ambienti per lo più vuoti; nei roguelike tale strumento diviene l’elemento fondamentale attorno al quale un intero titolo del genere si struttura ed articola, in quanto il loro scopo principale sta nel generare quella fantastica sensazione di vivere sempre qualcosa di nuovo ed emozionante. Essi risultano densi e pregni di contenuto, ed è proprio questo il caso di questa piccola perla di nome quale For The King.

Annoiarsi risulta quasi impossibile, in quanto il suddetto titolo permette di affrontare ad ogni nuova partita un avventura del tutto diversa da quelle vissute in precedenza, dando così una notevole longevità al titolo, che non solo varia, ma evolve nel corso del tempo a lui dedicato: un gioco che parte con ottimi presupposti e migliora man mano che viene esplorato. Di seguito analizzerò tutti gli aspetti che più mi hanno convinto e colpito di For The King facendolo entrare di diritto nella classifica dei miei roguelike preferiti.

Il Re è morto”

Il regno di Fahrul è sull’orlo del collasso dopo che il suo grande e magnanimo Re Bronner è morto in circostanze molto dubbie e misteriose, e diversi indizi conducono all’ipotesi di omicidio da parte dello scomparso stregone Vexor. Oltre a questo terribile regicidio, il regno è affetto sia da una criminalità via via sempre più forte sia da una piega meglio nota come Caos, che corrompe le terre con le sue fameliche e feroci creature.

Per rispondere a questa situazione di crisi la Regina Rosomon chiede aiuto al suo stesso popolo, invitando un gruppo di avventurieri a cercare sia l’assassino di suo marito sia l’origine di questa piaga, essendo convinta che i due mali coincidano. I nostri piccoli avventurieri partiranno quindi da Oarton, ridente cittadina della Foresta Guardiana, con un grande compito da svolgere, consapevoli di non poter tornare più.

Sebbene l’aria giocosa presentata nelle prime fasi del titolo ci renderemo conto col passare del tempo che esso è estremamente complesso, molto più di come possa sembrare ad una prima occhiata; non stupitevi se le vostre prime partite saranno un disastro, rientra nei meccanismi di un qualsiasi roguelike in cui viene premiata la conoscenza delle dinamiche di gameplay quale è For Th King.

Potrete affrontare quest’avventura nella Modalità Storia, che, come vi sarà ormai abbastanza chiaro, non spicca certo per originalità e sceneggiatura. Questo però non lo trovo essere un difetto, in quanto il gioco fa del gameplay il suo vero e proprio cavallo di battaglia, ed è proprio di questo che discuteremo di seguito.

For The King

Articolato e vasto al punto giusto

Il gameplay di For The King si articola attorno a dinamiche semplici che si vanno ad intrecciare ad un’enorme vastità di contenuto venendo a generare un gameplay fluido e divertente sebbene la sua imponente articolazione. Iniziamo parlando delle tre modalità presenti: la sopraccitata Modalità Storia, che ci permetterà di sventare la terribile minaccia che aleggia su Fahrul; Avanzata nel Sotterraneo, nella quale dovremmo solamente cercare le Fortezze di cinque Generali del Caos per espugnarle ed infine Avventura nel gelo, dove dovremmo sopravvivere alle terribili condizioni climatiche di una misteriosa foresta innevata. Ognuna di queste modalità potrà essere giocata sia in solitaria che in multiplayer, sia esso locale od online, a tre difficoltà differenti(Apprendista, Artigiano e Maestro), arricchendo ulteriormente la già notevole longevità.

A prescindere dalla modalità scelta, il primo passo all’interno del titolo sarà quello di scegliere il proprio party composto da tre avventurieri: sceglieremo un solo componente se giocheremo in multiplayer, altrimenti ci ritroveremo a gestire l’interezza del party. A seconda della classe scelta, ogni personaggio avrà caratteristiche particolari, che indirizzeranno la linea evolutiva di ciascuno di loro; il gioco però non pone paletti a nessun percorso in particolare, quindi nel caso voleste fare un mago con un punteggio di Intelligenza proibitivo non dovreste stupirvi se il total party kill sopraggiungesse in men che non si dica.

For The King

Ogni arma ed evento che si troverà in modo casuale nella mappa staccherà su di una particolare caratteristica, favorendo talune classi piuttosto che altre. Meccaniche simili si possono ritrovare nei giochi di ruolo cartacei da cui questo titolo trae palesemente ispirazione, tant’è vero che ogniqualvolta si attaccherà, lancerà una magia o affronterà una prova abilità si avrà la palese sensazione di star lanciando un dado. A favorire questi “tiri” vi è la Concentrazione, che se utilizzata favoprirà il successo di tutte le azioni possibili, sebbene ci siano alcune eccezioni.

Tutto questo avverrà all’interno di una mappa di gioco formata da caselle esagonali generata proceduralmente, all’interno della quali faremo tra i più vari incontri, siano essi amici, nemici, eventi sovrannaturali o dungeon. Ebbene si, vi sarà anche la possibilità di entrare in tetri e pericolosi dungeon per sottrarre ricchi e succulenti bottini al cattivone di turno. A tutto questo si aggiungono due fattori sfida interessanti: il ciclo giorno-notte, che prevede un innalzamento delle difficoltà o di attivazioni di eventi particolari durante le ore notturne, e i punti Caos, che andando ad aumentare con il trascorrere del tempo popoleranno sempre di più la mappa di creature tutt’altro che simpatiche.

C’è da notare che il contenuto evolve assieme alla nostra esperienza nel titolo; avanzando nel gioco infatti si otterrà una risorsa particolare, chiamata Libri del Folklore, grazie ai quali potremmo sbloccare ulteriori contenuti in gioco dopo il conseguimento di particolari obiettivi in game.

Alle ottime dinamiche roguelike sopraccitate si aggiunge una modalità combattimento che ricalca molto i GDR old school sullo stile dei Final Fantasy, ovvero a turni dove ogni personaggio ha una sola azione a disposizione prima di passare il testimone al proprio successore, sia esso nemico o alleato.

Il contenuto di For The King è così ampio e denso che è persino difficile cercare di spiegarlo cercando di essere sintetici: tutto ciò che ho scritto finora infatti non rende ben l’idea dell’immersione generata da un titolo come questo! Di sicuro non è unico nel suo genere, ma è tra i più longevi e divertenti di sicuro.

For The King

Dalle caratteristiche peculiari

For The King ha un comparto grafico caratteristico e ben strutturato, riuscendo a sfruttare in modo simpatico le risorse limitate che un titolo indie ha alle proprie spalle. Non vi sono particolari problemi legati al motore grafico, se non per la presenza di un rallentamento che si manifesta all’apertura di ogni partita, salvata o nuova che sia. Un quadretto simpatico, volutamente deformato e simpatico in grado di caratterizzare e dare un tono a For The King, contrariamente a quello che avviene per la componente sonora, perlopiù anonima. Un vero peccato, considerato che in un titolo ad ambientazione fantasy così ampio e longevo si sarebbe sposata bene una colonna sonora ben più varia di quella presente; tenendo conto però che si tratta di un indie che ha puntato molte delle sue risorse in altri ambiti è una pecca sul quale si è disposti tranquillamente a passare.

For The King

Conclusioni

Un titolo come For The King è un sogno per tutti quelli che, come me, sono legati sia ai giochi di ruolo cartacei, sia ai roguelike e sia ai GDR fantasy old school; un mix perfetto che riesce a soddisfare anche i palati più sofisticati grazie alla sua incommensurabile ricchezza di contenuti. Un’ottima idea che è riuscita a evolvere nel miglior modo possibile, nonostante alcuni lievi problemi tecnici che non ne inficiano la validità.

C’è anche da notare che, nonostante una dinamica tipica dei roguelike sia il trial and error, qui questo non porta ad una frustrazione quasi in nessun caso, questo principalmente grazie alla possibilità di salvare in determinati momenti(cosa che farà storcere il naso a molti fan del genere ma che io trovo essere un ottimo implemento.

Vi ricordiamo che For The King è disponibile su Linux, Mac e PC(via Steam e GOG.com) già dal 19 aprile 2018 al prezzo di 19,99 .

*Codice digitale fornito dagli sviluppatori

For The King

For The King
7.8

Trama

6.0 /10

Gameplay

9.5 /10

Grafica

7.3 /10

Sonoro

6.8 /10

Longevità

9.5 /10

Pro

  • Ottime dinamiche di gameplay
  • Denso e ricco di contenuti
  • Molto longevo

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