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Laser League – Non è un paese per Casual… forse? – Anteprima

Laser League, sviluppato da Roll7 e distribuito da 505 Games, è un gioco d’azione a squadre dallo spirito particolarmente competitivo. Con colori fluorescenti e una quantità industriale di laser, riuscirà il titolo a ritagliarsi il suo spazio nel selvaggio mondo dei giochi multiplayer?

In Laser League, due squadre competono in un’arena rettangolare in quello che potremmo definire un futuristico dodgeball, dove la vetusta e poco appariscente palla è stata sostituita da più letali e distruttivi laser. Le regole del gioco sono molto semplici: se una squadra elimina tutti i giocatori avversari, segna un punto; la prima squadra a raggiungere 3 punti, vince il round, e aggiudicandosene due, si porta a casa l’intero match. Come si può ben capire, dunque, lo scopo del gioco è eliminare tutti i nostri avversari sul campo di gioco, quindi direi di spostarci e vedere come questo avviene.

Sul campo di gioco appaiono dei nodi, che una volta conquistati, emettono uno o più fasci di laser del colore della propria squadra, lungo la direzione indicata a schermo. Attraversare fasci laser del colore dei propri avversari equivale a morte istantanea, mentre sarà possibile tranquillamente scorrazzare attraverso quelli del nostro. Un compagno messo KO, comunque, può essere rianimato semplicemente passando sopra il luogo della sua dipartita: questo ci fa capire che mettere contemporaneamente fuori gioco tutti i nostri avversari richiede coordinazione, e avere una buona percentuale di nodi conquistati aiuta, e non poco.

Passiamo ora alle variabili di gioco, ovvero i bonus e, in maniera più importante, il sistema di classi. Per quanto riguarda i primi, si tratta di oggetti posizionati randomicamente sul terreno di gioco, e che hanno effetto sul movimento dei nodi (come ad esempio lo SPEED UP), sull’ampiezza o forma dei raggi laser (come il DIVIDE), o altri più impattanti come lo scambio di colore (lo SWITCH) o uno scudo temporaneo per tutta la squadra (SHIELD): vedere azioni ribaltate grazie al semplice ottenimento del giusto bonus al momento opportuno non è cosa rara.

Passando invece al sistema di classi, bisogna fare una premessa: è difficile parlare di bilanciamento e peculiarità in giochi che sono in circolazione da anni, figuriamoci su un titolo in Early Access da pochissimo, ma proviamo comunque a fare il punto della situazione, dando le prime indicazioni e impressioni generali. Le classi a nostra disposizione sono 6, ognuna con un’abilità attiva che si ricarica nel tempo, e 2 bonus diversi che cambiano, anche se minimamente, le sfumature del loro gameplay.

  • La prima che ci troveremo ad utilizzare è Scossa, una classe capace di generare una sfera elettrica che stordirà tutti gli avversari che entreranno in contatto con essa. Con la possibilità di aumentare la durata della bolla o quella dello stordimento, Scossa è una classe tattica, che permette di bloccare un avversario prima che questi attivi un nodo, o per fare in modo che uno dei nostri laser gli finisca addosso, eliminandolo.
  • A seguire troviamo l’Etereo che, con la capacità di diventare invulnerabile per qualche secondo, è la cosa più vicina al concetto di Healer che troveremo nel gioco. Con la possibilità di prolungare l’effetto della sua abilità o di ricaricarla gratuitamente ogni volta che rianimeremo un compagno, l’Etereo è una classe che, come già detto, si focalizza sul supporto verso i compagni caduti, ma che non risparmia qualche “attacco a sorpresa”, attivando magari inaspettatamente un nodo, passando indenne attraverso fasci di laser avversari.
  • Se siete più inclini verso le classi con alto potenziale strategico, allora Ladro, con la possibilità di rubare i laser avversari hackerandone il nodo, fa al caso vostro. Con la possibilità di aumentare la durata del nostro hacking o di velocizzarne la ricarica, Ladro è la classe perfetta per tendere i classici “trappoloni”: far scontrare un avversario contro un vostro laser mentre pensava di passeggiare indenne attraverso uno dei suoi, non ha prezzo.
  • Passando a classi più offensive, parlerei di Lama, che come si può vagamente intuire dal nome, ha la capacità di sferrare un attacco diretto ed eliminare così un avversario. Con la possibilità di avere una carica extra dopo il primo attacco o di velocizzare la ricarica dell’abilità, Lama al momento è la classe più idonea a dare strappi al ritmo della partita: che si tratti di eliminare l’ultimo rimasto, o di “camperare” sul corpo di un avversario abbattuto, il posizionamento di questa classe deve essere sempre motivo di preoccupazione da parte degli avversari.
  • Se invece preferiamo una classe offensiva ma non letale, almeno non direttamente, arriviamo a Sfonda, classe armata di scudo che scaraventa e stordisce gli avversari. Con la possibilità di guadagnare una breve invulnerabilità all’impatto o di aumentare la propria portata, Sfonda è tra le classi più fastidiose da affrontare nelle fasi avanzate di gioco: essere scaraventati per quasi due quarti del campo e trovarsi storditi per qualche secondo, equivale quasi sempre ad un’eliminazione certa, visto la quantità abbondante di laser nelle fasi culminanti.
  • Ultima ma non ultima la classe Killer, forse la più complessa tra tutte. Attivando la propria abilità, lasceremo un rilocatore nella nostra attuale posizione, e cominceremo a tracciare una linea tra esso e il nostro personaggio: una volta ripremuto il tasto, verremo teletrasportati al nostro rilocatore, e la linea tracciata conterà temporaneamente come laser, uccidendo tutti gli avversari a contatto. Con la possibilità di ottenere temporanea invulnerabilità dopo l’uso o di avere una carica extra subito dopo, Killer è senza dubbio la classe più complessa da usare, con una curva di difficoltà che si impenna nelle fasi avanzate di gioco.

Tra un round e l’altro, la squadra perdente ha la possibilità di fare dei cambi, potendo così adattare le proprie classi a quelle dell’avversario. Per ovvi motivi, nonostante questa possibilità, la squadra a vincere il primo round è quella che avrà sempre un vantaggio maggiore, quindi partire con una formazione bilanciata è un primo passo verso la vittoria finale.

Laser League è un titolo che fa della sua semplicità la sua arma vincente, ma allo stesso tempo questo potrebbe essere un deterrente per i giocatori più casual. Regole semplici mettono in risalto capacità decisionale, coordinazione e conoscenza della mappa di gioco, e nel momento in cui un utente smaliziato ne becca uno di livello superiore, non c’è niente, ma proprio niente che questo possa fare per avere la minima chance di vittoria: se poi parliamo di giocatori singoli contro gruppi premade, la situazione si fa più drastica. Gli sbloccabili sono interessanti, ma forse poco appetibili per il giocatore occasionale, e il matchmaking è al momento difficile da valutare, sia per la player base, ancora in crescita, sia perché è, semplicemente, troppo presto. In ogni caso, anche se Laser League appare come un titolo troppo competitivo, c’è una cosa da non sottovalutare in termini di diffusione, anzi due: il prezzo e l’impacchettamento. Al costo di un singolo gioco tripla A, è possibile portare a casa circa 6 copie digitali, e quindi formare 2 intere squadre, e se consideriamo anche un ottimo impacchettamento a fare da contorno, tra grafiche curate e uno stile artistico ben definito, l’ascesa di Laser League potrebbe essere più “naturale” di quanto si possa prevedere.

 

* codice di gioco digitale fornito dal publisher

Leonardo Scarfò

Appassionato di videogiochi da una vita, li considera la massima forma d'arte e di intrattenimento. Come un bambino che smonta i suoi giocattoli, cerca sempre di capire cosa c'è dietro la magia che avviene a schermo.

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