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Nantucket: Uccidere balene a colpi di dado – Recensione

Se siete alla ricerca di un gioco basato sulla storia di Moby Dick oppure se state cercando un gestionale-strategico a stampo marinaresco, Nantucket, il titolo d’esordio degli italiani Picaresque Studio, in uscita su PC via Steam e GOG edito da Fish Eagle, potrebbe fare al caso vostro. Ambientato a pochi anni di distanza dal libro di Melville, vivremo la storia di Ismaele Achab, l’unico sopravvissuto del Pequod.

Salpiamo

In Nantucket si sarà chiamati a gestire l’imbarcazione, sia per quanto concerne la rotta da intraprendere, sia per l’assunzione dell’equipaggio. Sarà presente anche una discreta nota di gioco di ruolo, infatti ogni personaggio, compreso il capitano che si impersonerà, avranno delle caratteristiche peculiari. Saranno primariamente divisi in 5 categorie: Cacciatore, Marinaio, Scienziato, Carpentiere e mozzo che sarà un’unità jolly che potrà “trasformarsi” in una delle altre quattro categorie. Oltre a far parte di queste “classi” ogni personaggio reclutabile avrà delle abilità personali collegati direttamente alla categoria di cui fa parte. Per completare il tutto ci saranno altri tratti, sia benevoli che malevoli, che completeranno il membro della ciurma. Per farvi un esempio chiarificatore potremmo avere un cacciatore (categoria principale), abile con il cannone (abilità personale), orfano e incapace di nuotare (tratti); inoltre aumenteranno di livello e potranno tenere un oggetto. La parte gdr di Nantucket finisce qua, ma questo è solo la punta dell’iceberg.

Caccia alla balena

Lo scopo della creazione dei Picaresque Studio è gestire la propria nave per compiere la missione principale. Fortunatamente sono presenti anche tante missioni secondarie e minori, perché in primis, correre a testa bassa solo nella main quest significa incombere nel game over in pochissimo tempo e in secondo luogo perché sono la base del gioco. Per portare a termine l’obiettivo principale, suddivisa in 10 atti ben annodati tra loro, Nantucket ci “obbligherà” piacevolmente a fare tutte quelle attività che ci permetteranno di potenziare la nave, sostituirla, aumentare di livello e via dicendo. Si inizierà dal porto che da il nome al gioco con un vascello che potrà accogliere solo 3 membri dell’equipaggio oltre che al capitano, senza provviste e senza equipaggio. Toccherà al giocatore ingaggiare l’equipaggio migliore, riempire la stiva e scegliere verso quale altra area del mondo salpare.

Preparare i dadi

Una volta preso il mare si entrerà nella mappa del gioco che sarà bagnata dall’Oceano Atlantico e Pacifico, estendendosi fino a toccare entrambi i poli. In essa ci saranno porti, uguali visivamente ma con caratteristiche diverse, area di secca, dove potremmo rovinare l’imbarcazione o trovare risorse, zone dove i pirati la fanno da padrone, inseguendoci non appena ci incroceranno, condizione meteorologiche avverse ed altre dove non ci sarà il vento, lasciandoci in balia del mare e nello sperare che riprenda a soffiare il prima possibile. Durante la navigazione, degli eventi casuali si attiveranno, ponendo il giocatore davanti ad una scelta che non sempre sarà benevola. Attraccando nei porti presenti in Nantucket sarà possibile scegliere delle missioni secondarie, esse non sono molto varie, ma sono di grande importanza per prendere confidenza con il gioco. Ci saranno incarichi dove si dovrà portare il carico a destinazione, altre dove si dovrà cercare notizie su navi scomparse ed altre dove ci verrà indicato una possibile zona di caccia, esse saranno presidiate da squali o nella migliore delle ipotesi dalle balene. Quest’ultime sono il fulcro del gioco, in quanto ci porteranno all’interno della modalità “battaglia”.

Corpo di mille balene

La creazione dei Picaresque Studio propone i combattimenti come se fossimo in un gioco da tavolo, dove strategia e tiro di dado la fanno da padrone. Il turno inizia con un evento casuale che colpirà indistintamente sia la ciurma sia l’avversario, poi sarà il turno dei nemici che sceglieranno la loro azione, infine toccherà al giocatore che dovrà tirare il dado. Ogni membro dell’equipaggio schierato avrà a disposizione nel suo arsenale 6 possibilità di azione, una per ogni faccia del dado, all’inizio saranno disponibili solo le 3 basiche, avanzando potremmo aggiungere un oggetto e altre 2 azioni grazie alle skill imparate. Tutti i personaggi avranno a disposizione abilità relative alla propria categoria e per compiere l’azione il “dado” dovrà fermarsi sullo slot occupato. Per concludere ogni scialuppa potrà effettuare solo un’azione durante il proprio turno, questo aggiunge alle battaglie un grande tocco strategico, in quanto dovremo ponderare le nostre scelte, le nostre azioni agiranno per prime, quindi sarà possibile eliminare l’avversario prima che ci possa colpire.

Colpo di fortuna

Il grande problema di questo sistema di combattimento è che è basato troppo su un principio aleatorio, tutto è basato sul caso, ci saranno turni che si avrà il pieno controllo della situazione susseguiti da turni dove si subirà inermi l’offensiva del nemico e rende Nantucket frustante, di per sé il bilanciamento del gioco è quasi perfetto ma vedere passare turni dove l’equipaggio cade come mosche perché il fato ci è avverso fa arrabbiare e molte volte ci porterà a percorrere la via più semplice, ovvero quella del caricare l’ultimo salvataggio

Vieni fuori Moby Dick

Lo stile grafico adottato in Nantucket è molto interessante, riesce ad immergere il giocatore come se fosse in un libro, rafforzeranno questa convinzione le scene d’intermezzo realizzate con tratti di matita e interamente doppiate. La mappa di gioco è una cartina posta sopra ad un tavolo, all’inizio sarà tutto inesplorato e man mano che si avanzerà nell’avventura riusciremo ad avere una visione più ampia, quindi potremmo impostare la rotta nel modo più efficace possibile. Durante l’esplorazione si sentirà cambiare la forza del vento, oltre ad avere effetti sonori quando passeremo in zone più pericolose come gli scricchiolii del legno, oppure si sentiranno canti pirateschi.

La grande caccia

Nantucket “sfrutta” la storia di Moby Dick per portare il giocatore in un mondo prima inesplorato con un gioco più unico che raro come caratteristiche e realizzazione. Iniziare con una barca e finire con un veliero senza mai obbligare a soffermarsi per troppo tempo in una sola attività mantiene il giocatore con un giusto grado di concentrazione e lo invoglia a continuare il suo viaggio, ogni scelta multipla lo farà legare ad ogni marinaio e la perdita di uno di essi un motivo in più per continuare il viaggio. Lo stile visivo crea un’immersione fantastica aiutato da un comparto audio sempre legato a ciò che succede su schermo senza diventare ripetitivo oppure stancante. L’unico neo è basato sulla troppa casualità durante le battaglie. Speriamo che Picaresque Studio continui su questa rotta, riuscendo a portarci un’altra loro creazione di questo calibro.

*Codice digitale fornito da GOG.com

8

Gameplay

8.5 /10

Grafica

8.3 /10

Sonoro

8.4 /10

Trama

8.0 /10

Longevità

7.0 /10

Pro

  • Più unico che raro
  • Tanti generi ben connessi

Contro

  • Troppo basato sulla fortuna