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Slaps & Beans – Accesso e conclusioni anticipate – Anteprima

Ho avuto recentemente modo di provare Slaps & Beans, beat-em-up di stampo italiano su due storici personaggi televisivi, finora ignorati dal panorama videoludico, ovvero il compianto Bud Spencer e l’illuminato Terence Hill. Il gioco è attualmente in accesso anticipato, ma più per motivi di bug-fixing e affinamenti vari che di “incompletezza”. Normalmente, in questi casi, si danno le prime impressioni e si rimandano a tempo debito le eventuali conclusioni. Permettetemi però di variare leggermente forma e struttura, poiché questo è un caso del tutto eccezionale e quanto meno peculiare.

Slap & Beans, come già detto, è un Beat-em-up vecchio stile, in due dimensioni, con un comparto grafico che una volta avremmo definito “8-bit”, ma che oggi chiamiamo in maniera meno fredda “pixel art”. Messo questo in chiaro, direi che il tutto risulta ben realizzato visto il contesto, con animazioni fluide e ben caratterizzate, soprattutto per i due protagonisti. La palette cromatica, con tinte calde e senza particolari mezze misure, riprende bene quella dei videogiochi anni ’80-’90, richiamo arricchito con varie chicche come il cabinato arcade che appare nel menù di pausa, la mappa di fine livello e i pop up di diverso colore per i dialoghi, che strappano un nostalgico sorriso a tutti i giocatori di vecchia data. Ma passiamo al pezzo forte, ovvero i protagonisti, e non mi riferisco semplicemente a Bud e Terence, quanto a loro due come attori e il loro universo cinematografico. Tutte le missioni di gioco sono ispirate ai loro film, come ad esempio Altrimenti ci arrabbiamo o Lo chiamavano Trinità, e sono farcite di citazioni più o meno palesi che dipingono perfettamente le diverse personalità del gigante buono e del don giovanni con la faccia da schiaffi. Un enorme, gigantesco, gargantuesco plus, è la colonna sonora: riascoltare dopo anni i motivi degli Oliver Onions è qualcosa che fa bene al cuore, e che probabilmente fa venir voglia di andare a ripescare il titolo ad esse legato e riguardarselo in compagnia di una bella pentola di fagioli (salvo poi rimettere in atto la sagra dei fuochi di capodanno).

A livello di gameplay non c’è molto da dire, poiché le meccaniche sono quelle del beat-em-up classico, con combattimenti a scorrimento, qualche quick time event di tanto in tanto, e la barra special che da la possibilità ai due protagonisti di sfoggiare le proprie tecniche migliori: Bud con il suo classico cazzottone in testa, e Terence con la sua leggendaria compilation di schiaffi. In generale la differenza tra i due protagonisti, risiede nello stile di lotta, con Bud a fare, ovviamente, la parte del “powerhouse”, con la possibilità di scaraventare gli avversari dopo averli sollevati a peso morto, o di farli sbattere testa contro testa in maniera perentoria; Terence di contro è il personaggio più agile e scaltro, capace di pestare letteralmente i piedi ai nemici o di usarli come fulcro per le sue manovre acrobatiche. C’è da ammettere che alla fine però il tutto finisce nel più ignorante button smashing, e che magari c’è ancora da affinare la quantità di HP degli avversari (in alcuni casi decisamente troppa rispetto a quante volte vengono buttati giù), ma sarebbero tutti discorsi inutili, al momento. Ed è per questo che è arrivato il momento delle conclusioni…

Nonostante sia in early access, Slaps & Beans mette da subito in chiaro una cosa: più che un videogioco, è un tributo. Con questo non voglio dire che il titolo non sia giocabile o non abbia validi elementi ludici, ma non fa nulla per dare qualcosa in più a livello di gameplay rispetto alla miriade di titoli del genere di appartenenza, facendo meno di titoli recenti che si sono cimentati nell’impresa di innovarlo. Il motivo per cui questo titolo riprende pari pari meccaniche legate agli anni ’80-’90, però, è palese: la necessità di colmare una grave mancanza nella storia videoludica. Impossibile immaginare come in un periodo in cui sono usciti videogiochi su qualunque tro**ta (perdonate il tecnicismo) non ne sia mai e poi mai arrivato uno ispirato alle imprese di Bud Spencer e Terence Hill. Nonostante una certa influenza nel territorio Europeo e quasi sicuramente anche in quello Americano, tra i giochi su E.T., Michael Jackson e il signor McDonald, non c’è mai stato nulla ispirato ai nostri conterranei… fino ad oggi! Grazie a quello che possiamo letteralmente definire “una lettera d’amore” agli appassionati, tutti i fan di vecchia data possono dunque gioire, giustizia è stata fatta! Non mi stupirebbe vedere qualcuno avvicinarsi per la prima volta all’ambito videoludico proprio grazie a questo titolo, e se avete un nonnino o comunque una persona “avanti con gli anni” da stupire, il secondo gamepad sarà il vostro migliore amico.

Ammetto di avere qualche dubbio sul prezzo di vendita, ma ho girovagato nel web per raccogliere le impressioni del popolo, che sembra più che entusiasta di spendere 19,99€ per il titolo: probabilmente, per molti, i protagonisti valgono il prezzo del biglietto. Detto questo, dunque, direi che posso chiudere qui, non ho idea se in futuro, al rilascio del titolo, verrà fatta una recensione, per il semplice motivo che… non serve. Si, potrei spiattellare un voto a questo stesso articolo, ma a che pro? In questo caso, più che mai, “what you buy is what you get”. Garantito al limone. Mamma butta la pasta! Anzi, Mamma butta i fagioli! Sdeong! Tish! Boi-oi-oing!

Leonardo Scarfò

Appassionato di videogiochi da una vita, li considera la massima forma d'arte e di intrattenimento. Come un bambino che smonta i suoi giocattoli, cerca sempre di capire cosa c'è dietro la magia che avviene a schermo.

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