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Best Of 2017: Un anno di ritorni ed idee vincenti – di Mattia Fiore

Che dire, questo 2017 lascia dietro di sé numerose opere videoludiche, il più delle quali stupende sotto innumerevoli punti di vista. Un anno ricco di IP nuove ed esaltanti, ma anche di ritorni eccezionali, sia sotto forma di nuovi capitoli che sotto forma di remake. È quasi indescrivibile la sensazione di essere finalmente tornato ad immedesimarmi nei panni di un bandicoot roteante, tornare a cavalcare nelle immense lande di Hyrule e a spiaccicare goomba assieme all’idraulico più famoso del mondo… come tornare indietro nel tempo, rivivendo emozioni che credevi sopite all’interno di vecchie console impolverate, assaporando quel sapore agrodolce tipico della nostalgia.

 

Parlando invece di pietre miliari tornate in auge, Nintendo è riuscita nuovamente a stupirmi con le sue due IP più iconiche, tornate in due nuovi capitoli che si aggiungono ai giochi migliori del 2017: The Legend of Zelda: Breath of the Wild e Super Mario Odissey. Il rischio di risultare ripetitivi sfruttando titoli vecchi ormai di trent’anni è sempre dietro l’angolo, ma la grande N è riuscita a giocarsi al meglio le proprie carte, riuscendo a creare due piccoli diamanti che hanno rivoluzionato la propria saga di appartenenza.

TERZO POSTO: Super Mario Odyssey

Oramai ci siamo abituati al fatto che Nintendo sprema fino all’ennesima goccia la sua gallina dalle uova d’oro: Mario. Divenuto ormai un’icona nipponica, tanto da diventare la mascotte di quelli che saranno le Olimpiadi di Tokyo del 2020, questo brand mi spinge al limite della sopportazione in molteplici casi. Non dovrebbe stupirvi allora, che inizialmente, quando annunciarono Super Mario Odissey, fui restio all’idea di un nuovo titolo dedicato all’idraulico di rosso vestito, pensando: “Ma basta! Dovrebbero concentrarsi su qualcosa di nuovo! Sarà sicuramente il solito giochino di Mario!”.

Mai, e ripeto MAI, una mia supposizione fu così sbagliata. Super Mario Odissey è riuscito a conquistarmi man mano che veniva mostrato al pubblico, affermandosi pian piano come il Super Mario 64 post 2000! Un’eredità non da poco, di cui è riuscito a sopportare il peso in maniera più che degna! Un open world diviso a zone che strizza l’occhio ai nostalgici e ottiene l’attenzione, più che meritata, dei neofiti che si avvicinano al brand. Colori, divertimento e fantasia per tutti, grandi o piccini che siano!

SECONDO POSTOThe Legend of Zelda: Breath of the Wild

Con The Legend of Zelda: Breath of the Wild si è giunti a nuove vette d’esplorazione all’interno di un videogioco, riuscendo a creare la sensazione vera, pura e tangibile di essere liberi di fare tutto ciò che si vuole all’interno di un mondo vastissimo e semplicemente mozzafiato; una cosa che avevamo già visto in molti altri titoli simili, ma che non aveva per nulla raggiunto una tale profondità. Sebbene la trama sia “sempre la stessa”, usando impropriamente quest’espressione, il fascino che questo capitolo suscita non è indifferente alla maggior parte dei fan dei gdr fantasy. Rifugiarsi ad Hyrule per qualche ora riesce a estraniare completamente il giocatore dalla realtà, permettendogli di comprendere appieno il concetto di avventura open world, ricca di segreti e difficoltà non di poco conto, che renderanno il tutto una degna sfida per le capacità di chiunque si approcci al titolo.

PRIMO POSTO: Horizon Zero: Dawn

A combattere strenuamente con il nostalgifag che si nasconde in me troviamo però un capolavoro eccelso sotto quasi tutti i punti di vista: sto parlando di Horizon Zero Dawn. Una narrazione coinvolgente e matura, una colonna sonora che mi fa venire tutt’ora la pelle d’oca ed un comparto tecnico invidiabile hanno reso questa nuova IP uno tra i migliori giochi dell’anno per quanto mi riguarda! Il gioco ha delle pecche (ad esempio la scarsa animazione facciale dei personaggi), che però sbiadiscono in confronto all’enormità di contenuto creata da Guerrilla Games. Mi sono ritrovato in un mondo coerente con sé stesso, corredato da popoli, religioni, mitologia e simbolismi tanto accurati da farlo sembrare in un qualche modo concreto! Un capolavoro che senza dubbio ricorderò con estremo piacere negli anni a venire.

Ovviamente questi non sono gli unici giochi ad aver segnato il mio 2017 videoludico, ma sono di certo quelli che hanno lasciato un’impronta più profonda e duratura rispetto a tutti gli altri! Ma ogni anno ha anche le sue pecche…e questo ne ha una enorme. La noia che mi ha suscitato questo titolo è inversamente proporzionale al divertimento provato giocando ai titoli sopraccitati(sommati tra loro!), e il solo parlarne mi fa già venir sonno! Sto parlando di Valkyria Revolution, titolo su cui avevo diverse aspettative visti i precedenti capitoli, ma che è risultato essere infimo come pochi. Unite una trama banale e stravista ad un sistema di gioco dannatamente legnoso ed incomprensibile, aggiungete una marea di schermate di caricamento ed un pizzico di personaggi stereotipati ed ecco a voi il titolo peggiore dell’anno. Un vero peccato considerata la saga di provenienza.

Non posso che ritenermi soddisfatto di questo 2017, ma attendo con estrema ansia il 2018. “Perché?” vi chiederete voi. Tre semplici parole: Kingdom Hearts III. Con la speranza che non lo rimandino(…ancora…) e di avervi dato qualche idea per degli acquisti natalizi, vi faccio i miei più sentiti auguri!

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