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Horizon: Zero Dawn, The Frozen Wilds – Passi sulla Neve – Recensione

La bionda rapisce, la mora colpisce, la rossa va a caccia di macchine.

Davanti a questa ineccepibile saggezza popolare ci sono ancora faide tra studiosi che dibattono se siano veri o meno i primi due casi, ma tutti concordano su come il terzo sia un dogma inattaccabile.

Dopo lo scoppiettante lancio di Horizon: Zero Dawn avvenuto i primi giorni di marzo dell’anno corrente, Guerrilla Games ha reso disponibile il primo corposo DLC per il titolo, spingendoci (come se ci fosse bisogno di spingerci) a vestire nuovamente i panni della bellissima Aloy, e avere esperienza di un altro magnifico viaggio all’interno dell’universo narrativo così splendidamente disegnato dagli sviluppatori.

Il contenuto aggiuntivo si intitola The Frozen Wilds e mai nome fu più azzeccato di questo: ambientato in una regione a nord est della mappa già disponibile con la versione vanilla del gioco, l’espansione accompagna il giocatore in un nuovo viaggio con Aloy, che avventuratasi in questa regione gelida e innevata chiamata “Lo Squarcio” avrà a che fare in prima persona con le tribù degli indigeni Banuk, i loro usi, i loro costumi e in maniera viscerale con la terra che abitano; Qui succede infatti qualcosa di misterioso e oscuro: la montagna più alta della landa è avvolta da una nera colonna di fumo percorso minacciosamente da fulmini cremisi e dalle sue pendici fuoriescono macchine più aggressive e potenti che mai. Sarà dunque compito della nostra cacciatrice alla ricerca di risposte calarsi nel ventre della bestia e farsi strada attraverso il fumo e i nemici, per svelare sia i misteri legati al suo destino e al progetto Zero Dawn, che quelli che più da vicino coinvolgono i gelidi Banuk.

The Frozen Wilds, oltre a introdurre una nuova quest principale e varie missioni secondarie che faranno valere in ultima analisi ogni centesimo dei 19.99 euro spesi per il suo acquisto, presenta anche numerose novità di contorno.

Farà infatti la sua apparizione una nuova skill line, che premetterà di rendere più utile e versatile il rapporto di Aloy con le macchine sulle quali esegue l’override, acquistando la capacità di ripararle al prezzo di frammenti di metallo o di eseguire spettacolari esecuzioni sui nemici mentre si cavalca. Per la gioia dei collezionisti (quali il sottoscritto) ci saranno anche due nuove classi di collezionabili che, comprendenti non troppi pezzi, saranno facili da completare e regaleranno delle ricompense evocative ed adeguate allo sforzo; le novità però non si fermano certo solo a quanto già detto, e con Frozen Wilds verranno inclusi diversi nuovi set di abbigliamento per la rossa cacciatrice Nora e nuove armi, che, ottenibili con una nuova valuta reperibile nello Squarcio, chiamata Blubagliore, risulteranno essere alla prova dei fatti le migliori dell’intero gioco. Un discorso simile è da fare coi vestiti ottenibili all’interno dell’espansione: si tratta di set di sicuro interesse, ma mentre alcuni saranno chiaramente superiori a quelli proposti nel gioco base, altri saranno sì degli ottimi pezzi d’armatura, ma dovranno necessariamente soccombere davanti allo strapotere in fatto di prestazioni della Tessitrice di Scudi, probabilmente l’abbigliamento più potente del titolo, ottenibile attraverso una specifica e lunga missione della versione vanilla di HZD.

Il Gameplay di Horizon Zero Dawn di per se non cambia con l’arrivo del nuovo DLC, ma delle piccole modifiche all’equilibrio del gioco e del “meta” ( se così si può definire) sono percettibili:

Da una parte infatti abbiamo l’introduzione dei nuovi nemici, che in tre tipologie diverse si dimostrano essere tra le macchine più aggressive dell’intero titolo, e dall’altro abbiamo l’apporto delle nuove armi, che sembrano essere più improntate all’utilizzo in campo aperto piuttosto che in una studiata battuta di caccia: pezzi d’armamento come Lanciatuono, Forgiafuoco e Geliera sono ottimi, ma chiaramente daranno il massimo solamente in uno scontro faccia a faccia, che soppesato con l’aggressività delle nuove macchine pare indicare con determinazione che il tempo di colpire dall’ombra è finito, e che è ora di prendere parte ad un vero e proprio scontro di volontà a viso aperto col nemico.

Dal punto di vista tecnico, Horizon Zero Dawn rimane uno dei prodotti migliori dell’Anno Domini 2017, se non il migliore: sebbene sembrasse impossibile solo 8 mesi fa, con l’arrivo di The Frozen Wilds il titolo di Guerrilla Games compie addirittura un passo in avanti nel comparto grafico, presentando cut scene più limpide, definite e scorrevoli che mai, supportate anche in fase emozionale dall’espressività dei volti dei personaggi, capace di trasmettere empatia come poche altre opere. Un difettuccio invece risalta nella durata dei caricamenti, che se fino ad ora erano apparsi brevi e leggeri, con il nuovo DLC sembrano essersi allungati anche quando si usa il viaggio rapido da una zona all’altra.

Le ambientazioni proposte dal nuovo contenuto aggiuntivo non sono varie come quelle presenti nel gioco base (come è giusto che sia in quanto si ha a che fare qui con un elemento appunto aggiuntivo), e porteranno Aloy a viaggiare tra le tormente quasi perenni di quello che un tempo fu il parco di Yellowstone e solo di rado attraverso piane erbose o fonti naturali d’acqua calda circondate da forsete. Nonostante tutto anche il bianco opprimente della neve che offusca molti dei nostri orizzonti risulterà alla fine piacevole per l’esperienza nel suo complesso, e la tavolozza dei colori che abusa volutamente delle tonalità fredde di verde, bianco e azzurro regalerà in ultima analisi una nuova perlacea sensazione di algida eleganza a tutto il titolo.

Come Horizon Zero Dawn, anche l’espansione The Frozen Wilds è un prodotto da giocare in silenzio e in raccoglimento. La colonna sonora, inferiore per qualità al gioco base solo vista la quasi completa perfezione di quest’ultima, è ancora una volta una perla che non sfigurerebbe suonata in qualsiasi teatro da un’orchestra, e anche suoni ambientali e doppiaggio non risultano manchevoli in alcuna fase di gioco.

Tutto è andato secondo i piani di Guerrilla Games insomma, e The Frozen Wilds chiude l’anno inaugurato con Horizon Zero Dawn ricordando a chiunque se ne fosse dimenticato che eccellenza ha raggiunto il titolo degli sviluppatori. Con l’aggiunta di una nuova vasta area, equipaggiamento, collezionabili e nuovi nemici, l’espansione accompagna il giocatore nell’approfondimento dell’universo narrativo che non risulta ridondante e inutile neppure per un minuto, ma anzi stimola ancora di più la curiosità degli utenti sulle vicende di Gaia, Elisabeth Sobeck, Ted Faro e il misterioso Sylens.

Il compimento anche di questa ultima esperienza non porta ad avvertire la fine delle avventure di Aloy, ma sembra quasi voglia suggerire che anche quando noi spegniamo il nostro sistema Playstation 4, la rossa cacciatrice corre e scivola ancora sulla neve, sempre sulle tracce di una verità che ancora la elude, e sempre alle spalle solamente del suo arco.

Horizon: Zero Dawn, The Frozen Wilds

Horizon: Zero Dawn, The Frozen Wilds
8.7

Gameplay

9/10

Grafica

10/10

Sonoro

9/10

Ambientazione/Trama

9/10

Longevità

8/10

Pro

  • Trama
  • Sonoro
  • Comparto Grafico

Contro

  • Caricamenti più lunghi

Pietro Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

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