After the Flood è un’avventura per Il Richiamo di Cthulhu 7ª Edizione, scritta da Keith Craig e pubblicata nel 2026 attraverso il Miskatonic Repository. Si tratta di un modulo relativamente compatto, appena 31 pagine, accompagnato da un Map Pack di ulteriori 6 pagine contenente le mappe dell’area di gioco e le planimetrie delle principali location. Un elemento che merita di essere sottolineato fin dall’inizio è la modalità con cui viene distribuita: After the Flood è infatti disponibile su DriveThruRPG con la formula “Paga quanto vuoi”, una scelta che rende l’avventura particolarmente interessante per chiunque voglia provare un prodotto indipendente senza dover affrontare una spesa significativa. Il modulo nasce per essere giocato in epoca moderna e porta gli Investigatori nel Nebraska del 2019, immediatamente dopo una violenta alluvione che ha colpito la zona rurale intorno a Hooper.

L’idea di partenza è semplice, ma decisamente efficace. Gli Investigatori fanno parte di una squadra scientifica dell’Università del Nebraska incaricata di valutare i danni provocati dall’alluvione e vengono condotti presso la fattoria della famiglia Mattingly, dove trovano una situazione che ben presto si rivela molto diversa da quella che si aspettavano. Il terreno è stato contaminato da una particolare forma fungina che compare dopo le grandi inondazioni e che, nella storia dell’area, è già ricomparsa diverse volte. Dietro questo fenomeno apparentemente naturale si nasconde però qualcosa di molto più inquietante: un esperimento condotto dai Mi-Go, intenzionati a studiare gli effetti del fungo sugli esseri viventi e, soprattutto, sulle persone che ne vengono contagiate.
È proprio questa combinazione tra catastrofe naturale, contaminazione biologica e orrore cosmico a rappresentare il punto di forza principale dell’avventura. Craig non costruisce una storia lovecraftiana basata esclusivamente sull’atmosfera decadente o sulla scoperta di un culto, ma sceglie una situazione molto concreta e contemporanea, nella quale gli Investigatori possono inizialmente interpretare ciò che stanno vedendo attraverso categorie perfettamente razionali. Un’alluvione, una fattoria isolata, animali morti, una strana crescita fungina e persone malate sono elementi che appartengono al mondo reale; soltanto mettendoli progressivamente in relazione emerge la vera natura della minaccia. È una scelta che permette ad After the Flood di costruire abbastanza bene quella sensazione di inquietudine che nasce quando qualcosa di apparentemente ordinario comincia a non avere più una spiegazione plausibile.
La parte investigativa è costruita attorno a una serie di piste che partono dalla fattoria dei Mattingly e si allargano progressivamente verso il resto della comunità. Fotografie, computer, registrazioni di sicurezza, testimonianze, ricerche sulle precedenti alluvioni e indagini sulle persone coinvolte permettono agli Investigatori di ricostruire quello che è successo senza essere necessariamente costretti a seguire un’unica sequenza di scene. Anche il territorio contribuisce alla struttura dell’avventura, perché le diverse fattorie e abitazioni diventano tasselli di un’indagine che conduce lentamente verso una conclusione sempre più inquietante.

Questo aspetto è importante perché After the Flood funziona meglio quando lascia che siano i giocatori a collegare gli indizi. Non siamo davanti a un’avventura nella quale il mistero viene semplicemente spiegato dal testo dopo poche pagine: almeno nella sua parte iniziale, il modulo riesce a creare quella progressione di piccole anomalie che caratterizza una buona indagine di Call of Cthulhu. Anche alcuni dettagli apparentemente secondari assumono un significato diverso quando vengono ricollocati nel quadro generale, mentre la presenza dei Mi-Go viene fatta emergere gradualmente anziché essere immediatamente trasformata nel centro dell’attenzione.
Il ritmo cambia però sensibilmente quando entra in gioco la vera minaccia dell’avventura. After the Flood introduce infatti una corsa contro il tempo legata alla diffusione dell’infezione, e questa scelta è probabilmente quella che più distingue il modulo da una normale investigazione del Mythos. Gli Investigatori non devono soltanto capire cosa sta accadendo: devono decidere quanto rapidamente intervenire, come convincere le autorità ad agire e soprattutto se siano disposti a prendere decisioni estremamente difficili per impedire che l’infezione raggiunga l’intera popolazione di Hooper.

SPOILER ALERT
La situazione diventa particolarmente interessante quando viene rivelato che l’infezione non è rimasta confinata alla fattoria dei Mattingly. Heather Johnson è già stata contaminata durante una visita alla famiglia e costituisce, di fatto, la variabile che i Mi-Go non avevano previsto. Il suo destino mette in moto una progressione estremamente rapida: dopo la trasformazione in Blighted One, Heather può infettare altre persone e il numero dei contaminati cresce giorno dopo giorno fino a mettere a rischio l’intera cittadina di Hooper. Il modulo stabilisce una progressione precisa che porta da una singola persona infetta il 3 maggio all’intera popolazione di circa novecento abitanti l’8 maggio.
È una soluzione efficace perché dà finalmente un peso concreto al tempo che passa, ma è anche uno degli aspetti che richiedono maggiore attenzione da parte del Keeper. Una progressione così rapida rischia infatti di restringere progressivamente lo spazio lasciato alle decisioni dei giocatori: se il gruppo perde troppo tempo, l’emergenza può diventare talmente grande da trasformare l’indagine in una semplice operazione di contenimento. È un rischio, non necessariamente un difetto, ma significa che After the Flood funziona meglio con un Keeper disposto a modulare il ritmo e a lasciare che le conseguenze delle decisioni dei giocatori abbiano davvero un peso.
La figura più riuscita dell’intera avventura è probabilmente Isaac Cardona. Apparentemente un agente del Department of Agriculture, Cardona si rivela essere un’identità utilizzata da un Mi-Go fin dal 1943. Il vero Cardona è invece ancora presente, ma il suo cervello è stato rimosso e conservato in un cilindro, in una situazione che aggiunge alla vicenda una componente di body horror particolarmente riuscita. La scoperta permette inoltre di collegare l’evento del 2019 alla storia precedente dell’infezione e rende evidente quanto a lungo i Mi-Go abbiano lavorato nell’area senza essere scoperti.
Anche il confronto con i Mi-Go è più interessante di quanto potrebbe sembrare inizialmente. Non sono semplicemente creature da eliminare durante lo scontro finale: gli Investigatori possono arrivare a interagire con loro e persino valutare una collaborazione. Naturalmente, trattandosi dei Mi-Go, il concetto di “collaborazione” assume rapidamente una connotazione molto diversa da quella che avrebbe con un normale alleato umano. La possibilità di entrare in contatto con la loro tecnologia e con i loro esperimenti, fino alla prospettiva di un viaggio su Yuggoth, offre al Keeper materiale sufficiente per trasformare il finale in qualcosa di diverso dal semplice combattimento contro il mostro.
FINE SPOILER

Ed è proprio qui che After the Flood mostra una delle sue caratteristiche più interessanti: non impone necessariamente una singola soluzione. Gli Investigatori possono cercare di contenere l’infezione, eliminare i Blighted Ones, distruggere il fungo oppure accettare l’aiuto dei Mi-Go, con conseguenze differenti. La situazione permette quindi di arrivare alla conclusione attraverso decisioni anche molto diverse tra loro, e questo è particolarmente appropriato per Call of Cthulhu, dove una vittoria completa non è sempre la conclusione più interessante.
Il problema è che, accanto a queste buone idee, il modulo mostra anche alcuni limiti. La scrittura è funzionale ma non sempre rifinita e l’editing avrebbe beneficiato di un ulteriore passaggio. Alcuni elementi della storia sono inoltre più interessanti per ciò che suggeriscono che per quanto effettivamente sviluppato nel testo: l’idea dei Mi-Go presenti nella regione da decenni, il fungo legato alle grandi alluvioni e la possibilità di utilizzare Cardona come collegamento tra passato e presente avrebbero potuto sostenere un’avventura ancora più articolata. Invece After the Flood preferisce mantenere una dimensione compatta e arrivare abbastanza rapidamente alla propria escalation.
Anche dal punto di vista della presentazione, After the Flood è un prodotto estremamente essenziale. Il manuale è completamente privo di illustrazioni, una scelta che rende la lettura inevitabilmente più austera e che pesa soprattutto considerando la natura horror dell’avventura. Il Map Pack aggiuntivo mette a disposizione le planimetrie necessarie per le principali location e svolge correttamente la propria funzione al tavolo, ma non aggiunge particolare valore estetico al prodotto. Lo stesso vale per gli handout: sono presenti e possono essere utilizzati durante l’indagine, ma la loro realizzazione grafica è molto basilare. In definitiva, After the Flood investe quasi tutto sul contenuto dell’avventura e molto poco sulla sua confezione editoriale, risultando un prodotto decisamente spartano sotto il profilo visivo.

Nel complesso, però, ritengo che After the Flood raggiunga il proprio obiettivo. Non è una grande campagna del Mythos, non pretende di reinventare Il Richiamo di Cthulhu e non possiede una complessità tale da renderla un acquisto imprescindibile per un Keeper esperto. È piuttosto un’avventura breve, concreta e facilmente inseribile in una campagna moderna, capace di partire da una situazione credibile e trasformarla progressivamente in un incubo fatto di contaminazione, mutazioni e tecnologia aliena.
La sua idea centrale è abbastanza forte da sostenere l’intera esperienza, la struttura investigativa offre materiale sufficiente per lasciare spazio alle scelte dei giocatori e la progressione dell’infezione introduce una pressione che, se gestita correttamente, può diventare il motore dell’intera sessione. Alcuni limiti editoriali e una gestione talvolta troppo rigida dell’escalation impediscono al modulo di raggiungere livelli superiori, ma non ne compromettono il valore come avventura indipendente.
E poi c’è il “Paga quanto vuoi”. Considerando la quantità di materiale offerto, la possibilità di scaricare gratuitamente After the Flood o di riconoscere economicamente il lavoro dell’autore secondo le proprie possibilità rende la proposta ancora più interessante. Non è certamente il prezzo a determinare il voto di una recensione, ma in questo caso è impossibile non considerarlo quando si valuta quanto sia facile consigliare almeno una prova.
After the Flood è, in definitiva, una piccola avventura che sa cosa vuole essere e che, pur con qualche imperfezione, riesce a costruire un’interessante contaminazione tra horror biologico, investigazione contemporanea e orrore cosmico. Per chi cerca una storia breve da portare al tavolo senza dover investire settimane di preparazione, è una proposta che merita di essere presa in considerazione.
*Copia scaricata gratuitamente da DriveThruRPG per la recensione.







