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Destiny 2: come sono maturati i membri dell’Avanguardia dal primo capitolo? – Speciale

Il fatto che Destiny 2 sia nato come sequel diretto del primo capitolo è fonte di tanti onori quanti oneri per un titolo di questa portata; l’universo di gioco, sebbene si basi sulle stesse fondamenta del Destiny lanciato anni fa sulle console di vecchia generazione, è naturalmente e innegabilmente mutato in molti suoi aspetti, ma un elemento che ricorre in questo secondo episodio della saga dei Guardiani della Luce, sono molti dei suoi personaggi. Di questi alcuni sono dispersi, altri hanno acquisito importanza, altri ne hanno persa ai fini della storia, ma tutti, in qualche maniera, sono maturati di fronte all’attacco della legione Rossa all’Ultima Città, al Viaggiatore e alla Luce.

La caduta della Torre per mano dei forze militari sovversive Cabal, capitanate da Dominus Ghaul ha agito come fattore scatenante di una reazione emotiva che ha portato i membri dell’avanguardia ad essere visti in un’ottica finora inedita: la disperazione per la sconfitta e la perdita di tutto ciò per cui lottavano ha infatti sconvolto totalmente i personaggi in base alle loro storie pregresse, evidenziando le personali maniere in cui elaborano il funesto avvenimento.

Il Titano Spezzato

Per primo, Zavala: il primo dei membri dell’Avanguardia, dopo la caduta della Sala dei Guardiani e l’esodo che li ha portati lontano dalla terra come profughi per tutto il sistema, ha completamente ceduto alla disperazione. Il comandante è stato totalmente spezzato, e anche quando lo incontriamo sulla luna di Saturno, Titano, è irriconoscibile: arrendevole, totalmente carente di qualsivoglia polso e convinzione, e che perde tempo a piangersi addosso per questioni minori quali “prevedere l’invasione della luna da parte dell’alveare”.

Come la barriera proteggeva l’ultima città, Zavala era il bastione che proteggeva la Torre e tutto ciò che essa significava, e alla caduta delle difese dell’estremo rifugio dell’umanità, anche il fiero comandante viene annullato nella sua personalità, rendendo totalmente improduttivo il modo in cui questo protagonista elabora la sconfitta; anche la sua presunta maturazione non sfocia in nient’altro se non proporre una carica a testa bassa, priva di qualunque costruttività e mossa solo dalla disperazione di un animale ferito, come spiegato da Ikora Rey in un dialogo con Asher Mir, il quale è forse troppo duro a canzonare il titano chiamandolo “Vuvuzela”.

Alla prova dei fatti però, col ritorno sulla Torre da parte dell’avanguardia, Zavala sembra aver imparato una importante lezione, e sebbene i tempi siano ancora immaturi per poterlo dire, il titano spezzato ma non piegato potrà dimostrare il raggiungimento di una nuova coscienza di sé e di ciò che protegge in un prossimo futuro.

Il commilitone di Colonnello Pollo

Cayde invece, è sempre Cayde.

L’exo più amato dalla community infatti dimostra di essere, in ogni sua esternazione vista finora, vero e genuino. La caduta della Torre non cambia in alcuna maniera la natura scanzonata e giocherellona del tamarrissimo cacciatore, che come prima reazione alla sconfitta, sempre mantenendo il suo carattere divertente e da compagnone, elabora di getto (l’avreste mai detto?) Una “strategia” di contrattacco che prevede, cito testualmente, “teletrasportarsi in faccia a Ghaul, sparargli, e fare merenda”.

Cayde, a differenza di Zavala, non si arrende, e seppur inondandoci col suo umorismo fatto di battute sagaci e nonsense, dimostra di essere a tutti gli effetti un membro dell’avanguardia, disposto a correre in soccorso di tutto ciò per cui combatte, in qualsiasi situazione. Certo, non si può parlare di maturazione evidente in questo caso, che aveva invece interessato in maniera più ingente il personaggio a cavallo degli anni 1/2 su Destiny 1, ma di sicuro i giocatori si renderanno conto che Cayde-6 non è solo lo sciocco elemento di disturbo o il simpaticone di turno, ma davvero un difensore della torre, e un Guardiano della Luce.

La figlia della Luce e la paura del buio

Infine, a mio parere, gli spunti di riflessione più interessanti li offre Ikora Rey, perfettamente in linea con la sua natura di Avanguardia degli Stregoni.

In seguito alla caduta della Torre, Ikora si ritira in solitudine su Io, una luna di Giove dove l’azione del Viaggiatore che mirava a immergere il corpo celeste nella sua luce è stata brutalmente interrotta (probabilmente da una sua battaglia con le divinità dell’alveare descritta nei Libri del Dolore del Grimorio). Questo luogo in particolare, è per Ikora uno dei più sacri del sistema: recandosi qui a meditare sull’accaduto, la Strega riconosce in toto le sue responsabilità per la sconfitta, e le sue mancanze che hanno portato a far cadere la Torre. Solo lei tra i membri dell’avanguardia può farlo perché è in grado di distinguere chiaramente e in maniera del tutto lucida e onesta quelle che sono le sue colpe, grazie alla profonda conoscenza che ha di se stessa, propria appunto della natura riflessiva e meditativa della classe degli Stregoni.

“La Luce non è tutto, io valgo molto di più,ma dopo anni di morti e rinascite il Viaggiatore mi ha lasciato una sola vita. E io ho paura di perderla.” afferma infatti la protagonista poco dopo l’incontro con il nostro personaggio su Io: questa frase è di gran lunga la mia preferita dell’intero Destiny 2, perché oltre ad essere la celebrazione del personaggio di Ikora in tutta la sua superiorità, sapienza e coscienza di sé, ridisegna completamente il concetto di “Guardiano” segnando di conseguenza non solo la quadratura del cerchio nella maturazione della strega, ma dell’intero titolo.

A riprova di questo c’è sul tavolo l’ingresso di Suraya Hawthorne all’interno dell’avanguardia: Suraya non è stata benedetta dal Viaggiatore e non possiede alcun potere ad esso riconducibile, eppure ha difeso i rifugiati al di fuori dalle mura dell’ultima città per lungo tempo, e ora è entrata a pieno diritto tra i vertici della difesa della suddetta diventando anch’essa di fatto un vero e proprio Guardiano della Luce, ruolo che non risulta a questo punto essere determinato solamente dalla benedizione del Viaggiatore, ma il cui potere appare collegato ad una canonica forza del Bene capace di sovrastare il Male (Questo inoltre contribuisce a differenziare ulteriormente il concetto di Bene e la figura del Viaggiatore).

La Nuova Torre

Cos’è dunque un Guardiano in Destiny 2?

Un Guardiano, come da semantica, è una figura che, perfettamente in linea con la trinità dell’Avanguardia, da una parte difende la spiritualità derivata dalla Luce del Viaggiatore come Ikora, dall’altra, come Zavala si erge a bastione del popolo contro l’Oscurità, e dall’altra ancora, non perde quell’infantile genuinità e sincerità nel divertirsi mentre lealmente combatte contro le avversità, come Cayde.

Sono dunque questi i tre aspetti che fanno di un Guardiano quello che è, personificati da altrettanti personaggi dell’avanguardia: attraverso la maturazione di queste singole figure dunque, è il nostro stesso protagonista a fare dei passi in avanti ed acquisire del peso narrativo, fermo restando che quasi certamente i futuri DLC ed espansioni contribuiranno ulteriormente ad impreziosire il percorso di approfondimento di tutti gli abitanti della Torre.

C’è ancora una verità che giace oltre ciò che ci ha detto l’Oratore, ci rivela l’Imperatore Calus, e Destiny 2 è tutt’altro che giunto alla sua fine; I Guardiani, quelli nuovi, vigilano.

Pietro Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

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