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Pro Evolution Soccer 2018: Il calcio ad alti livelli – Anteprima

Come ogni anno con l’arrivo del mese di settembre e della nuova stagione videoludica si apprestano ad uscire le grandi produzioni sportive incominciando a darsi battaglia sin dalle versioni demo per poi passare alle edizioni complete.

Ovviamente per quanto riguarda l’ambito calcistico sono due i rivali principali che si sfidano ogni anno sul miglior gioco dedicato allo sport più bello del mondo, FIFA e PES. In questa sede andremo ad analizzare in filo e per segno  il nuovo capitolo calcistico di casa Konami, Pro Evolution Soccer 2018, che si è appena svelato al pubblico una seconda volta grazie alla demo disponibile su PlayStation 4 e Xbox One.

Sulla falsa riga dell’Open Beta

Innanzitutto c’è da fare una premessa come sempre quando si parla di versioni di prova, la demo non rappresenta il prodotto finale che sarà ulteriormente rifinito, ma è solo per permettere ai giocatori di farsi un idea del nuovo capitolo che è in arrivo a breve nei negozi con la possibilità di essere migliorato ulteriormente rispetto a questa versione. Dopo un’Open Beta decisamente positiva il nuovo titolo Konami si presenta al pubblico con una versione demo decisamente positiva, aggiungendo qualche contenuto in più rispetto alla sua precedente prova permettendo ai giocatori di testare con mano i progressi e le modifiche apportate alla produzione.

La suddetta versione vede la presenza di sole due modalità di gioco, esibizione e co-op locale, la prima consentirà di prender parte a partite contro il computer selezionando una delle squadre presenti, con la possibilità di modificare anche diverse impostazioni chiave tra cui le condizioni meteo, la difficoltà di gioco (da principiante a Super Star), le angolazioni della telecamera e così via; mentre la seconda permetterà di far squadra con due utenti per affrontarne altri tre che potranno essere sia in locale che giocatori gestiti dall’IA.

Sicuramente questa versione non aggiunge granché alla beta pubblicata qualche settimana fa sotto l’aspetto delle modalità che essenzialmente sono rimaste le stesse, ma sono invece disponibili più squadre rispetto alle due striminzite della prova online; infatti oltre al ritorno del Brasile sono presenti anche Argentina e Germania come squadre Nazionali e altri nove team da poter utilizzare tra cui Inter, Barcellona e Liverpool, oltre a Boca Juniors e Colo Colo. Tutto ciò sarà giocabile in soli due stadi che saranno il Camp Nou del Barcellona e la struttura del Borussia Dortmund, ossia il Signal Iduna Park.

Un gioco più ragionato

Come sempre i ragazzi di Konami basano la loro produzione sulla simulazione e anche in questo nuovo capitolo non mancano le novità sia dal punto di vista tecnico grazie ad un Fox Engine che mostra come sempre i muscoli nelle animazioni e in un comparto visivo veramente invidiabile, sia dal punto di vista del gameplay con una velocità di gioco leggermente rallentata rispetto alle precedenti iterazioni, per dar modo ai giocatori di costruire delle azioni più realistiche e di gestire al meglio la manovra. Ovviamente non è tutto rose e fiori dato che sono anche presenti diverse lacune soprattutto dal punto di vista dell’IA e anche alcuni difetti storici della serie tra cui qualche animazione non al top spesso non legate al meglio tra loro, ma andiamo con ordine.

Il titolo risulta ottimo per quanto riguarda la manovra di gioco, permettendo agli utenti di costruire, sin dalla difesa, vere e proprie azioni a suon di passaggi corti e movimenti precisi da parte dei giocatori, quest’ultimi, inoltre, godranno di una rinnovata fisica, che li vedrà reagire ai contrasti a seconda della loro stazza, così da dare ancora di più sensazioni di quel calcio reale che questo tipo di titoli aspirano. Il tempo di gioco influisce anche in diverse situazioni come i contropiedi che risultano quindi rallentati, spingendo l’utente a trovare alternative strategiche per proseguire nell’azione articolando alla perfezione i passaggi anche grazie alla possibilità di giostrarli manualmente tramite il grilletto sinistro.

Anche per quanto riguarda la fisica della palla sono riscontrabili molti miglioramenti dato che adesso le traiettorie sembrano più realistiche e seguono meglio il connubio qualità del giocatore, potenza e tipologia di quest’ultimo costringendo l’utente a ricercare il calciatore adatto in specifiche circostanze; detto ciò la fisica della sfera non è calcolata in maniera ottimale in ogni situazione, infatti rimangono alcuni difetti legati ai contrasti tra atleti che a volta generano rimbalzi non attesi, oltre a fasi di gioco su terreno bagnato in diversi casi da rivedere.

Ma veniamo adesso ad uno degli elementi più positivi della produzione che però risente in alcune occasioni, con la speranza che le imperfezioni di cui vi andremo a parlare possano essere riviste.
Parliamo dell’intelligenza artificiale del gioco, che si presenta davvero a livelli alti soprattutto nelle difficoltà più impegnative del titolo dato che i calciatori riusciranno a coprire quasi alla perfezione il rettangolo di gioco posizionandosi spesse volte sulle linee di passaggio e pressando a più non posso, mettendo così in apprensione anche il più tranquillo degli utenti. Ma per quanto la fase senza palla sia gestita quasi alla perfezione, rimane qualche dubbio in quella di possesso della CPU che in alcuni casi si dimostra troppo prevedibile, attuando passaggi scontati e che potranno essere facilmente intercettati dai nostri calciatori; inoltre alcune volte il portiere avversario finirà per addormentarsi con la palla tra i piedi per quel secondo di troppo che consentirà di fregargli palla e andare in rete in men che non si dica.

Ultimo appunto a livello di gameplay è proprio sui portieri, spesso bistrattati nel calcistico targato Konami per la loro inefficenza in alcune situazioni. C’è da dire che gli sviluppatori hanno fatto in questo caso un lavoro certosino, dato che capiterà di rado che gli estremi difensori si facciano trovare impreparati, anzi spesse volte li vedremo coinvolti in veri e propri miracoli con tanto di balzi spettacolari e parate in stile hockey; unico appunto sotto questo frangente è il movimento di quest’ultimi in alcune situazioni come le palle alte, in cui sembrano quasi indecisi sul da farsi stando piantati sulla linea di porta o adottando movimenti non consoni ad un portiere.

Graficamente ad alti livelli

Quando si parla della saga Pro Evolution Soccer la componente artistica è da sempre una delle note più liete della produzione con una cura per ogni dettaglio quasi maniacale, e questo nuovo capitolo mantiene la tradizione. A livello grafico PES 2018 si mantiene tra i migliori sportivi in circolazione con stadi e atmosfera riprodotti alla perfezione, con l’aggiunta di quest’anno anche dei tunnel degli spogliatoi, che renderanno ancor più immersivo l’impatto con il titolo.

Presenti anche moltissime nuove animazioni catturate grazie all’eccellente lavoro di motion capture svolto da Konami, che riesce a così a rappresentare i calciatori più famosi in maniera certosina, anche se per gli atleti meno conosciuti c’è ancora un po’ di lavoro da fare. Anche per le animazioni stesse il lavoro svolto è decisamente tanto, ciò porta il livello veramente in alto per il titolo targato Konami, anche se, come detto in precedenza ci sono ancora alcuni fattori da limare come il susseguirsi di più movimenti che, in alcuni casi, risultano un po’ slegati tra loro.

Parlando invece del comparto sonoro, da notare i soliti cori tipici delle squadre presenti con tanto di inno all’entrata in campo, nel caso specifico del Barcellona con il suo ElCant del Barça che mette sempre i brividi, ovviamente parleremo meglio di questo aspetto e dei brani presenti nella produzione in sede di recensione dove sarà possibile avere tra le mani il prodotto completo.

Versione di prova in gran spolvero

In conclusione il nuovo capitolo della serie targata Konami si presenta nella sua versione di prova in gran spolvero, con un gameplay più lento rispetto ai suoi predecessori che strizza l’occhio più alla manovra ma che non per questo risulta meno spettacolare. A livelli altissimi come sempre l’aspetto grafico del titolo che riesce a riportare alla perfezione i calciatori più importanti a livello internazionale insieme alle loro movenze, sperando che nel gioco completo si arrivi ad un buon livello anche per gli atleti meno importanti.
Come sempre ci sarà da parlare anche del nodo licenze che da sempre affligge la serie che però Konami sta cercando di risolvere acquisendo i diritti di diverse squadre importanti del panorama mondiale.

Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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