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Intruder: intervista allo sviluppatore RobStorm – Speciale

Intruder intervista a RobStorm

Può un’esperienza stealth essere multiplayer? Intruder è un videogame basato sulla tattica e sul pensare prima di agire. Tutta questa esperienza è amalgamata in un’opera che integra lo stealth, il lavoro di squadra, le tattiche e interazioni ambientali che è difficile trovare in titoli tripla A moderni.

Al momento, seppur il gioco è in Early Access, potrete usare molti gadget. Partendo dai sensori di movimento e arrivando sino alle cariche stordenti, Intruder ha molti assi nella manica da giocare; menzione particolare è l’uso di delle radio tattiche (walkie talkie) per rendere la comunicazione essenziale per ogni round.

L’intervista al developer

Abbiamo avuto la fortuna di intervistare RobStorm per un buon aggiornamento sullo stato dello sviluppo del gioco e capire alcuni aspetti fondamentali di questa inedita esperienza.

Intruder intervista a RobStorm

Gabriele: dove hai trovato l’ispirazione per questo gioco?

RobStorm: nei primi giorni di Intruder stavo giocando a Metal Gear Solid, Deus Ex, e SWAT 3. Durante queste esperienze mi chiedevo sempre la stessa cosa : “E se le guardie in questo gioco fossero persone reali… o giocatori?” La sfida è stata quindi di creare una vera e propria esperienza stealth coinvolgendo non una complicata IA ma la semplice interazione del giocatore. Nei giorni precedenti al concepimento dell’idea stavo giocando, insieme ad un amico, a Manhunt. Tentavamo sempre di cogliere l’approccio piu stealth possibile evitando di correre in giro quando una guardia ci scopriva.
Abbiamo voluto catturare queste esperienze in un FPS con ambienti molto dettagliati che permettono l’interazione con ogni singolo elemento. Inoltre volevamo evidenziare come un round possa essere vinto con l’utilizzo intelligente di gadget anziché fare affidamento solamente sulle armi.

Gabriele: quanto e’ importante il ruolo della community in un progetto indie come questo?

RobStorm: la community è estremamente importante specialmente perché il gioco è multiplayer.
Durante ogni sessione i giocatori sono invitati a collaborare , e comunicare, gli uni con gli altri per avere successo. L’utilizzo dei comandi vocali 3D e direzionali assumono un nuovo significato durante lo sviluppo di tattiche con i propri compagni di squadra.
Abbiamo cercato di promuovere una comunità che incoraggia la maturità, la crescita e la volontà di aiutare gli altri. Per questa ragione, nelle prime fasi di pubblicizzazione del gioco, abbiamo inventato un codice denominato TMC (Trust, Maturity and Contribution).
Ora la comunità aiuta a creare nuove mappe, organizzare tornei e altri grandi eventi. Alcuni player sono attivissimi sulla nostra Chat di Discord e rendono questo ambiente un luogo impressionante e meraviglioso allo stesso tempo.

Gabriele: quali sono i prossimi passi da affrontare in questo cammino?

RobStorm: ci sono ancora molti passi importanti da compiere per il futuro di Intruder. Non vogliamo rovinare la sorpresa ai nostri player, ma al tempo stesso siamo molto eccitati. Indipendentemente da ciò che avverrà, il nostro obiettivo è sempre stato quello di assicurarsi che ogni singola interazione con il gioco sia divertente anche durante lo sviluppo. Personalmente penso che insieme alla community abbiamo raggiunto questo obiettivo.
Cerchiamo sempre di affrontare questa esperienza in un modo del tutto nuovo aggiungendoci il divertimento che è il nostro scopo principale.

Gabriele: qual’è la più grande conquista ottenuta con questo progetto?

RobStorm: Penso che il successo principale di Intruder sia di dimostrare che l’esperienza tipica dei giochi FPS può essere drasticamente modificata per fornirne una nuova, audace e rischiosa al tempo stesso. Meccaniche come usare il walkie talkie per comunicare a distanza, usare i segnali manuali senza indicazioni sullo schermo ed eliminare le notifiche per le uccisioni potrebbero rovinare qualsiasi altro FPS online.
In Intruder abbiamo voluto implementare tutto ciò per rendere il gameplay un’esperienza memorabile, complessa e godibile allo stesso tempo. Ad un certo punto ci siamo chiesti : ‘Cosa vogliamo trasmettere al giocatore?‘ Vogliamo che il nostro giocatore si senta come se fosse un agente segreto infiltrato nella base nemica con guardie, telecamere di sicurezza e trappole ovunque. Ogni cosa vicino a questo design fa sì di spingere il gameplay vicino a questa sensazione.

Intruder intervista a RobStorm


Intruder si dimostra essere un titolo con uno stile di gioco del tutto innovativo, che fa della sinergia, della tattica e del fair play i suoi punti di forza.

Continuate a seguirci per rimanere aggiornati sulle ultime novità riguardo al nuovo videogame della software house indipendente Superboss Games.

Potete trovare a questo indirizzo il sito ufficiale di Intruder dove, sebbene il titolo sia ancora in fase di sviluppo, è già possibile acquistarlo in versione Early Access.