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The Culling: i battle royale sbarcano sulla console Microsoft – Anteprima

The Culling

The Culling, titolo sviluppato e pubblicato da Xaviant Games su PC via Steam in Early Access il 4 marzo 2016 e disponibile dallo scorso 2 giugno su Xbox One in Game Preview è il primo battle royale a sbarcare su console, anticipando di qualche mese Player’s Unknown Battlegrounds che arriverà anch’esso entro la fine dell’anno in corso su tutte le periferiche hardware del colosso di Redmond.

Per chi non conoscesse questo “nuovo” genere videoludico, che trae spunto anche della saga letteraria-cinematografica The Hunger Games, in The Culling i giocatori sono chiamati ad una lotta all’ultimo sangue, tutti contro tutti, e a riuscire nel non facile obiettivo di restare l’unico sopravvissuto, in una delle due mappe disponibili attualmente nell’accesso anticipato, procurandosi e “craftando” l’equipaggiamento e le armi direttamente durante la partita, visto che si parte tutti provvisti solo ed esclusivamente dei propri pugni.

Esplora, crafta e sopravvivi… se ci riesci

Dopo una creazione del nostro alter ego digitale abbastanza approfondita, in cui potremo decidere le caratteristiche fisiche del nostro personaggio e dopo aver provato gli ottimi tutorial e le partite d’allenamento contro bot gestiti dall’IA, per il momento The Culling ci offre semplicemente una modalità  rapida online. Gli sviluppatori contano di apportare numerose modifiche durante l’accesso anticipato e di aggiungere, oltre a nuove mappe e contenuti, anche modalità giocabili in team (analogamente agli altri “esponenti” del genere, H1Z1 e Battlegrounds) e le partite classificate.

Ogni giocatore, come detto qualche riga più in alto, parte armato solo dei suoi pugni, dentro ad una capsula in cui è possibile vedere la posizione in cui si parte sulla mappa presente all’interno, che si aprirà una volta che tutti i giocatori sono pronti permettendoci di esplorare l’esterno della mappa. Tutti i giocatori oltre a partire completamente disarmati sono abbastanza distanti l’uno dall’altro per non creare spiacevoli incontri allo spawn, cosa che consente di iniziare a preparare l’arsenale che ci servirà a sopravvivere ai nostri “colleghi”, forse.

The Culling offre un sistema di crafting molto “articolato”, e non solo sarà possibile cercare oggetti utilizzabili specifici dalle armi bianche e da fuoco a diversi tipi di iniezioni, tattiche e curative, passando per trappole e gadget tecnologici negli armadietti e nei frigo presenti nelle diverse strutture delle due mappe, ma anche raccogliere in stile “Minecraft” pietre e rami, da cui si possono costruire armi rudimentali (con due pietre sarà possibile utilizzare pochi crediti F.U.N.C., la valuta del gioco, per creare un coltello primitivo)

I materiali sono fondamentali anche per ottenere maggiori crediti durante la partita, utilizzando le piattaforme di riciclaggio, che trasformano tutto quello che non riteniamo necessari direttamente in valuta del gioco, che possono essere accumulati anche uccidendo gli altri sopravvissuti e possono essere utilizzati per comprare nuovi oggetti o recuperare la salute in punti specifici delle mappe, dentro e fuori dalle strutture.

TheCulling

Il titolo offre davvero molte varianti diverse di possibilità, sia per guadagnare che per spendere i crediti F.U.N.C. e non esiste una tattica realmente valida su come spendere meglio il proprio bottino, che dipenderà molto dalle situazioni e dal loot casuale degli oggetti negli armadietti e nelle strutture che rendono inutile una qualsiasi pianificazione su dove dirigersi per trovare la nostra arma preferita.

Tutte le partite durano al massimo 20 minuti e sono divise in diverse fasi, scandite dall’ironica voce del commentatore (per ora solo in lingua inglese) che non perderà occasione per prendere in giro i giocatori che vengono uccisi man mano che il gioco prosegue; nelle varie fasi si possono comprare oggetti (per esempio di livello 2 a 50 crediti nella prima fase fino a 200 crediti per quelli di livello 4 a fine partita) e ci sono una serie di rifornimenti, che contengono armi, trappole oppure oggetti curativi e che possono condizionare pesantemente la durata della vostra sopravvivenza.

A differenza di altri già citati esponenti del genere battle royale, una volta morti potete uscire subito dalla partita senza perdere punti o crediti guadagnati e ricominciare un nuovo match immediatamente, non obbligando a vedere la conclusione della sfida; fino a che siete vivi potrete controllare quanti sopravvissuti sono ancora in gara nel tabellone che che è visibile nella parte centrale della cupola che sovrasta le due mappe, feature già vista in BTOOM, serie animata giapponese di questo filone, e nella stessa saga The Hunger Games e allo stesso modo alla fine dell’incontro tutti i sopravvissuti sono forzatamente obbligati a convergere verso l’Arena, in cui sarà possibile trovare alcune casse di approvvigionamenti, a patto di arrivare per tempo, con il resto della mappa che sarà gradualmente saturata di gas nervino.

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Picchia, para e schiva… se non hai armi da fuoco

Per riuscire ad arrivare “sani e salvi” alla fatidica Arena finale, teatro di alcune delle mie morti più divertenti, sarà necessario però necessariamente combattere contro altri giocatori, e soprattutto nelle fasi iniziali della partita il combattimento corpo a corpo assume un ruolo fondamentale, tanto da richiedere assolutamente un po’ di pratica nei tutorial e nelle partite contro l’IA per riuscire a gestire in maniera ottimale la parata, la schivata il contraccolpo con cui spezzare la guardia nemica e i colpi leggeri e pesanti. Il sistema è molto profondo e simile, in maniera più basilare, al combattimento di For Honor, anche se ovviamente con la visuale in prima persona che caratterizza il titolo di Xaviant Games.

Le poche armi da fuoco e quelle a distanza come archi e balestre sono assolutamente letali, ma il titolo bilancia bene questi vantaggi con pochissimi colpi a disposizione e con una mira non perfetta, che rendono decisamente più difficile essere uccisi dalle numerose armi di livello superiore. A scanso di equivochi, nemmeno la tecnica del “camperaggio selvaggio” è funzionante, in quanto in tutta la mappa di gioco sono disseminate trappole e strumenti che potrebbero permettere agli altri giocatori di rilevare la nostra posizione molto facilmente (tra cui un rilevatore molto funzionale). Presenti anche qui delle casse ricompensa ottenibili progredendo nei livelli, che offrono solo abbellimenti estetici e nulla che possa fornire reali vantaggi nella competizione mortale.

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A livello tecnico gli sviluppatori hanno fatto un buon lavoro, utilizzando Unreal Engine 4 con modelli e animazioni che svolgono in maniera egregia il loro lavoro nonostante la fase di accesso anticipato, e Xaviant è riuscita a donare a The Culling una caratterizzazione artistica che lo rendono un’intrigante versione occidentale delle serie (manga e anime) battle royale giapponesi, con un comparto sonoro a ben campionato e un commentatore epico e divertente, perfettamente doppiato in lingua inglese.

In conclusione dopo aver provato per diverse ore il titolo possiamo sicuramente consigliarlo agli amanti del genere che approda per la prima volta su console, fiduciosi che con il tempo gli sviluppatori sapranno fornire il giusto supporto a The Culling come annunciato, aggiungendo mappe, contenuti e soprattutto nuove modalità, che permettano ai giocatori di non stufarsi precocemente di questa esperienza videoludica. È meno frenetico e meno “sparatutto” di Player’s Unknown Battlegrounds ed incarna forse meglio il concetto di Battle Royale orientale, ripreso anche dal filone letterario occidentale in seguito, con una buona dose di umorismo, bizzarri personaggi e un’eccezionale varietà di armi e accessori.

Paolo Lorenzini

Editor in chief di Serial Gamer, dopo anni di gavetta su diversi portali videoludici crea un nuovo portale perché crede in un'informazione libera e obiettiva.

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